martedì 31 gennaio 2012

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A Te che sei sostanza dei giorni miei





Sono senza parole! Questa canzone la dedico a Gesù Cristo perché nel rapporto con Lui faccio questa esperienza d’amore:

A te che sei l’unica al mondo 
L’unica ragione per arrivare fino in fondo 
Ad ogni mio respiro 
Quando ti guardo 
Dopo un giorno pieno di parole 
Senza che tu mi dica niente 
Tutto si fa chiaro 
A te che mi hai trovato 
All’ angolo coi pugni chiusi 
Con le mie spalle contro il muro 
Pronto a difendermi 
Con gli occhi bassi 
Stavo in fila 
Con i disillusi 
Tu mi hai raccolto come un gatto 
E mi hai portato con te 
A te io canto una canzone 
Perché non ho altro 
Niente di meglio da offrirti 
Di tutto quello che ho 
Prendi il mio tempo 
E la magia 
Che con un solo salto 
Ci fa volare dentro all’aria 
Come bollicine 
A te che sei 
Semplicemente sei 
Sostanza dei giorni miei 
Sostanza dei giorni miei 
A te che sei il mio grande amore 
Ed il mio amore grande 
A te che hai preso la mia vita 
E ne hai fatto molto di più 
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Senza vendetta




"Allora il re fu scosso da un tremito, salì al piano di sopra della porta e pianse; diceva andandosene: Figlio mio, Assalonne! Figlio mio, Assalonne!" (2Sam 19,1)









E tu, Priamo, non tornerai a casa a mani vuote.
Tu che ti sei umiliato a venire supplice alla mia tenda
chiedendo il corpo di tuo figlio Ettore,
darai a quel cadavere la degna sepoltura.
La mia rabbia è tanta,
è un fuoco che si alimenta con l'odio.
Ciò che non riescono ad estinguere le armi dei troiani
si spegne nel gesto di un anziano padre.
ACHILLE

Nella pietà che non cede al rancore,
madre ho imparato l'amore (F. De Andrè)


(FANTAPOST a cura di Annita e don Gian Luca)

lunedì 30 gennaio 2012

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Un inizio con i fiocchi



Andrea: “Io credo solo in quello che è concreto, che posso toccare con mano”
Giorgia: “A me viene spontaneo parlare di creature, perché mi guardo intorno e… ci dev’essere qualcosa che ha creato tutto questo!”
Andrea: “Sicuramente Dio qualcosa ha fatto nella mia vita: ho avuto due incidenti in moto e sono ancora vivo, non mi è mai successo nulla.”

Grazie ragazzi per la vostra intelligenza e le vostre domande. Grazie per averci accolto e ascoltato. Grazie perché anche voi siete sempre in ricerca. Abbiamo iniziato oggi la nostra avventura con voi e già abbiamo ricevuto molti doni!
 
Come i Blues Brothers anche noi “siamo in missione per conto di Dio”… perché Gesù vuole incontrarvi!
Le scuole sono chiuse in tutta la provincia ma oggi “per fortuna” a Chieri erano aperte… che sia un segno?!?
Diego, Gabriel, Alberto
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I seminaristi tra i giovani di Chieri


Dopo aver ricaricato le pile con un intenso corso di esercizi spirituali, i nostri testimoni partono alla volta di Chieri.
Niente potrà fermarli!

Nome missione: I seminaristi tra i giovani di Chieri
Nome in codice: “Prendi in mano la tua vita, fanne un capolavoro!”
Agenti: 32 audaci seminaristi
Destinazione: Chieri
Scopo: incontrare  i duemila studenti delle scuole chieresi e le comunità parrocchiali del territorio
Durata: 30 gennaio – 5 febbraio, una sola settimana
Residenza: Duomo e San Giorgio
Equipaggiamento: la loro esperienza di Cristo  
Fonti di sostentamento: Messa ed adorazione eucaristica
Difficoltà da superare: una spessa coltre di neve che ricopre la città
Appuntamenti speciali: 
  • giovedì 2 febbraio- ore 21 Veglia di preghiera in Duomo
  • venerdì 3 febbraio – ore 21 I giovani incontrano il Vescovo nel Teatro del Duomo
  • sabato 4 febbraio – ore 21 Musical “Come acqua chiara” nel Teatro del Duomo
Contatto facebook: Prendi in mano la tua vita
Diario di bordo: iltesoro.org

I nostri testimoni porteranno a termine la loro missione?
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Granuli di Concilium. I ministri ordinati: per aiutare a credere in Gesù

Abbiamo parlato dei laici, ma abbiamo dimenticato i ministri ordinati, vescovi, preti e diaconi. Ecco allora una incisiva frase sintetica della Lumen Gentium sul loro compito: «I ministri che sono rivestiti di sacra potestà, servono i loro fratelli, perché tutti coloro che appartengono al Popolo di Dio, e perciò hanno una vera dignità cristiana, tendano liberamente e ordinatamente allo stesso fine e arrivino alla salvezza» (LG 16).
Aiutare tutti i membri del popolo di Dio (ma ricordiamo che per il Concilio tutti gli uomini, seppur in modi diversi, sono ordinati al popolo di Dio) ad arrivare alla salvezza, o per dirla in altro modo aiutarli a incontrare e a credere in Gesù Cristo, senza del quale non c’è salvezza: ecco il bel compito dei ministri ordinati.
E ricordiamo, tra l’altro, che è stato proprio il Concilio Vaticano II a ristabilire il diaconato permanente, un ministero che deve forse ancora trovare una sua configurazione più definita, ma che rappresenta una novità importante per la vita della Chiesa.
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Corri, Forrest!






