giovedì 2 settembre 2010

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Ho paura del buio

Campo estivo, ora di andare a nanna, si spengono le luci.

Don ho paura del buio mi dice Antonio.
Hai paura del buio? chiedo.
Tutti hanno paura di qualche cosa, anche tu don avrai paura di qualche cosa! Io ho paura del buio.
Sempre sorprendenti i ragazzini. Sì anche io ho le mie paure, mentalmente faccio una veloce carrellata e mi accorgo che tra le diverse paure non c'è quella più importante e più vera: la paura di non amare abbastanza.

Sono a Lourdes in questi giorni e, caro Antonio, spero che qui Maria mi faccia avere un po' più paura del buio... per cercare la luce!

mercoledì 1 settembre 2010

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L'albero di un colore impossibile!

Mamma, tu lo sai che cosa è raisatyoyo?
Il più grande lo pronuncia tutto attaccato ovviamente; Veramente non lo so di preciso, credo che sia un canale della televisione dove ci sono cartoni animati per bambini…
Giusto, c’è barbapapà!


Mi sto abituando all’idea che i bambini mi precedano nella scoperta del mondo; da un rapido confronto con altre mamme, scopro che Rai Sat YoYo va alla grande! Tra i bambini della scuola dell’infanzia, almeno: complice la crisi (la prima spesa casalinga che salta sono i canali satellitari!), moltissimi hanno iniziato a guardare l’unico (ma forse no, per i più grandi ci sono anche Rai Gulp e Boing) canale ancora gratuito… e da qui si spiega il dilagare di Barbapapà nella nostra penisola!

E così, la mamma si informa: vado a guardarmi il palinsesto di Rai Sat YoYo, hai visto mai che ci sia un programma interessante da far vedere ai bambini? Perché, sia chiaro, la televisione si guarda anche, ma per un buon motivo, per scelta! Non come un elettrodomestico sempre acceso... preferisco una cameretta in disordine e 2 bambini in movimento, a un salotto lindo e 4 occhietti fissi sullo schermo! Tanto più che riordinare la stanza è anche utile… ovviamente ancora con il mio aiuto!

E il palinsesto porta a delle sorprese: a volte ritornano… anche perché lasciarli in una videocassetta sarebbe un vero spreco! Sto parlando dell’Albero Azzurro, che avevo intravisto nella sua prima stagione di programmazione, con l’uccello Dodo e tutti i laboratori per costruire gli oggetti (e infatti avevo anche i libri, perché erano facili e utili per lavorare con i bambini in oratorio e in ludoteca; ho scoperto che sono fuori catalogo, ma forse nelle biblioteche...); non so se la programmazione attuale sia la stessa o se siano serie successive… ma vale la pena darci una occhiata (alle 14.15 e alle 20.30, tutti i giorni)!
Anche per fare un uso sensato della televisione…

sabato 28 agosto 2010

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Nati per...

Non so se sia attivo anche nella vostra città… ma il progetto “Nati per leggere” merita la maggior diffusione possibile!


La lettura è un gesto d’amore: questo il punto di partenza del progetto, che si propone di stimolare, incoraggiare e far nascere su tutto il territorio nazionale proposte per incentivare la lettura con i bambini; come spesso accade nel nostro paese, il progetto non ha fondi propri cui far riferimento, ma si nutre delle possibilità economiche degli enti che vogliono promuovere questa attività, enti di tutte le misure: per fare un esempio, il nostro pediatra ha dotato la sala di attesa di libri per bambini, aprendo così un punto “Nati per leggere”; sarebbe bello, lo dico come suggerimento, se un ente un po’ più grosso, che so, un comune o una provincia, volessero aiutare tutti gli studi pediatrici a questo scopo… oppure se le Poste decidessero uno stanziamento simile per i loro uffici, dato che si ci passa un po’ di tempo…

A parte le proposte in grande scala, il sito è ricco di suggerimenti per i genitori su come leggere, con consigli editoriali; interessante l’area, su come partecipare. Nel mio piccolo, come genitore, cerco di regalare sempre libri ai bambini (non solo ai figli!): se il libro c’è, è un buon spunto per iniziare a leggere… e poi continuare!

giovedì 26 agosto 2010

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Il giorno in cui non sopportava un parrocchiano importuno

Hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi,
non guardi ai peccati degli uomini,
in vista del pentimento.

