sabato 27 settembre 2014

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Prostitute

"I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio" (Mt 21,31)

Quando nel 1988 uscì nelle sale cinematografiche il film L’ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese, tratto dal romanzo di Nikos Kazantzakis, ci furono reazioni sdegnate da parte di una fetta consistente del pubblico. Il giovane Gesù amico della prostituta Maddalena urtava non poco la sensibilità di alcuni, mostrando un messia troppo umano nelle sue aspirazioni, combattuto tra il desiderio di una vita normale e la missione salvifica che il Padre gli ha affidato. Ma credo sia soprattutto la relazione con Maddalena non ancora “redenta” a suscitare imbarazzo: come è possibile che Gesù abbia a che fare con quel genere di donna? Premesso che si tratta pur sempre di “fiction”, la suggestione può essere utile per noi per comprendere il modo di avvicinarsi di Gesù all’umanità emarginata del suo tempo.
Pubblicani e prostitute erano ritenute figure avide, pronte a sacrificare qualsiasi cosa per i loro interessi e pur di ottenere un guadagno disposte a intraprendere azioni immorali. Gesù non intende avallare l’immoralità, ma elogia questo spirito di iniziativa che permette loro di accogliere l’opportunità offerta dal battesimo di Giovanni Battista. Del resto Gesù aveva constatato in proposito che “il Regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono” (Mt 11,12), una frase difficile da interpretare, ma che probabilmente intende approvare l’intraprendenza di chi è disposto a tutto pur di accedere al Regno, un atteggiamento che rivela quanto ci si tiene davvero a ciò che il Signore mette a disposizione. Chi sa fare i propri conti si accorge che conviene far parte del Regno di Dio, mentre la presunzione dei benpensanti li rinchiude nel loro sdegnoso isolamento. C’è di che riflettere.
Troppo facile attaccare le etichette sugli altri.
Troppo facile dire dei “sì” a cui poi non seguono i fatti.
San Giovanni della Croce diceva che alla sera di questa vita saremo giudicati sull’amore e l’amore, fino a prova contraria, è questione di fatti, non di presunzione o di buone intenzioni.

giovedì 25 settembre 2014

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Mi mancavate...

Ho visto lungo tutta l'estate le vostre foto su Facebook: foto in spiaggia, con lo zaino in spalla, alla Route Nazionale a S. Rossore. Foto con i vostri amici, foto con le vostre famiglie. 

Ho visto tutta la gioia dell'estate che anche se pioveva fuori c'era il sole dentro ciascuno di voi. 

Ho visto la gioia di essere giovani, ma soprattutto la gioia di condividere, di fare le cose insieme, di scoprire il mondo, di farvi conoscere dal mondo. 

Ognuna di quelle immagini è stata una carezza anche se di molti di voi conosco poco o nulla, ma non importa, come diceva don Bosco è sufficiente che siate giovani perché io vi voglia bene. 

Ora siete tornati con quel misto di malinconia e stanchezza alla fine delle vacanze, con quel misto di paura ed eccitazione per le cose da fare alla rispresa della scuola e dell'università.

Ricominciamo, o cominciano insieme un nuovo anno, anche solo sulle pagine di questo blog: con una promessa, quella che il Vescovo Cesare ci ha consegnato per questo nuovo anno: condivedere sempre di più e sempre di più andare alla ricerca dell'Amore più grande, quello di Cristo, il solo che possa regalarci la gioia di un'estate senza fine sulle spiaggie del suo Amore, tra le montagne della Sua passione per noi!

Buon anno ragazzi, vi voglio bene!

sabato 20 settembre 2014

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Esuberi

"Andate anche voi nella vigna" (Mt 20,7)

A volte, quando va bene, finiscono in un articolo di cronaca locale. Fino a qualche prima erano la forza lavoro, il motore del progresso, il volano dell’economia. Ma i tempi cambiano in fretta e si scopre così di essere in troppi. Quei braccianti che se ne stavano lì senza far niente (Mt 20,6) condividevano il destino di tanti altri dopo di loro: niente lavoro, niente paga, niente soldi da portare a casa. È la congiuntura economica, si dice. Ma per fortuna c’è un padrone un po’ particolare, che sembra avere fretta di finire il lavoro e passa a tutte le ore a raccattare manovalanza per la sua vigna.
Dio non si preoccupa degli esuberi, ma dei posti vuoti. Anzi, sembra che lo scopo della missione di Gesù sia stato proprio quello di andare a cercare quelli che erano considerati “di troppo”. A chi poteva interessare un malfattore che si faceva degli scrupoli quando ormai era inchiodato su una croce? O un capo dei pubblicani con l’animaccia nera come l’inferno?
Soltanto a uno che poteva promettere ai suoi discepoli: “Nella casa del Padre mio vi sono molti posti” (Gv 14,2).

giovedì 18 settembre 2014

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La partenza

Don Paolo, saluta la comunità. Lo attende, per qualche tempo, un altro ruolo, in un altro luogo. Ma tornerà, di sicuro tornerà. E' possibile immaginare San Giuseppe Lavoratore se…

sabato 13 settembre 2014

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Croce

"Umiliò se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce" (Fil 2,8)