"Davide e la sua gente continuarono il cammino"
(2Sam 16, 13a)








"Quel giorno, non so proprio perché decisi di andare a correre un po',
perciò corsi fino alla fine della strada, e una volta lì pensai di
correre fino la fine della città, e una volta lì pensai di correre
attraverso la contea di Greenbow. Poi mi dissi, visto che sono
arrivato fino a qui tanto vale correre attraverso il bellissimo stato
dell' Alabama, e cosi feci. Corsi attraverso tutta l'Alabama, e non so
perché continuai ad andare. Corsi fino all'oceano e, una volta lì mi
dissi, visto che sono arrivato fino a qui tanto vale girarmi e
continuare a correre. Quando arrivai a un altro oceano, mi dissi,
visto che sono arrivato fino a qui, tanto vale girarmi di nuovo e
continuare a correre; quando ero stanco dormivo, quando avevo fame
mangiavo, quando dovevo fare... insomma, la facevo!"
FORREST GUMP

A volte lo fai per abitudine. A volte lo fai perchè davvero hai la
volontà di seguirlo. Il Signore ti chiede di camminare, di procedere,
di andare avanti. Non sei solo. Ma l'essenziale è che tu lo faccia.


(FANTAPOST a cura di Annita e don Gian Luca)

sabato 28 gennaio 2012

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IV Domenica del T.O.

Dal Vangelo secondo Marco (1,21-28)

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

L'autorità di Gesù lascia tutti stupiti.
E' potente con le parole e con le opere.
Mette a tacere gli avversari e scaccia i demòni.
Eppure noi sappiamo che non sarà con la forza, ma con la sua morte in croce che Gesù porta la salvezza!
È vero, ma il lettore del vangelo deve arrivarci per gradi e comprendere che la sconfitta della croce non è dovuta al fatto che Gesù incontra qualcuno più forte di lui, ma è una libera scelta di sottomissione per sconfiggere definitivamente il principe di questo mondo. Allo stesso modo, anche i cristiani, associati alla vittoria sul male e sulla morte in Cristo, appaiono dei perdenti agli occhi del mondo perché con la loro debolezza possano conquistare altri alla fede.
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Per pregare anche dopo la messa...

Non ho capito una cosa…
Dimmi,
rispondo al più grande
Tra le due letture che facciamo a messa, quella della storia prima che Gesù nascesse e dopo che è nato, c’è una poesia, giusto?
Effettivamente ci somiglia un sacco… si chiama salmo, ma che cosa non hai capito?
E perché ogni tanto la cantiamo, ‘sta poesia, ogni tanto la canta solo chi legge e noi rispondiamo e poi alle volte è solo letta e noi ripetiamo…
Beh, molti dei salmi sono nati probabilmente come canti; infatti se vedi la Bibbia ci sono indicazioni anche musicali scritte sopra… noi non sappiamo come venivano cantati, allora possiamo fare entrambe le cose; però è importante cantare o rispondere anche noi al lettore, per cantare ciò che possiamo… e però tu che cosa preferisci?
Secondo me, dovremmo cantare tutti insieme, ma non so le parole di tutte quelle poesie!
Potremmo leggercene uno ogni tanto e provare a imparare qualche versetto, in effetti sono molto belli…

Provateci. Come aiuto alla preghiera della sera con i bambini.
Non più di 3 versetti. Magari si può iniziare dal Salmo 23.

Buona preghiera!
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Passata è la tempesta





“Perché avete paura? Non avete ancora fede?” (Mc 4, 40)







Se c’è una cosa che mette il terrore a noi ebrei è l’acqua.
Noi non siamo viaggiatori: quarant’anni nel deserto sono stati sufficienti a soddisfare il desiderio di “esotico” di diverse generazioni.
Non siamo navigatori esperti come quei “senza Dio” dei greci!
E’ ovvio che la paura ci assalga, e dopo non ci lascia più, come carie delle ossa. E Lui dorme. Ma come fa? Forse Lui sa nuotare meglio di noi? O forse non gli importa di morire? O ancora, forse non gli importa che siamo noi a morire?

“Perché avete paura?”

Perché mai non dovremmo avere paura?