Poiché tu ami tutte le cose esistenti
e nulla disprezzi di quanto hai creato;
se avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure creata.

Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi?
O conservarsi se tu non l'avessi chiamata all'esistenza?

Tu risparmi tutte le cose,
perché tutte son tue, Signore, amante della vita,
poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose.

(Dal libro della Sapienza)

mercoledì 25 agosto 2010

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L'unico topo in circolazione a casa mia...2!

E i topolini nuovi?

Premetto per nuovi intendo quelli che i nonni hanno iniziato a regalare ai bambini, diciamo nuovi per me, regalati dal 2006 in poi; ecco, lo so che qui si rischia tantissimo l’accusa di nostalgismo… ma a me non piacciono tanto! Ci ho pensato su un bel po’ prima di farmene una idea: premesso che i paragoni sono sempre difficili, direi che la pubblicità contenuta è più o meno uguale e quindi niente da dire su questo punto; le rubriche sono un po’ cambiate, ma non erano certo la cosa che leggevo per prima da bambina; il numero di storie per numero è lo stesso, ma qui cominciano le mie perlessità…

Sono proprio le storie che sono diverse: sono quasi sparite le parole difficili in neretto, che tanto avevano arricchito il mio lessico! Certo, mi sono detta, i bambini sono cambiati, ricevono più stimoli, forse era necessaro lavorare su sceneggiature più ricche di colpi di scena, più avvincenti, che catturassero l’attenzione di un bambino esposto a molti più mezzi di comunicazione, senza difficoltà di comprensione… ma a volte ci sono così tanti colpi di scena che si perde di vista il senso finale! E poi i miei figli, sempre tra i 4 e i 6 anni, mi chiedono di raccontare le storie “vecchie”… probabilmente queste storie, con sceneggiature più complesse, sono adatte maggiormente ad bambini di 6-10 anni, mi sono detta, aspetta e vedrai; ma ancora non era del tutto convinta…

Alla fine forse il vero motivo per cui mi entusiasmo di meno, è queste storie sembrano scritte solo per l’oggi… manca la promessa del domani, manca il futuro, conta moltissimo il qui e ora; e va anche bene che i Qui, Quo e Qua diventino Q Galaxy e difendono la natura all’interno di un mondo virtuale; oppure che andiamo a scoprire il passato di Paperino, quando era piccolo, in un mondo rurale, lontano e passato, più o meno come deve sembrare ai bambini di oggi il mondo dei nonni; riconosco che le nuove sceneggiature cercano di integrare passato e presente tecnologico, ma il rischio è di proiettarsi in un futuro solo virtuale…

Direi che la fatica di immaginare e preparare un futuro, di presentarlo ai nostri bambini, non è un problema che tocca solo la redazione di Topolino… mi sembra di poter dire, alla fine, che leggere i “nuovi” topolini mi stimola in questo senso: mi stimo a pensare, leggendo le storie, come presentare ciò che verrà ai bambini… un futuro non proprio definito e immutevole, come poteva sembrare ai miei genitori...
Si vede bene che non tutte le perplessità vengono per nuocere! Anzi stimolano nuove imprese!

sabato 21 agosto 2010

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L'unico topo in circolazione a casa mia...

Topolino, il primo fumetto che ho collezionato!

Credo che molti di voi potrebbero dire la stessa cosa…
Con il tempo ho traslocato la collezione dell’infanzia dalla casa dei miei genitori a casa nostra e i bambini hanno iniziato a “leggere”, cioè guardare le storie, le immagini e cercare di capire che cosa succede, per poi venire da noi a chiedere di raccontare le storie… molto similmente a ciò che facevo io all’asilo, dove c’era una piccola collezione…

e questo anche per sottolineare che, come genitori, tendiamo a replicare anche inconsapevolmente le esperienze positive che abbiamo ricevuto nell’infanzia; se ci ricordiamo di situazioni utili, che ci hanno portato all’amore per la lettura, per la musica, copiamo pure!

