giovedì 16 luglio 2009

Cercasi prete...


Si cerca per la Chiesa
un prete capace di rinascere
nello Spirito ogni giorno.

Si cerca per la Chiesa un uomo
senza paura del domani
senza paura dell'oggi
senza complessi del passato.

Si cerca per la Chiesa un uomo
che non abbia paura di cambiare
che non cambi per cambiare
che non parli per parlare.

Si cerca per la Chiesa un uomo
capace di vivere insieme agli altri
di lavorare insieme
di piangere insieme
di ridere insieme
di amare insieme
di sognare insieme.

Si cerca per la Chiesa un uomo
capace di perdere senza sentirsi distrutto
di mettere in dubbio senza perdere la fede
di portare la pace dove c'è inquietudine
e inquietudine dove c'è pace.

Si cerca per la Chiesa un uomo
che sappia usare le mani per benedire
e indicare la strada da seguire.

Si cerca per la Chiesa un uomo
senza molti mezzi,
ma con molto da fare,
un uomo che nelle crisi
non cerchi altro lavoro,
ma come meglio lavorare.

Si cerca per la Chiesa un uomo
che trovi la sua libertà
nel vivere e nel servire
e non nel fare quello che vuole.

Si cerca per la Chiesa un uomo
che abbia nostalgia di Dio,
che abbia nostalgia della Chiesa,
nostalgia della gente,
nostalgia della povertà di Gesù,
nostalgia dell'obbedienza di Gesù.

Si cerca per la Chiesa un uomo
che non confonda la preghiera
con le parole dette d'abitudine,
la spiritualità col sentimentalismo,
la chiamata con l'interesse,
il servizio con la sistemazione.

Si cerca per la Chiesa un uomo
capace di morire per lei,
ma ancora più capace di vivere per la Chiesa;
un uomo capace di diventare ministro di Cristo,
profeta di Dio, un uomo che parli con la sua vita.

Si cerca per la Chiesa un uomo.

(don Primo Mazzolari)

mercoledì 15 luglio 2009

Come sono diventato scrittore...

Se volete un libro che vi ricordi quello che combinavate da piccoli, senza dirlo ai genitori; un libro che vi ricordi di vostro fratello/sorella minore, che faceva tutto quello che facevate voi; un libro che vi ricordi da quali pasticci memorabili vi siete infilati e poi tirati fuori, quasi da soli… bene, buona lettura e se avete figli tra i 9 e 12 anni, potreste anche leggerlo con loro, un capitolo a sera (il libro si presta benissimo, dato che la storia è suddivisa in capitoli quotidiani).

I due protagonisti, Archie il maggiore e Oggie il minore, vivono tra le due case dei genitori che si sono separati di recente (ottima descrizione di quello che davvero potrebbero pensare due bambini della separazione dei genitori; una separazione, quella raccontata, di due genitori, pur con mille problemi, che manifestano sempre un affetto sincero verso i bambini). Per uno sfortunato incidente, si trovano coinvolti nelle attività di una gang giovanile e riescono a capovolgere a loro vantaggio la situazione, con un piccolo aiuto… femminile!

Motore di tutti gli avvenimenti l’amore fraterno, senza il quale la vita quotidiana dei nostri piccoli eroi non sarebbe altrettanto facile… e poi se davvero avete figli con la passione per la scrittura e per i motori, utili consigli per entrambi le attività! Interessante da leggere ai bambini anche perché permette di spiegare molte situazioni (il bullismo, le gang), senza entrare in ambiti troppo crudi: il racconto semplice di Archie permette a noi genitori di spiegare e di aiutare i bambini a capire realtà anche difficili come il divorzio e le sopraffazioni (preparatevi a un sacco di domande!).

Come sono diventato scrittore (e mio fratello ha imparato a guidare) di Janet Taylor Lisle, Edizioni Salani, 2005.

sabato 11 luglio 2009

Sulla strada del tesoro... le chiavi di casa!

Ricordate chi vi ha dato per la prima volta le chiavi di casa? La sensazione di avere in mano responsabilità e contemporaneamente libertà? Ripensateci.