Non andremo lontani dal vero affermando che la croce è il simbolo cristiano più conosciuto nel mondo.
Eppure la sua diffusione fu tutt’altro che pacifica, dal momento che i credenti faticarono non poco nell’accettare quel marchio infamante che Cicerone definì “crudelissimum supplicium” e che veniva riservato alle esecuzioni di schiavi. L’imbarazzo è testimoniato anche dalla rarità delle raffigurazioni della croce nell’iconografia più antica.
Come avvenne, dunque, che il simbolo della sconfitta del Messia diventasse un’icona di vittoria sul male e sulla morte?
Il primo alfiere di questa rivincita della croce sembra essere stato l’apostolo Paolo, che espresse questa convinzione nel celebre paradosso di non avere altro da predicare se non Cristo crocifisso (1Cor 2,2). L’impatto di questo tema sulla sua predicazione fu notevole, perché quello che poteva apparire come un elemento di debolezza e di derisione viene assunto come punto di forza, sebbene costituisca scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani (1,23).
La teologia della croce si impone a Paolo come un dato di fatto, non come una scelta: se Cristo ha scelto questa via di salvezza, tutta la vita cristiana deve rifarsi a questa dimensione, altrimenti si svuota di senso. Ecco perché nell’inno ai Filippesi che ci propone in questa solennità la liturgia il particolare della morte di croce viene a enfatizzare un processo di abbassamento del Figlio di Dio che qui tocca il punto più basso di umiliazione: l’obbedienza lo ha portato a sottoporsi a una morte di croce (Fil 2,8).
L’esempio dato da Gesù serve allora a incoraggiare coloro che vivono l’esperienza della sofferenza e della persecuzione: il discepolo deve essere là dove è il maestro.

giovedì 11 settembre 2014

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Un'idea geniale

La crisi economica è senza pietà. E colpisce anche il territorio della parrocchia. Le richieste di aiuto arrivano numerose. Per Don Paolo è un cruccio vero. Cosa si può fare? 

sabato 6 settembre 2014

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Debito

"Io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato" (Mt 18,32)

34.399 euro. Lo avete riconosciuto? È il debito di ogni cittadino italiano e probabilmente è in ulteriore crescita mentre state leggendo.
Ma c’è un altro debito in aumento costante ed è quello che abbiamo nei confronti del Signore, perché continuiamo a ricevere i suoi benefici senza avere nulla con cui ricambiare… Possiamo, comunque, dirci fortunati perché almeno un debito lo abbiamo saldato, quello col peccato. E questa è una benedizione perché nel mondo antico il debito era qualcosa da prendere maledettamente sul serio perché, come mostra la parabola, a causa dei debiti si poteva finire in prigione e in schiavitù. E di lì non se ne veniva fuori a meno che qualcuno ripianasse il debito. Tale era la nostra condizione fino a che Gesù ci ha riscattati, non con oro e argento, ma a prezzo del suo sangue (1Pt 1,18-19). Perciò quello che accomuna tutti i battezzati è proprio l’essere stati liberati da questa situazione opprimente grazie al Figlio dell’uomo che è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti (Mc 10,45).
In una condizione come questa ci sarebbe da tenere le orecchie basse e ringraziare di averla scampata e invece l’assurdo è che noi, dopo un condono di miliardi, ci accapigliamo per pochi centesimi. Assurdo fino a un certo punto perché conoscendo la natura umana non ci stupisce per nulla. E sarà per questo che Gesù nel Padre nostro ci obbliga a firmare la nostra resa incondizionata chiedendo che siano rimessi i nostri debiti come noi li rimettiamo agli altri.
Certo, se ci fossimo arrivati da soli era tutta un’altra storia…

giovedì 4 settembre 2014

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Sfida all'ultimo round

Il fine, a volte, giustifica i mezzi. servono 5 mila euro. in fretta. Beppe ha avuto un'idea ... "per un pugno di euro". 

sabato 30 agosto 2014

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Affettazione

"Questo non ti accadrà mai" (Mt 16,22)

Va bene, “affettazione” non è la parola che uno vorrebbe leggere sotto l’ombrellone durante l’estate, ma da quando scopersi con aveva niente a che fare coi salumi decisi che prima o poi l’avrei utilizzata, e perciò eccola qua. Qui la intenderò nel senso di zelo eccessivo nei confronti di una persona, un prendersi a cuore che va oltre quanto sarebbe opportuno e che finisce per tediare. Come appunto l’intervento di Pietro nei confronti di Gesù. “Dio non voglia!”, commenta il discepolo sprovveduto dinanzi alla prima profezia della Passione. Uno slancio sincero – e chi ne dubita? – ma animato da un interesse e un punto di vista puramente umani. Perciò Gesù replica abbastanza stizzito che Pietro gli è di ostacolo.
Come se non bastassero i nemici, Gesù si deve guardare anche dagli amici che, credendo di aiutarlo, lo distolgono involontariamente dal compimento del piano divino. Ma involontariamente non implica un’assenza totale di responsabilità, perché Pietro si mostra ancora una volta terribilmente inadeguato di fronte alla situazione, mancando di intelligenza spirituale. Ma a questo si può supplire, come spiega san Giacomo nella sua lettera: “Se qualcuno è privo di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti con semplicità e senza condizioni, e gli sarà data” (Gc 1,5). E allo stesso modo Paolo prega perché i Colossesi abbiano ogni sapienza e intelligenza spirituale (Col 1,9). Perché quando abbiamo la vera sapienza facciamo un servizio a noi stessi e agli altri, diversamente facciamo solo danni!

