mercoledì 27 agosto 2014

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Ogni riccio, un capriccio?

Al ritorno dopo qualche giorno al mare, in genere i capelli sono cresciuti… fin troppo nella nostra famiglia! E così si va a tagliarli: so che qui entro in un discorso difficile per chi è genitore di figlie, dato che i capelli dei maschietti in genere sono molto più facili da gestire…  però una cosa va detta: possiamo provare a fargli scegliere come tagliarli? Non per esigenze di look, non per creare e soddisfare narcisismi legati all’aspetto, ma per insegnagli a prendersi cura di sé, ad avere un aspetto bello quanto i sentimenti interiori, a sorridersi nello specchio, prima di iniziare una nuova giornata.


Provare a scegliere da soli dovrebbe servire a questo: ascoltare i consigli e decidere. So che frangette, mollette e riccioli (ma anche le rasature dei calciatori e le creste non scherzano!) arriveranno a complicare questo discorso, imparare a prendersi cura di sé in tutti gli aspetti (e non conciarsi come la ultima cantante per teenagers...). 
La prossima volta che saremo dal parrucchiere però teniamolo presente… deve provare a decidere da solo... e magari usciremo tutti più contenti!

sabato 23 agosto 2014

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Indagine

"La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?" (Mt 16,13)

Giunto nei pressi di Cesarea di Filippo, Gesù pone ai discepoli una domanda che appare subito sospetta: cosa pensa la gente di lui?
Questa è la prima volta che Gesù pare preoccuparsi dell’opinione che gli altri hanno di lui, come se avesse improvvisamente un guizzo di vanità… Capita spesso che Gesù nei vangeli ponga delle domande non per conoscere un dato, ma per far venire allo scoperto i suoi interlocutori. In maniera simile Gesù domanda ai discepoli quanti pani hanno portato con sé, mentre l’evangelista sottolinea che Gesù sapeva benissimo ciò che stava per fare, cioè moltiplicarli (Gv 6,6).
Sovente nel corso delle dispute Gesù pone delle domande su argomenti che non ignora di certo, ma usando una strategia che serve a mettere gli avversari con le spalle al muro. Così, dietro l’apparenza di una domanda, Gesù sa molto bene quale effigie e quale scritta vi sono sulla moneta del tributo (Mt 22,20) o che il cieco di Gerico desidera riottenere la vista (Lc 18,40). Sono chiari esempi che dimostrano come Gesù voglia mettersi sullo stesso piano del suo interlocutore per farlo progredire nella conoscenza e perché prenda pienamente coscienza di qualcosa che Gesù già conosce.
Ma la più paradossale delle domande posta da Gesù nei vangeli è quella che rivolge ai due discepoli di Emmaus, quando chiede loro cosa sia capitato a quel profeta in cui avevano riposto le loro speranze (Lc 24,19): difficile che ne sapessero più di lui…

giovedì 21 agosto 2014

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Adele contro tutti

La battaglia moralizzatrice di Adele si abbatte come un flagello sulle "Ugole ruggenti", il coro della parrocchia. Simone, il direttore della corale, è alle prese con una piccola "rivolta".

mercoledì 20 agosto 2014

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Quanto conta pregare da soli...

Adesso che mio fratello dorme, posso dirtelo…
Il più piccolo si addormenta sempre per primo, se è rimasto sveglio è una cosa seria…
Allora, io prego da solo, va bene? Evidentemente  il mio sguardo perplesso lo spinge a spiegazioni...
Perché di solito si prega sempre insieme, a messa, a tavola, a catechismo e, se guardi bene, l’unico che prega da solo è Gesù…
Tu ti chiedi se è il caso di fare una cosa che faceva Gesù… oppure se non sia un po’ esagerato imitarlo…
Eh, capisci che sarebbe impossibile!
Allora, sai anche prima di Gesù le persone pregavano… per chiedere aiuto agli dei… ma nessuno pregava il proprio dio come il Padre, Gesù è il primo che lo fa e anche noi possiamo farlo, perché anche noi siamo suoi figli, grazie a Gesù, che è  nostro fratello… quindi possiamo imitare Gesù! E poi Gesù stesso ci ha insegnato a pregare... è per incoraggiarci a pregare anche da soli...
Quindi anche tu preghi da sola? Potevi dirmelo prima!