Magari, dopo quelle della casa di famiglia, sono già arrivate le chiavi della casa in cui si vive da soli, le chiavi della casa in cui si abita con vostro marito e/o moglie e i figli e forse sono già tornate le chiavi di casa dei genitori, che hanno bisogno del vostro aiuto… è sempre un incontro -e a volte scontro- tra libertà e responsabilità, tra voglio e posso…

Le chiavi rimarranno lì nello zaino per tutta la ricerca del tesoro: si viaggia, si incontra e a volte ci si smarrisce e le chiavi chissà dove sono finite! Staranno probabilmente lì nello stesso posto in cui sono state messe all’inizio del viaggio, a ricordare la partenza e tutti i ritorni successivi, ogni volta un po’ cambiati.. ma non estranei, le chiavi riapriranno ogni volta il luogo da cui si parte, la casa. Tenete caro il tintinnio delle chiavi, come ricordo, come buon augurio, come speranza!

giovedì 9 luglio 2009

Dire Messa


Se avete paura dell’Amore… non dite mai messa.
La messa farà riversare sulle vostre anime un torrente di sofferenza interiore che ha un’unica funzione: di spaccarvi in due, affinché tutta la gente del mondo possa entrare nel vostro cuore.

Se avete paura della gente, non dite mai messa.
Perché quando cominciate a dir messa, lo Spirito di Dio si sveglia come un gigante dentro di voi e infrange le serrature del vostro santuario privato e chiama tutta la gente del mondo affinché entri nel vostro cuore.

Se dite messa condannate la vostra anima al tormento di un Amore che è così vasto e così insaziabile che non riuscirete mai a sopportarlo da soli. Quell’amore è l’Amore del cuore di Gesù che arde dentro il vostro miserabile cuore e fa cadere su di voi l’immenso peso della sua pietà per tutti i peccati del mondo.

(Thomas Merton)

mercoledì 8 luglio 2009

Il piccolo Nicolas!

Per chi ricorda le elementari come l’età migliore dell’infanzia, per chi ha fatto parte di un gruppetto di bambini scalmanati (anche se eravate una bambina...), per tutti quelli che avrebbero voluto fare uno scherzo alla maestra senza farsi scoprire, se davvero ancora non lo avete letto (era l’immancabile libro estivo consigliato dall’insegnante di francese…), c’è il piccolo Nicolas, fresco fresco, nonostante i suoi, almeno, 40 anni di età, da far conoscere ai vostri figli!

Le avventure del piccolo Nicolas attraversano tutti i suoi anni scolastici, dalla foto di classe, al compito di matematica, alla gita: tutto il repertorio di vicende previste dalla scuola, in 5 piccoli volumetti, suddivisi in piccole storie di poche pagine (è la somma che fa il totale…). L’autore, Sempé, ci regala un delizioso ritratto dell’infanzia, con le sue astuzie, gioie e tristezze; il libro è accompagnato dai disegni di Goscinny (ricordate Asterix? Tutt’un'altra cosa, ma l’autore è lo stesso!), disegni divertenti almeno quanto il racconto. Impossibile riassumere le vicende, tante e buffe. È consigliato per i bimbi dai 7 ai 10 anni, ma i genitori sono autorizzati a leggerlo ad alta voce!
Utile per invogliare i bambini al piacere della lettura, per farli immedesimare nelle vicende di Nicolà: è incredibile il numero di persone che credono che i libri, la letteratura raccontino vicende troppo lontano da noi; e invece ogni libro, ciascun libro è importante se noi lasciamo che ci parli, che tocchi le nostre corde… e qui le piccole storie di Nicolas e i suoi amici riescono a suscitare, oltre ai ricordi, molti sentimenti ed è bello che i nostri piccoli imparino dalle storie dei loro coetanei!

Il piccolo Nicolas, edizione integrale, Donzelli editore, 2008.

sabato 4 luglio 2009

Sulla strada del tesoro... la Finestra!

Avete una finestra di fronte alla vostra scrivania? Ogni mattina la aprite per vedere che tempo fa? Oppure vi affidate alla finestrella meteo sullo schermo del desktop, che vi dice anche che temperatura c’è? Anche quella è una piccola finestra, per non parlare del più diffuso e copiato sistema operativo per pc… Windows!

