mercoledì 11 novembre 2009

In ordine sparso!

Non so se anche a voi l’autunno provoca momenti contemplativi: in genere in me la contemplazione poi genera spesso scopi didattici, anche al mattino presto, mentre ci avviamo alla scuola, tutti e tre per mano…

Bimbi, che spettacolo la natura, proprio quando la terra sta per andare in letargo per l’inverno cadono le foglie, poi piove come ieri, e si trasformano in concime e la terra si nutre… e guardate qui, un mucchio di ghiande, proprio per la stagione in cui gli scoiattoli fanno scorta per l’inverno…
Il più grande e il più piccolo annuiscono, già conoscono i miei entusiasmi…
Che bello vedere che la natura ha un piano così ordinato, così preciso, in cui tutto è così funzionale…

Il più grande si guarda attorno, guarda un po’ le ghiande sparpagliate intorno agli alberi, perplesso…

Ma mamma, se proprio la natura è così ordinata, poteva evitare di buttare tutte le ghiande così a casaccio sul prato, no?

Dove si capisce che la differenza tra educare e insegnare esiste… e probabilmente ho sbagliato in entrambe le cose!

Antifona





"Voi siete dèi, siete tutti figli dell’Altissimo" (Sal 81)






All'invidioso di cui parlavamo ieri,
alle sue menzogne,
provate a replicare con questo versetto.

Non è una frase da capire,
ma da gustare.

martedì 10 novembre 2009

Uomini e donne su YouTube

Se vuoi sapere che cosa guardano i giovani (e non solo) in rete, YouTube è la vetrina giusta su cui buttare l'occhio. Interessante e...disarmante! Tolti i goal della serie A e della Champions, nella TOP TEN settimanale i video più caricati (e più visti, votati e commentati) riproducono spezzoni di trasmissioni tv come Uomini e Donne o il Grande Fratello, il Mondo di Patty (la telenovela per teenagers e bambini), qualche comico con i suoi tormentoni e l'immancabile litigata-cafona da salotto del pomeriggio. Ci sono poi i fenomeni-internet e i video autoprodotti dagli utenti...ma di questo parleremo un'altra volta!

Capite? Dalla De Filippi si discute sull'opportunità che la TRONISTA di turno possa o debba baciare davanti alle telecamere il maggior numero di pretendenti, “perché la fisicità aiuta a capire se due persone possono mettersi insieme”. Nella casa del GF si arriva alla bestemmia in diretta dopo pochissime ore dall'inizio del reality e il video viene rivisto da 300.000 persone in pochi giorni.

E in questo piccolo angolo di rete, noi parliamo di VOCAZIONE.
Già.
Adesso ci starebbe bene un bel predicozzo sui tempi malati in cui viviamo...Lo state aspettando, vero?! E invece me ne guardo bene!
Piuttosto penso ai ragazzi e alle ragazze in gamba che conosco...Ad es un giovane amico che pochi giorni fa mi raccontava che a 13 anni aveva chiamato i genitori in camera sua per dare una comunicazione importante, ma “siccome non riuscivo a parlare, presi un pezzo di carta e scrissi: “Credo che il Signore mi voglia tutto per sè”. E poi, consegnatolo, cominciai a piangere davanti a loro”. E mi dico: sono proprio fortunato. E' un grande privilegio il mio: poter conoscere i sentimenti e le ispirazioni di molti ragazzi senza ragionare su di loro solo per sentito dire, ma potendo toccare con mano quale profondità possa abitare il cuore di un giovanissimo.

Ecco, nessun catastrofista potrà convincermi del fatto che questi siano tempi particolarmente terribili. Complessi, certamente...! Perché così è il cuore dell'uomo. Ma non vorrei che lasciassimo alla tv il compito di spiegarci chi siano i giovani e quali sogni coltivino. Questo è anche l'acquario in cui viviamo, ok...è il nostro tempo. Ma nessuno ci obbliga a nutrirci del solito MANGIME.


P.S. Io a 13 anni avevo altri pensieri...Ma la confidenza di questo fratellino mi ha veramente "caricato".

Incantatore




"Per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo" (Sap 2,23-3,9)



C'è qualcuno che tenta di venderci le sue menzogne.

Le cose non possono che peggiorare.
Tanto non cambierai mai.
Nessuno ti può aiutare...