Conclusione: preghiamo insieme e, ogni tanto, facciamoci trovare a pregare da soli!

sabato 16 agosto 2014

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Cagnolini


"eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni" (Mt 15,27)

“Le nozze di Cana” di Paolo Veronese è un’enorme tela di 7 metri per 10, con numerosi personaggi, ma ad attirare l’attenzione sono i diversi cagnolini presenti sulla scena. Nonostante ciò, i cani nel mondo ebraico non erano molto ben visti e se escludiamo il cagnolino di Tobia raramente hanno un ruolo positivo. La risposta data da Gesù alla donna cananea assume quindi un tono piuttosto sprezzante nei suoi confronti che non è lecito trascurare. Piuttosto, invece, dobbiamo chiederci il motivo di questa uscita: Gesù pronuncia queste parole perché pensa davvero che non sia bene occuparsi dei cagnolini oppure usa un luogo comune del suo tempo per valutare la reazione della donna? Personalmente propendo per la seconda ipotesi e che Gesù abbia offerto alla donna la possibilità di una replica che il silenzio non permetteva. Gesù sa benissimo che esistono figli e cagnolini, quindi che la storia della salvezza può prevedere ruoli differenti in momenti diversi, ma non nega il pane a nessuno. Anche oggi nella chiesa ci sono credenti che si trovano nella condizione dei cagnolini, esclusi dalla piena comunione a causa di situazioni irregolari o di peccati gravi. Prima di allontanarli con una pedata temendo che rubino il pane ai figli occorre chiedersi se l’abbondanza di pane che riceviamo dal Signore non sia segno che “il di più” vada condiviso con chi non siede a tavola, ma ha un disperato bisogno di nutrirsi di qualcosa che lo sfami davvero, non con le carrube dei porci.

giovedì 14 agosto 2014

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Potenti

Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili (Lc 1,52)

In uno dei suoi film più celebri, Totò spiegava con molta semplicità la sua antropologia, distinguendo l’umanità in due sole categorie: la prima, quella degli uomini; la seconda, quella dei caporali. Oggi, appunto, ci occupiamo dei caporali, quelli che vessano gli uomini e quasi sempre riescono a farla franca. La Bibbia non li chiama “caporali” ma “potenti”, eppure la sostanza non cambia. Nel Magnificat Maria dice che Dio ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili (Lc 1,52) e non si tratta degli effetti della lotta di classe, ma dell’intervento di Dio nella storia a tutela dei piccoli che sono sotto la sua protezione.
Questa è un’idea piuttosto diffusa nella poesia biblica, la troviamo spesso nei salmi: Dio è colui che “toglie il respiro ai potenti, è terribile per i re della terra” (76,13), “colui che getta il disprezzo sui potenti” (107,40).
L’esempio più classico di re (pre)potente è quello del faraone che tiene schiavi gli ebrei e sfida il Signore: non solo verrà rovesciato la morte, ma trascinato nelle acque del mar Rosso col suo carro e il suo esercito. Il dominio tirannico che i potenti esercitano nei confronti dei piccoli non è soltanto un problema sociale, ma anche teologico. Il potere appartiene a Dio (Sal 62,12) e quando l’uomo pensa di usarne in maniera impropria e indipendente dalla volontà divina, commette un grave atto di tracotanza. Ma anche nelle difficoltà gli umili si rivolgono a Dio manifestando la fiducia nel suo potere: “Tua, Signore, è la grandezza, la potenza e lo splendore” (1Cr 29,11).
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Miracolo a Torino

Carmen è appena tornata da un viaggio nella "sua" Rio. E' stata una bella rimpatriata, condita da una esperienza come insegnante di italiano in una delle favelas che circondano la città. 

sabato 9 agosto 2014

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Vacillare

Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!» (Mt 14,30)