Riprendendo in mano i topolini vecchi (per così dire, sono numeri pubblicati tra il 1975 e il 1985), mi sono sono fatta alcune domande: prima di tutto, perché funzionano ancora? Usciamo dal campo della nostalgia, non piacciono solo a me, ma anche ai bambini…; queste storie funzionano ancora, anche con bambini piccoli, sotto i 6 anni, perché contengono una promessa di futuro; i bambini, leggendole, possono immaginare di diventare grandi, in un mondo concreto; in fondo, anche le avventure più immaginifiche (tipo, portare gli iceberg nel deserto per coltivarlo!) partono da azioni concrete, comprensibili ai bambini; le sceneggiature erano semplici, con un ottimo uso delle parole anche difficili (erano scritte in neretto, ricordate?); vale la pena dunque rileggerli e anche ricomprarli, se li trovate alla bancarelle dell’usato.
Certo, anche allora, non mancavano le pubblicità, le promozioni, con un sacco di pagine ed era un giornale per bambini! Però, devo dire la verità: tutta questa pubblicità, che ora guardo con gli occhi del genitore, non me la ricordavo per nulla! Nella mia memoria erano rimaste solo le storie… si vede che si imponevano davvero! E dei nuovi topolini parleremo la prossima volta…

giovedì 19 agosto 2010

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Il giorno in cui lo riprendevano perchè non si occupava troppo dei parrocchiani più stretti


Così parla il Signore mio Dio:
«Pasci quelle pecore da macello che i compratori sgozzano impunemente,
e i venditori dicono:
Sia benedetto il Signore, mi sono arricchito,
e i pastori non se ne curano affatto.

(dal Libro del profeta Zaccaria)

mercoledì 18 agosto 2010

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C'è un magico mondo là fuori!

Ho scoperto Calvin da ragazzina ed è stato amore a prima lettura! L’ho seguito per anni nelle pubblicazioni italiane su "Linus", fino al 1998, quando il suo ideatore, Bill Watterson, ha deciso di smettere di disegnarlo (ufficialmente per cercare nuovi stimoli artistici nuovi; secondo me, ha smesso non per noia, ma un po’ per non farlo diventare un fumetto seriale, un po’ perché pressato dalle richieste di merchendising, sempre rifiutate).

I temi toccati sono “di grossa taglia”, per così dire, e si presentano però in dinamiche di vita quotidiana: la morte, il ruolo delle televisione nella educazione, che cosa significa comportarsi bene o male, tutti argomenti che Calvin affronta trovando un piccolo criceto nel bosco, raccontandoci il suo sabato mattina, giocando con la neve. Dovremmo aspettarcelo dato che i protagonisti del titolo “Calvin and Hobbes” sono proprio Calvino e Hobbes, il riformatore protestante e il filosofo che ci ha dato la definizione dello stato moderno… ma la filosofia serve per orientarci nel mondo, e non per intrappolarci nella nostra mente! Grazie a Calvin, nel mondo ci siamo ben piantati…

Uso consigliato: letture con i bambini fino a 9 anni, per spiegarlo meglio; dai 10-11 si può provare a regalarlo, da leggere da soli; i libri della Comix sono tutti belli, ma il mio preferito è “10 anni di Calvin and Hobbes”, in cui Watterson racconta che cosa ha ispirato alcune sue vignette, illuminante per capire come funziona la mente del vignettista e i trucchi di lavorazione.
È stato uno dei miei fumetti preferiti, prima di diventare mamma; mi stupiva sempre il modo in cui Watterson mostrava il modo di pensare dei bambini, capovolgendo la visione degli adulti; poi sono nati i bambini e, rileggendolo, ogni tanto mi irritava anche un po’ la prosopopea di questo bambino, che sembrava, sotto sotto, un piccolo adulto (eccettuate le visioni catastrofiche, che nella loro assoluta mancanza di conseguenze, sono decisamente da bambino!).

