Il carnevale ha portato un cambiamento in casa nostra: una cesta di travestimenti in salotto!Alla fine del carnevale ci siamo accorti che i costumi, da Bob Aggiustatutto per il più grande e da Soldato per il più piccolo, erano proprio belli… forse perché erano fatti con oggetti veri (il più grande aveva un casco da cantiere e una borsa porta attrezzi, rigorosamente usate e prestate da due nostri amici muratori; il più piccolo un cappello da alpino con molti buchi, spade di plastica e una cintura intrecciata da grande), forse perché si sono divertiti molto, insomma, era difficile metterli via per un anno intero…
Così sono rimasti con noi e sono diventati un po’ il gioco dei mestieri: facciamo che io ero e tu eri? E così si aggirano per la casa, soldati, superman (basta una mantellina rossa!), muratori, idraulici o carpentieri, cowboy e pistoleri (con i costumi dell’anno scorso…).
E forse il senso liberatorio del carnevale di epoca medioevale era proprio questo, essere qualcun altro per un giorno… per i bambini però oggi è ancora diverso: carnevale è un momento dell’anno in cui sperimentare ruoli diversi, a essere, a scegliere chi diventare. Allora, passato il momento della sfilata e del chiasso, possiamo tenerci il bello del carnevale, il vero significato: giocare a immedesimarsi in altri mestieri, ruoli, situazioni. E chissà che non aumenti anche la capacità di comprensione reciproca…
Ps. In salotto, perché lì, davanti ai divani, c’è spazio per fare il teatro, per giocare, tutto quello che si potrebbe fare anche in cameretta… ma in salotto c’è anche mamma che ci vede dalla cucina!










Sveglia bimbi, è ora di alzarsi!