I miracoli di Gesù sono per la più parte a beneficio di qualche persona, che si tratti di guarigioni, di esorcismi, di risurrezioni, di moltiplicazione di pani. Raramente enfatizzano soltanto la sua natura divina, ma la camminata sulle acque appartiene a questo genere. Pietro ne rimane affascinato e chiede di poter fare altrettanto, ma ahimè, la sua fede vacillante lo porta ad affondare.
Riguardo a questo episodio, sant’Ambrogio ritiene che non si debba biasimare troppo il povero apostolo: “Il vacillare di Pietro è più stabile della nostra stabilità. Cade solo là dove nessuno è salito, barcolla solo là dove nessuno cammina. E tuttavia, sebbene vacilli fra le onde, non cade; barcolla, non cade; è agitato dai flutti, ma non va a fondo. E se pure cadde, egli tuttavia cadde sulla montagna, ma fu più fortunato lui a cadere che altri a rimanere in piedi; fu più fortunato a cadere perché Cristo lo sollevò” (Comm. a Luca 10,84).
Le attenuanti gli vengono riconosciute dallo stesso Gesù, il quale non gli dà dell’incredulo, ma lo accusa soltanto di avere poca fede. Ciò serve di esempio per ogni credente, che non si deve scoraggiare misurandosi con la pochezza della propria fede. Ben peggio è la presunzione di chi pensa di poter procedere a gonfie vele in ogni circostanza. Se invece facciamo fatica a mettere insieme un passo dopo l’altro, anche noi possiamo dire con il salmista: “Quando dicevo: Il mio piede vacilla!, la tua fedeltà, Signore, mi ha sostenuto” (Sal 94,18). La vera fede non è quella che non ti fa mai inciampare, ma quella che ti fa aggrappare al salvagente che il Signore ti manda.

giovedì 7 agosto 2014

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Il sacro derby

La domenica è il giorno del Signore. Questo è assodato. Anche se ..


mercoledì 6 agosto 2014

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Più veloce di me...

Vacanza o gita di un giorno, mare o montagna, dovremo presto ammetterlo, mio figlio nuota/cammina molto più velocemente di me! E quindi che faccio? Anche se va più veloce, non vuol dire che non abbia più bisogno di me... c'è una cosa ancora importante da imparare...

Prima di prendere in considerazione seriamente allenamenti bisettimanali di camminata veloce, step o nuoto al ritmo di 40 vasche l’ora, potrebbe esserci la proposta dell’autonomia… a vista d’occhio! Anche se in montagna potrebbe essere più difficile…, in ogni caso lasciargli godere del piacere del funzionamento del proprio corpo è uno dei sentimenti principali che fanno apprezzare lo sport  e che consentiranno ad ogni bambino, divenuto adulto, di fare una salutare attività fisica… tocca a noi genitori insegnare anche questo, anche in collaborazione con gli allenatori sportivi dei nostri figli! E possiamo farlo solo con un buon accompagnamento, anche stando dietro, anche arrivando ultimi... il bello sta nel mettersi alla prova...


Certo, potrà capitarvi, come a noi, che il più grande cammini in montagna tanto veloce da aggregarsi ad una altra famiglia, che era partita prima, superandovi tutti… ma poi, al primo rifugio, la famiglia adottata ve lo restituisce! Specie se chiacchierone come il nostro...

sabato 2 agosto 2014

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Ritirarsi

Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte (Mt 14,13)

Fin dai primi secoli il cristianesimo conobbe l’usanza da parte di alcuni monaci di ritirarsi in zone desertiche per trovare l’intimità con il Signore. A questi avventurosi cercatori di Dio venne dato il nome di “anacoreti” che viene dal verbo greco anachoreo e significa “allontanarsi, separarsi”.
L’esempio, anche in questo caso, viene da Gesù che in diverse circostanze della sua vita sentì il bisogno di appartarsi. Qualche volta si ha addirittura l’impressione che si tratti di una ritirata strategica, come quando si rifugia in Galilea all’indomani dell’arresto di Giovanni Battista (Mt 4,12), ma possiamo benissimo interpretarlo come un desiderio di elaborazione di un evento doloroso. Molto più esplicito è il movente dello spostamento in Mt 12,14-15: Gesù aveva saputo che i farisei avevano tenuto consiglio per farlo morire. E ancora Gesù si allontana quando vorrebbero venirlo a prendere per farlo re (Gv 6,15) e quando appare stanco di discutere con i capi religiosi del suo popolo (Mt 15,21).
In nessun caso, però, si ha l’impressione che questa azione indichi un desiderio permanente di allontanarsi dal campo di battaglia.
Il cristiano, perciò, ha il diritto di prendersi delle pause – soprattutto in questo tempo di vacanza! – ma non può ritirarsi a tempo indeterminato dall’agone del mondo. Neppure gli eremiti si sottraggono al compito di vivere nel mondo, anche se svolgono questa mansione in un modo particolare. A maggior ragione i laici che sono inseriti nella società non sono autorizzati a ritirarsi sull’Aventino perché non sono previste forme di pre-pensionamento…