Alla fine, oggi, riprendendolo in mano, mi rendo conto che quel piccolo seienne, più che un piccolo adulto, è invece una “polaroid”, istantanea e subito visibile (forse dovrei abbandonare queste metafore del secolo scorso e dire foto digitale!), del bambino che cammina verso l’adulto; come mi disse tanti anni fa un animatore, durante un campo di formazione, “ciascuno è quello che sarà”; non dico di crescere i nostri figli come piccoli Calvin (non so se resisterei…) , ma ogni volta che riconosciamo in noi adulti, quello sguardo ironico, ecco quella è la nostra parte bambina, da tenerci cara, che ci permette di prenderci meno sul serio; è quello che eravamo, che siamo diventati, per confronto o per contrasto, per accompagnamento o per divergenza, rispetto al mondo; ciascuno è quello che sarà!


Il titolo del post è l'ultima battuta del fumetto mai pubblicata; Calvin dice a Hobbes, seduti sullo slittino, davanti a un prato bianco di neve, c'è un magico mondo là fuori, andiamo a scoprirlo!
Ecco, a me piacerebbe che i bambini potessero sempre guardare al mondo con questo entusiasmo, con questa curiosità, con questa meraviglia...

domenica 15 agosto 2010

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Assunzione di Maria Vergine

Certo le ragioni teologiche le ho studiate,le implicazioni pastorali e per la vita di fede un po’ le conosco ed un po’ le intuisco.

La gioia che stai provando nel vivere tutta in Dio me l’immagino e l’icona che ho trovato sul web mi aiuta a capire.

Quello che sto per scrivere è privo di senso e si presta a mille obiezioni di ogni tipo e genere… tutte vere e sensate....

....ma mi piacerebbe tanto, per pochi istanti solamente, che tu fossi ancora qui, in anima e corpo, ad abbracciarci forte forte.

sabato 14 agosto 2010

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Molto, molto prima di sos tata, c'era...

Mary Poppins, in assoluto il primo film visto a casa nostra!

Perché proprio il primo? Intanto è uno dei pochi film in cui c’è interazione esseri umani e cartoni animati (di altri ricordo solo Chi ha incastrato Roger Rabbit e Space Jam…), un buon tramite tra reale e fantastico; poi però è uno dei film in cui ogni genitore, diciamola pure tutta, per quanto superficiale o rigido sia, può trovare una via di riscatto!

I signori Banks in effetti non sono genitori molto vicini ai loro figli: sono anche affettuosi… ma tendono a “parcheggiare” i loro figli! Per il padre, sono responsabilità della madre, per la madre sono da affidare alla tata, per la tata allora è meglio cambiare aria! Non facciamoci fuorviare dalla ambientazione d’inizio secolo… delegare i propri figli ad altri è una tentazione sempre presente! Non sono genitori cattivi, i Banks: nei loro figli però vedono solo la proiezione dei loro desideri (i mitici 2 penny da versare in banca!) o il piegarsi alle loro attività senza richiedere più attenzione… si potrebbe andare avanti così per molto, fino ad allontanarsi definitivamente.

A meno che non arrivi Mary Poppins! Che, attenzione, non viene per sostituirsi ai genitori; lo dice subito, andrò via quanto cambia il vento, c’è qualcosa di meno duraturo del vento? (E qualcosa di più duraturo dei genitori? Vien da chiedersi…). Così è Mary Poppins. Il suo passaggio in una casa non conta per il tempo trascorso, ma perché riapre la relazione tra genitori e figli, restituisce fiducia ai figli e apre gli occhi ai genitori.

A giudicare dagli scossoni che subisce la vita familiare dei Banks (fuga dei bambini, crollo finanziario, licenziamento e ipotesi di suicidio del padre), si direbbe che noi genitori abbiamo bisogno veramente di qualcosa di forte per cambiare le nostre idee sui figli! Forse è proprio così… ripensiamo all’ultima volta che abbiamo cambiato idea..