C’è una finestra dove si incornicia una parte del mondo e lo si guarda: un po’ separati dalla cornice, ma anche partecipi, in fondo la cornice l’abbiamo aperta noi. E la finestra ci ricorda tutti i giorni una cosa importante, nella ricerca del tesoro: la finestra è il nostro punto di vista, il modo che abbiamo scelto per andare incontro agli avvenimenti della vita. Se siamo alla ricerca del tesoro, sarà bene sapere da dove partiamo e come guardiamo al mondo, quale cornice di vita abbiamo scelto e, da quella, quale tesoro cerchiamo… mettiamo la finestra nello zaino per ricordarcene!

giovedì 2 luglio 2009

Il prete

Un prete deve essere contemporaneamente
piccolo e grande,
nobile di spirito come di sangue reale,
semplice e naturale come ceppo di contadino,
una sorgente di santificazione,
un peccatore che Dio ha perdonato,
un servitore per i timidi e i deboli,
che non s'abbassa davanti ai potenti,
ma si curva davanti ai poveri,
discepolo del suo Signore,
capo del suo gregge,
un mendicante dalle mani largamente aperte,
una madre per confortare i malati,
con la saggezza dell'età e la fiducia d'un bambino,
teso verso l'alto, i piedi a terra, fatto per la gioia,
esperto del soffrire,
lontano da ogni invidia,
lungimirante, che parla con franchezza,
un amico della pace,
un nemico dell'inerzia,
fedele per sempre.

(anonimo medievale)

mercoledì 1 luglio 2009

Buone vacanze?

E così oggi è l’ultimo giorno di scuola, da domani vacanza!
Eh sì, mamma domani mattina dormiamo un po’?

Certo, rispondo al più grande, uscendo dal giardino della scuola, domani mattina dormiamo, poi andiamo allo spazio gioco con tuo fratello, ho chiesto se potevi andarci e mi hanno detto che c’è posto, cosi giocate insieme agli altri bimbi…

Sono contento che viene con me, aggiunge il più piccolo

E poi bimbi, abbiamo davanti a noi un lungo mese di vacanze, ci organizzeremo per andare in piscina una volta a settimana, andremo a giocare al Parco della Vigna, sapete ci sono le attività per i bimbi dai 3 ai 12 anni e poi magari faremo qualche pomeriggio di pittura a casa, che ho finalmente rimesso in ordine i colori e trovato il telo da mettere sul pavimento, e poi…

Mamma, senti, faremo tutte queste cose?

Certo che sì, se voi volete possiamo anche… vengo interrotta nella mia programmazione creativa dallo sguardo interrogativo del più grande, che nel frattempo ha preso per mano il più piccolo nel passeggino.

Sì, però, quando ci riposiamo noi due?

Si possono fare un sacco di errori come genitori, svuotare di significato gli spazi delle feste, ma anche cercare di riempire a dismisura i tempi che dovrebbero essere vuoti di impegni… la rotta va misurata ogni giorno! Per questo ho provato a tornare con la memoria ai ricordi delle mie estati, per riacchiappare il ricordo, che cosa mi divertiva, che cosa vorrei rifare con i miei bambini? E alla fine ho tenuto la piscina e i giochi ai giardini: probabilmente ci dedicheremo un giorno alla pittura, quasi sicuramente andremo al parco a imparare a fare qualche attività manuale e ci muoveremo sempre in bicicletta! Senza calendari, senza obblighi di partecipazione, facendo anche un po’ tardi per cena, se proprio ci stiamo divertendo molto a scavare la sabbia ai giardini… proverete anche voi?

Ps. il piccolo consiglio vale anche le estati ragazzi: il momento del gioco libero, per la socialità e per le amicizie, spesso vale più di tutte le più fantastiche e creative attività… sempre che gli animatori facciano anche loro “gioco libero” stando con i ragazzi sul campo!
Per luglio e agosto, piccoli suggerimenti di letture per e sui bambini... se vi tuffate nel web, passate a dare un' occhiata! Una buona e educativa estate a tutti voi!
Angela

martedì 30 giugno 2009

Grazie!

"Chi è mai costui?" (Mt 8,23-27)

Fin da quando abbiamo cominciato, ci interessava poter rispondere con voi a questa domanda: Chi è costui? Chi è Gesù?
Siamo convinti che dove c'è il Signore, lì ci sono anche dei fratelli e delle sorelle e nella sua semplicità questo blog è stato ed è per noi una bella sorpresa, perchè ci sta permettendo di condividere un po' il nostro cammino di fede. Grazie a tutti, per le domande e le risposte che ci siamo proposti a vicenda! E mi raccomando: ricordatevi che quest'estate, ovunque partiate, non sarete mai soli...