Continui a dargli retta?

lunedì 9 novembre 2009

Il messaggio della morte: non ignorate l’amore!

Forse molti di noi hanno avuto la possibilità (e in punta di piedi oso dire la grazia) di stare vicini a una persona cara che va verso la morte, di accompagnarla in questo ultimo misterioso passaggio della vita. E forse allora queste parole di Marie de Hennezel potranno avere una particolare risonanza nel nostro cuore. Ma sono parole che possono far pensare molto anche chi non ha ancora avuto una esperienza di questo genere.

«Dopo avere per anni assistito gli infermi nei loro ultimi istanti, non ho appreso niente di più sulla morte, ma la mia fiducia nella vita non ha fatto che crescere. … Quando non si può più fare nulla, tuttavia si può ancora amare e sentirsi amati, e molti moribondi, nel momento di lasciare la vita, ci hanno lanciato questo messaggio struggente: non ignorate la vita, non ignorate l’amore. Gli ultimi istanti della vita di un essere amato possono essere l’occasione di spingersi con lui il più in là possibile. Quanti di noi colgono questa occasione? Invece di guardare in faccia la realtà dell’approssimarsi della morte, ci comportiamo come se non dovesse arrivare, mentiamo al’altro, mentiamo a noi stessi, e invece di dirci l’essenziale, invece di scambiare parole d’amore, di gratitudine, di perdono, invece di appoggiarci gli uni agli altri per attraversare quel momento incomparabile che è la morte di una persona amata, chiamando a raccolta tutta la saggezza, l’ironia, e l’amore di cui un essere umano è capace per affrontare la morte, ecco che quel momento unico ed esistenziale della vita è contrassegnato dal silenzio e dalla solitudine. … La veglia paziente e calma accanto ai moribondi mi è sempre sembrata favorire una sorta di meditazione sulla vita e sulla morte, uno stato di preghiera, di dialogo intimo con ciò che c’è di più profondo in noi, quello che alcuni chiamano Dio, ma che preferisco chiamare l’essenza di ogni cosa, il Reale estremo» (M. de Hennezel, La morte amica, Rizzoli, Milano 1997).

A queste splendide riflessioni ne aggiungerei una soltanto: non trattenere, ma con fiducia lasciare andare, consegnare. Per chi muore: non tentare di trattenere la vita, ma lasciarla andare, consegnarla nelle mani del Padre di Gesù (il Reale estremo preferisco chiamarlo così). «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (23,46). Per chi assiste chi muore: non tentare di trattenere per sé l’altro, ma lasciarlo andare, consegnarlo e aiutarlo a lasciarsi andare, a partire, a consegnarsi nelle mani del Padre di Gesù.

Sei la sua casa




"Lo zelo per la tua casa mi divorerà" (Gv 2, 13-22)




Se OGGI facesse una frusta di cordicelle, che cosa scaccerebbe Gesù dal tuo cuore?

Abbi cura del tuo tempio: è la sua casa.

sabato 7 novembre 2009

XXXII Domenica del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Marco (12,38-44)

In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Le interviste impossibili... con Robbie Williams!

Nato negli anni 70, avresti potuto essere un mio compagno di scuola; quelli “belli e maledetti”, che alzano sempre il tiro, che ogni azione è più dissacrante della precedente, che ogni ragazza non è mai troppo bella, o davvero per te, o arrivata al momento giusto (a meno che non fosse quella di un altro…). Mai fare sul serio, mai.

Però poi questa immagine funziona e ti ritrovi sul Guinness dei Primati per il maggior numero di biglietti venduti in un solo giorno per il tuo tour mondiale (un milione e seicentomila persone che vogliono vederti cantare, proprio brutto e stonato non sarai…). E questo dopo aver lasciato la boy band dei primi successi…

Eppure tutto superficie non sei, lo sai anche tu: uno che riunisce la band prima di ogni concerto per recitare insieme “"Elvis, dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare; il coraggio di cambiare le cose che posso; e la saggezza per capire la differenza! Questa preghiera, attribuita a San Francesco, non era destinata a Elvis quando è nata… ma, già lo sapevo, tu che sei uno che dissacra sempre.