giovedì 28 agosto 2014

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Suore e fortuna

Che "le suore portino sfortuna" è un luogo comune, si sa. e i luoghi comuni fanno una fatica tremenda a cedere il passo al buon senso. poi però a volte capitano cose che ... 


mercoledì 27 agosto 2014

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Ogni riccio, un capriccio?

Al ritorno dopo qualche giorno al mare, in genere i capelli sono cresciuti… fin troppo nella nostra famiglia! E così si va a tagliarli: so che qui entro in un discorso difficile per chi è genitore di figlie, dato che i capelli dei maschietti in genere sono molto più facili da gestire…  però una cosa va detta: possiamo provare a fargli scegliere come tagliarli? Non per esigenze di look, non per creare e soddisfare narcisismi legati all’aspetto, ma per insegnagli a prendersi cura di sé, ad avere un aspetto bello quanto i sentimenti interiori, a sorridersi nello specchio, prima di iniziare una nuova giornata.


Provare a scegliere da soli dovrebbe servire a questo: ascoltare i consigli e decidere. So che frangette, mollette e riccioli (ma anche le rasature dei calciatori e le creste non scherzano!) arriveranno a complicare questo discorso, imparare a prendersi cura di sé in tutti gli aspetti (e non conciarsi come la ultima cantante per teenagers...). 
La prossima volta che saremo dal parrucchiere però teniamolo presente… deve provare a decidere da solo... e magari usciremo tutti più contenti!

sabato 23 agosto 2014

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Indagine

"La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?" (Mt 16,13)

Giunto nei pressi di Cesarea di Filippo, Gesù pone ai discepoli una domanda che appare subito sospetta: cosa pensa la gente di lui?
Questa è la prima volta che Gesù pare preoccuparsi dell’opinione che gli altri hanno di lui, come se avesse improvvisamente un guizzo di vanità… Capita spesso che Gesù nei vangeli ponga delle domande non per conoscere un dato, ma per far venire allo scoperto i suoi interlocutori. In maniera simile Gesù domanda ai discepoli quanti pani hanno portato con sé, mentre l’evangelista sottolinea che Gesù sapeva benissimo ciò che stava per fare, cioè moltiplicarli (Gv 6,6).
Sovente nel corso delle dispute Gesù pone delle domande su argomenti che non ignora di certo, ma usando una strategia che serve a mettere gli avversari con le spalle al muro. Così, dietro l’apparenza di una domanda, Gesù sa molto bene quale effigie e quale scritta vi sono sulla moneta del tributo (Mt 22,20) o che il cieco di Gerico desidera riottenere la vista (Lc 18,40). Sono chiari esempi che dimostrano come Gesù voglia mettersi sullo stesso piano del suo interlocutore per farlo progredire nella conoscenza e perché prenda pienamente coscienza di qualcosa che Gesù già conosce.
Ma la più paradossale delle domande posta da Gesù nei vangeli è quella che rivolge ai due discepoli di Emmaus, quando chiede loro cosa sia capitato a quel profeta in cui avevano riposto le loro speranze (Lc 24,19): difficile che ne sapessero più di lui…

giovedì 21 agosto 2014

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Adele contro tutti

La battaglia moralizzatrice di Adele si abbatte come un flagello sulle "Ugole ruggenti", il coro della parrocchia. Simone, il direttore della corale, è alle prese con una piccola "rivolta".

mercoledì 20 agosto 2014

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Quanto conta pregare da soli...

Adesso che mio fratello dorme, posso dirtelo…
Il più piccolo si addormenta sempre per primo, se è rimasto sveglio è una cosa seria…
Allora, io prego da solo, va bene? Evidentemente  il mio sguardo perplesso lo spinge a spiegazioni...
Perché di solito si prega sempre insieme, a messa, a tavola, a catechismo e, se guardi bene, l’unico che prega da solo è Gesù…
Tu ti chiedi se è il caso di fare una cosa che faceva Gesù… oppure se non sia un po’ esagerato imitarlo…
Eh, capisci che sarebbe impossibile!
Allora, sai anche prima di Gesù le persone pregavano… per chiedere aiuto agli dei… ma nessuno pregava il proprio dio come il Padre, Gesù è il primo che lo fa e anche noi possiamo farlo, perché anche noi siamo suoi figli, grazie a Gesù, che è  nostro fratello… quindi possiamo imitare Gesù! E poi Gesù stesso ci ha insegnato a pregare... è per incoraggiarci a pregare anche da soli...
Quindi anche tu preghi da sola? Potevi dirmelo prima!


Conclusione: preghiamo insieme e, ogni tanto, facciamoci trovare a pregare da soli!