Nei mesi di luglio e agosto aggiorneremo il blog di tanto in tanto (continuate a passare di qui, quando vi capita!) ma da settembre ricominceremo, magari con qualche novità in più! Il seminario è in "trasferta": campi scuola, estate ragazzi, esperienze di volontariato...e un po' di vacanza!!

Speriamo che ciascuno possa trovare un po' di tempo in più durante l'estate per mettersi in ascolto della Parola di Dio, che qui quotidianamente abbiamo voluto presentare con una piccola "suggestione".

Vi salutano anche Marco, Giorgio, Monica, Daniele, Fabio, Fabrizio, Maria e Tommaso:le loro parabole e quelle di altre amici torneranno dall'autunno!

Un caro abbraccio a tutti!

con affetto,

don Mario

p.s. Aggiungo un grazie particolare a Lele Corvi! Con l'Arcivescovo, Angela, don Luca, don Ferruccio, don Gian Luca e i Seminaristi è diventato ormai parte della squadra. Ma mi raccomando: ognuno aggiunga il suo nome a questo elenco!

lunedì 29 giugno 2009

buona estate!

Cari amici, vi mando un saluto prima dell'estate con due poesie di Renzo Barsacchi (dalla raccolta "Marinaio di Dio") che spero possano accompagnare questo tempo. Che nel silenzio del silenzio lo Spirito parli al nostro cuore e non ci faccia mai sentire orfani di Dio. Un abbraccio a tutti, d Ferruccio

Silenzio del silenzio

Non nel tacere Dio parla
ma nel silenzio del silenzio, quando
non sbatte l'ali l'anima ma plana
abbandonata nel suo indicibile spazio.

Ogni luce raccogli alla Sua ombra,
fatti attesa continua finché un passo
giunga dal vuoto dell'inevidenza.

E prega senza più parole: prega
respirando soltanto, come il fiore,
senza vederlo, il sole. Offri l'inquieta
necessità d'essere amato amando
alla tenebra ardente del Suo Amore.


Quando ti senti un orfano di Dio

Quando le nubi insorgono e via via
sempre più grigie e torbide si accalcano
contro la luce, temi che sia morto
il sole e non ti basta che risplenda
al di là delle tenebre.
Stai nel rimpianto come tua dimora.
Ma non è il sole, è il vento che disperde
le nubi.
Così accade
quando ti senti un orfano di Dio
e non pensi allo Spirito che, sorto,
fa impennare il tuo pianto.

Santi Pietro e Paolo





"La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?" (Mt 16,13-19)






Signore da chi andremo: "Tu hai parole di vita eterna" (Gv 6,68)

Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno (Fil 1,21)


Così diversi, così legati a Cristo.
Non esistono stereotipi del "bravo" credente.

Ma ognuno deve sapere a chi ha dato il proprio cuore.

domenica 28 giugno 2009

Ci vediamo a settembre!!

Al termine di una anno, quando la tensione comincia a calare, si trova il tempo per pensare e riflettere maggiormente. Di norma ci si muove in due direzioni particolari: da una parte la fine ti fa guardare indietro, tingendo il pensiero di malinconia, dall’altra ti spinge a guardare avanti, verso il prossimo inizio, con la gioia e l’entusiasmo di un bambino.

Tra queste due direzioni si trova quel tempo particolare, che è l’estate.
Di norma è il tempo che, più di ogni altro, ti pare volare via, anche perché tutti noi siamo portati a gonfiarlo di proposte, impegni e iniziative varie.
Tutto ciò è molto bello: il coinvolgimento in “alta tensione” della propria vita di norma fa sentire giovani, pieni di forze e ben disposti, nei confronti della vita.

Un rischio: il tempo troppo pieno rischia di non lasciare spazio al protagonista principale, che è Dio.
È un rischio per tutti, fidatevi, anche per noi.

Ecco allora una proposta, che è anche una sfida: riempiamo il nostro tempo, ma lasciamo che il posto privilegiato sia quello di Dio. Come? Con semplici impegni, come uno spazio per la preghiera, da mantenere a tutti i costi, anche se capitasse dopo una giornata impegnativa in Oratorio.

Se vi va scrivete qui i vostri impegni, poi al rientro facciamo un po’ di sana revisione, magari insieme. Buona estate a tutti!

P.S. Noi facciamo che dirvi il nostro impegno: mantenere, quanto più possibilmente integri, gli spazi vitali di preghiera, che di norma viviamo qui, nella nostra comunità!

sabato 27 giugno 2009

XIII Domenica del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Marco (5,21-43)

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

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