giovedì 31 luglio 2014

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La busta verde

Quando arriva la busta verde di Equitalia (magari anche un po' pazza) ovunque cala lo sconforto. In parrocchia, ahimè, ne è arrivata una. Don Paolo è molto preoccupato.



mercoledì 30 luglio 2014

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Un piccolo esercizio di matematica e di geometria...

Ok, è estate e avete la fortuna di vivere in una piccola città, con tanti negozietti vicini sulla via principale; oppure siete in vacanza e vicino a voi c’è il giornalaio/panettiere/minimarket; ci sarete andati insieme un sacco di volte, il bambino sa benissimo che cosa fate, che cosa comprate, anche con variazioni di scelta… è il momento di mandarlo da solo!

E che cosa ci vuole, c’è da chiedersi… il difficile sta nel non guardare l’orologio per tutto il tempo che è uscito! Lo capisco, siamo decisamente ansiosi  rispetto al mandare in giro da soli i bambini… il che è condivisibile per lunghi tragitti, percorsi isolati, tratti al buio… ma su tutto il resto? Una luminosa mattina di estate, in cui percorre un tratto determinato non potrà essere un ottimo inizio?


Pensiamoci: ci guadagna la autostima, si fa esercizio di matematica, contando il resto e di geografia, seguendo la strada giusta… dulcis in fundo, si suona il campanello all’arrivo! Anche per 1 minuto di seguito... suono rassicurante!
È un piccolo passo per iniziare la propria vita sociale, proviamoci!

sabato 26 luglio 2014

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Tesoro

“Ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche” (Mt 13,52)

Ci sono tesori che arrivano nella vita dopo un lungo penare, come la perla che spinge il mercante a sacrificare tutte le altre pur di possederla, oppure i tesori che spuntano per caso in mezzo al campo, un colpo di fortuna simile a quelli di Gastone, il cugino di Paperino che si china a raccogliere il cappello e trova una collana di diamanti.
Ma una volta che il tesoro è raggiunto, come fare ad averne il possesso e non esserne posseduti? Qui ci viene in soccorso la figura dello scriba con la quale Matteo chiude la sezione parabolica del suo vangelo (Mt 13,52). Un bravo padrone di casa è capace di estrarre a suo tempo cose nuove e cose antiche ammaliando il suo pubblico; colui che è diventato discepolo del Regno deve fare altrettanto.
Inutile dire che molti interpreti, fin dall’antichità, si sono lambiccati il cervello per cercare di capire cosa intendesse Gesù con questa immagine. La spiegazione più diffusa vuole che qui siano indicate la tradizione dell’Antico Testamento e quella del Nuovo, ma è soltanto una delle molteplici possibilità. Qualunque sia il significato che vogliamo dare all’antico e al nuovo, c’è un dato che mi pare fondamentale: il tesoro è costituito di entrambe le realtà. Vale a dire che non viene seguito il pensiero dominante di quei tempi secondo cui le cose vecchie erano migliori di quelle nuove (delle quali, anzi, si poteva benissimo fare a meno) e neppure prevale l’idea comune a molti profeti secondo cui le nuove realtà avrebbero rimpiazzato quelle precedenti.
Nel bagaglio del discepolo c’è posto per tutte le ricchezze, sono le nostre cianfrusaglie che tolgono spazio e andrebbero eliminate per evitare la tentazione di spacciare alla gente il nostro ciarpame come ricchezza divina.