Indimenticabili 2 cose: la lettera dei bambini per cercare una nuova tata, che viene poi cantata ai genitori; i libri che hanno ispirato il film, di Pamela Lyndon Travers, una bella lettura per bambini dai 7 ai 10 anni (ma anche per i genitori!). Spesso dietro un bel film, c’è un ottimo libro!

giovedì 12 agosto 2010

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Il giorno in cui celebrò distrattamente.

Dice il Signore degli eserciti a voi, sacerdoti, che disprezzate il mio nome.

Voi domandate: «Come abbiamo disprezzato il tuo nome?».

Offrite sul mio altare un cibo contaminato e dite: «Come ti abbiamo contaminato?».

Quando voi dite: «La tavola del Signore è spregevole» e offrite un animale cieco in sacrificio, non è forse un male?

Quando voi offrite un animale zoppo o malato, non è forse un male? Offritelo pure al vostro governatore: pensate che l'accetterà o che vi sarà grato? Dice il Signore degli eserciti.

Ora supplicate pure Dio perché abbia pietà di voi!
(dal libro del profeta Malachia)

mercoledì 11 agosto 2010

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C'è una casa nel bosco...

Davvero non avete i libri di Giulio Coniglio?

Così mi disse una mia amica mamma di una bimba dell’età del più Grande: sorprendente che, da mamma lettrice quale sono conosciuta, non avessi nessun librettino di Giulio, il coniglio più bambino che ci sia… con i suoi amici, anche loro, davvero bambini!
Giulio vive nel bosco e ha amici, tutti animali, che rappresentano diversi aspetti: Topo Tommaso la parte birichina, Lumaca Laura la parte coscienziosa, e poi Oca Caterina, che è un po’ mamma, Furio Cavallo, l’amico più scatenato, senza dimenticare la Lepre Gelsomina, che sembra volergli molto bene…

Immagini grandi, colori densi, protagonisti con carattere ben definito: è una lettura utile, in rivista mensile e in libro, per i bambini dal 2 ai 4 anni; tra i libri, restano indimenticabili per noi le Piccole Storie, che parlano del tempo atmosferico (sono anche poco costose!).

La rivista mensile è diretta anche a bambini fino a 5-6 anni ed è leggibile anche dai bambini che iniziano la prima elementare, essendo scritta tutta in stampatello maiuscolo (particolare non da poco, se guardate i libri di storie, che leggete ora ai vostri figli, tutti scritti in corsivo minuscolo e cioè per noi genitori!).
In tutta sincerità, i primi numeri delle rivista, risalenti ormai al 2004-2005, avevano storie un po’ più interessanti… infatti li ho conservati, per le prime letture di scuola! Ora le storie mi sembrano avere assunto un andamento un po’ più seriale e con meno contenuti… ma un numero di prova si può comprare e poi vedrete voi se vi piace, ma soprattutto, se piace al bambino!

Infine, Giulio Coniglio ha anche un sito internet, dedicato alla scienza (e ce ne è molto bisogno, di giovani scienziati!): carino da usare anche per i bambini, con proposte di attività e informazioni sulla scienza dal punto di vista domestico, da ricreare in casa (ma solo con genitori presenti!).

Giulio Coniglio, un amico per diverse età!

sabato 7 agosto 2010

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Io mi chiamo Kirikù!

Diciamo spesso che i bambini dicono cose buffe, che ci fanno vedere il mondo con altri occhi, che ci inteneriscono per la lettura ingenua che danno di quello che li circonda… ma se un bambino potesse FARE del mondo ciò che il suo sentire da bambino gli suggerisse?

Vedremmo Kirikù, il film di Michel Ocelot, che prende nome dal bambino protagonista; il bimbo, quasi da solo, riesce a salvare il suo villaggio dalla influenza malvagia della strega Karabà e a riportarlo alla vita. Come fa? Il quasi è importante ma ci torneremo poi.
Ci riesce perché non si ferma mai al “si dice”, cerca sempre di persona la risposta; e se c’è un problema, cerca di risolverlo, in prima persona, anche con l’aiuto degli altri, ma prendendosi l’impegno, senza mollarlo, finchè non è risolto. Non male, per un bambino… non male come principi, da passare ad un bambino! Tanto lo sapete già, che non basta un film, per insegnare qualcosa ad un bambino, ma tanto costante buon esempio… però il film aiuta, anche noi grandi, a tenere a mente ciò che conta!