Robbie, se ti reincontrassi, alla fine di una di quelle noioisissime cene di classe, prima di salutarti, ti chiederei soltanto: che cosa stai facendo di te?

Certo è importante sfondare in America… certo anche lanciare il nuovo disco… mi ricordo benissimo che anno è stato il 2006 per te, insomma bisogna alzare il tiro per tornare a quei livelli lì, certo… e nel frattempo che stai facendo di te? A good look, una bella immagine oppure really, a man, un uomo?

Magari mi faresti ascoltare la tua ultima canzone:

God save me rejection
From my reflection,
I want perfection
… … …

And if Jesus really died for me
Then Jesus really tried for me

Per dirmi che Qualcosa, ogni tanto, rompe la tua immagine che vorresti perfetta, ma che fai ancora fatica a credere al quel really…

Comunione di beni



"Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta"
(Lc 16,9-15)





"Siate nel mondo testimoni dell'amore di Dio
perché i poveri e i sofferenti,
che avranno sperimentato la vostra carità,
vi accolgano grati un giorno nella casa del Padre"
(Rito del Matrimonio, Bendizione finale sugli sposi)

venerdì 6 novembre 2009

La tua vocazione specifica

Ogni anno il nostro seminario riceve la visita di alcuni sacerdoti missionari che con la loro testimonianza comunicano ai nostri giovani la passione per il Vangelo. I sacerdoti che hanno speso la loro vita in terre lontane non sono degli avventurieri o delle persone che hanno desiderio di cambiare solo per il gusto di cambiare, ma sono uomini che hanno sentito nel loro cuore accendersi una fiamma particolare, un entusiasmo per portare il Signore a tutti: è il loro modo concreto di essere preti, una vocazione nella vocazione.

Mi permetto allora di rivolgerti una domanda: quali sono le situazioni concrete, i motivi profondi, gli ambienti che più ti scaldano il cuore? Forse attraverso quella fiamma, magari ancora tutte da educare e comprendere, il Signore ti sta chiamando a vivere una vita particolare, a spendere in modo particolare la tua gioia e la tua presenza...

Non lasciare che tutto si spenga nella noia quotidiana. Metti la tua lampada bene in alto, perchè faccia luce al mondo!
Con una grande ed affettuosa benedizione.

Scaltrezza




"Il padrone lodò quell’amministratore disonesto" (Lc 16,1-8)




L'intelligenza, la volontà, le doti umane...
riflettici con onestà: ne hai tante. Non negarlo.
Non sempre però sono messe a disposizione di progetti di bene.

Dio stesso prende in mano la tua "ricevuta"
e fa uno sconto sui tuoi debiti.
Anzi, li rimette del tutto.

Ma tu...fatti furbo!
E ricomincia.

giovedì 5 novembre 2009

Angeli custodi


Al termine di una delle tante processioni che celebriamo nelle miei comunità, ho ringraziato di cuore e pubblicamente la polizia municipale che ci accompagna e mette in sicurezza.

Mi è sembrato un gesto dovuto a chi ha sacrificato una sera in famiglia o con amici per renderci un servizio importante.

Non pensavo che quelle poche parole potessero far nascere stima ed amicizia così sentiti.

Da quella sera ci sono state diverse occasioni di incontro, da quella triste di un funerale a quella gioiosa di un anniversario, sino alla preghiera insieme al comando dei vigili con la benedizione dei luoghi, dei mezzi e, soprattutto, delle persone. Tutti presenti, anche coloro che non credono.

Una parola di umana cortesia, di cristiana riconoscenza, di fraterna condivisione può davvero spalancare orizzonti inaspettati.

Allargando il discorso a tutta la Chiesa universale possiamo trovare, soprattutto con chi non crede più o non ha creduto mai, degli orizzonti comuni, motivi di dialogo, nuova umanità.

Partiamo dal web dove cattolici ed atei difficilmente si ascoltano, più frequentemente si bastonano. Ma non è evangelico, non è umano.

Volerci più bene, in fondo, potrebbe essere più facile.

Nascondino



"Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora"
(Lc 15,1-10)





Nella voce del pastore c'è qualcosa di fresco e contagioso.
Nessuno come te può riempirlo di gioia!

Se puoi agevolargli il lavoro, esci magari dal tuo nascondiglio.


p.s. da quanto tempo non ti confessi?
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