E poi i genitori, in questo film, hanno un ruolo importante e irripetibile: senza il loro amore, Kirikù non ci sarebbe… e qui torniamo al quasi di prima. Quasi da solo: l’unica a dare risposte sulla propria esperienza e non sui “si dice”, è la mamma… l’unica a sostenerlo nella sua impresa, l’unica a soffrire è di nuovo la mamma. È il papà è l’unico che riconosce il suo ruolo di salvatore del villaggio, nel finale.
Allora genitori, siamo noi quel quasi della vita dei nostri figli, invisibile, che non deve mostrarsi, ma che c’è, che si costruisce nel rapporto, insostituibile; Kirikù è un film per bambini, ma forse no… guardatevelo!

giovedì 5 agosto 2010

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Il giorno in cui si fidò di Dio che dipanò una matassa

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore, *
ascoltino gli umili e si rallegrino.

Celebrate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore e mi ha risposto
e da ogni timore mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
non saranno confusi i vostri volti. (dal salmo 33)

mercoledì 4 agosto 2010

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Un villaggo dell'Armorica che resiste ancora...

So che c’è anche da voi… In quasi ogni casa italiana, c’è almeno un albo del tremendo gallo, Asterix, astuto e insolente; anche se ha una aria antica, propria del vecchio millennio, con una ironia che sembra del tutto superata, invece è molto utile!

Prima di tutto, leggendolo con i vostri figli (non piccolissimi, diciamo età scuole elementari), farete un ripasso di storia romana, che non guasta mai; sarà anche molto utile ripassare un po’ di latino (le citazioni del pirata filosofo, perpetuamente affondato da Asterix e Obelix, sono sempre fuori posto!), ma non è indispensabile, la maggior parte si capiscono!
In secundis (così ci alleniamo!), parliamo di divulgazione: quando ero bambina, Asterix passava come una lettura facile, quasi disdicevole, erano i tempi in cui la divulgazione era vista come una scorciatoia del manuale di storia… e invece, avercene di accessi alla storia e alla cultura dela mondo romano così divertenti! Non perché possano sostituire l’amato, pesante manuale… ma perché mostrano, per così dire, punti di ingresso diversi di argomenti che sembrano sempre così imponenti e di difficile comprensione.

E spesso l’interesse scatta proprio su curiosità che sembrano minori e invece portano lontano… alla domanda, chi ha inventato il gelato, mi sono ritrovata a parlare di Nerone, come primo assaggiatore del sorbetto e ho finito per raccontare del menù del prefetto corrotto in Asterix e gli elvezi (in assoluto, uno dei miei preferiti! Al pari di Asterix in Corsica, dove sono presenti formaggi davvero puzzoni…).

Per concludere, leggendo Asterix, ci si rendo conto di come sia divertente aver studiato: chiunque abbia tradotto “Gallia est omnis divisa in tres partes” e vede Cesare citare la frase, come sempre a sproposito, ride; è lo spostamento di senso, dalla seriosa versione alla battuta in fumetto, che ci fa capire 2 cose. Che la cultura è importante se ci fa riflettere sul mondo (e anche ridere!) e non se è erudizione chiusa in sé; che ci si può divertire, tenendo in allenamento il cervello! E qui forse sta il maggior merito di Goscinny e Uderzo…

Ps. Tutti gli albi sono un po’ costosi… cercate nei libri usati le edizioni Super Miti Mondadori, formato fumetto, che raccolgono 5-6 storie insieme: sono più piccoli nelle illustrazioni e forse scomodi da leggere per i presbiti… ma le storie ci sono tutte! Consigliato ai bambini che hanno fatto storia romana durante l’anno a scuola (3 o 5 elementare? Sono poco aggiornata sugli attuali programmi scolastici!).
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