I DODICI


Certe tempeste lasciano il segno. Chi è stato sul punto di affogare, non vuole più toccare l'acqua. Chi si è bruciato con la fede...

(FANTAPOST a cura di Annita e don Gian Luca)

venerdì 27 gennaio 2012

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Bunga bunga







"Davide mandò messaggeri a prenderla. 
Ella andò da lui ed egli giacque con lei" 
(1Sam 11,4)










Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi.
Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta. Era Lo,
semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.
Una sua simile l'aveva preceduta? Ah sì, certo che sì! E in verità non ci sarebbe stata forse nessuna Lolita se un'estate, in un principato sul mare, io non avessi amato una certa iniziale fanciulla. Oh, quando? Tanti anni prima della nascita di Lolita quanti erano quelli che avevo io quell'estate.
Potete sempre contare su un assassino per una prosa ornata.
V. NABOKOV

I potenti prendono quello che vogliono e non si sentono in colpa. Semmai fanno sentire gli altri colpevoli.

(FANTAPOST a cura di Annita e don Gian Luca)

giovedì 26 gennaio 2012

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I più poveri

Oggi un povero fa questioni sul colore dei calzoni che gli proponi, ti chiede se hai pasta corta al posto degli spaghetti, preferirebbe olio extra vergine non quello solito. Caffé migliore non ne avete? La borsa è un po' pesante, non mi sta in macchina, potreste mica portarmela a casa?

Eh no, non ci sono più i poveri di una volta, quelli che ti ringraziavano per il pane avanzato ed il maglione del nonno rattoppato... o meglio ci sono, ma sono proprio i disperati, e vengono da lontano.

Non ho certo nostalgia dei secondi, e certamente i primi mi interrogano e - lo confesso serenamente, talora mi irritano. Ma sono i nuovi poveri, poveri più dei poveri di un tempo. Perché hanno perso il senso della misura, del valore delle cose, sono stati derubati della loro dignità intellettuale, la capacità di giudicare, vedere, morsicati dalle mode e dal benessere che fa diventare la loro povertà ancora più lacerante. Non sono dei viziate né dei viziosi, sono quello che sono, poveri, anche se in modo diverso.

Spesso qui sul blog dialoghiamo su tanti temi, sottolineando molte sfumature: ecco qui c'è un tema scomodo, da esame di coscienza serio. L'amore per il prossimo, quello che ci avvicina, quante sfumature ha per te? Quanti se, ma, certo che, non è proprio così ci mettiamo nel nostro decidere se quello è o non è figlio di Dio? Io faccio fatica, qualche volta proprio tanta e tu?
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Consapevolmente







“Ecco, vi mando come agnelli in mezzo ai lupi” 
(Mt 10, 16)











“L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, è incoscienza”.
G. FALCONE


Oggi come allora, annunciare il Vangelo può voler dire andare come agnelli in mezzo ai lupi.
Ad annunciare il Vangelo ci va coraggio o incoscienza?


(FANTAPOST a cura di Annita e don Gian Luca)

mercoledì 25 gennaio 2012

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Volere bene a Dio...

Mamma, ma Dio com’è? Il più piccolo è in ricerca…
E cioè, che cosa vuoi dire?
Sì, insomma ti somiglia?
Ma vuoi dire somigliare in cosa?
Beh, nell’aspetto, in come parla, in come sta con noi, in come ci vuole bene…
Non è semplicissimo, ma provo a risponderti… non è che Dio somiglia a me, piuttosto io cerco di assomigliare a Lui… quando cerco di volerti bene, di esserti vicina, quando mantengo le promesse, ho fiducia in te, ecco lì cerco di volerti bene, in piccola parte, di come te ne vuole Dio… se provi a immaginarti come ti vuole bene Dio, potresti moltiplicare tutto il bene che ti voglio e ancora non basterebbe, perché è Dio e non riusciamo a immaginare tutto il bene che ci vuole
Anche tu non ci riesci a immaginarlo?
Il più grande si introduce nel discorso e sonda le possibilità della crescita…
No, quando prego, ci provo… ma anche quando sto con voi!
E lo capisci?
Più che capire solo con la testa, cerco di mettere insieme quello che posso capire con la testa con quello che imparo dall’amore e quello che intuisco dalla mia esperienza… a volte mi sembra di conoscerLo un po’ meglio, ma uso solo la testa, non basta…
Che cosa è intuisco?
Chiede il più piccolo… Pure con il lessico vado a ingarbugliarmi… beh, intuisco, è come dire che ho capito una cosa, senza che me hanno spiegata, perché voglio bene e l’affetto mi aiuta a capire… e però una domanda ce l’ho anche io.
E perchè te lo chiedevi? Domando al più piccolo
Perché se non so come è Dio, come faccio a volergli bene?

(fine prima parte)
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La svolta





"Saulo allora si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla" (At 9,8)










Dialogo tra Charles De Foucauld e l'abbé Huvelin

CHARLES: Padre, non si meravigli: io non vengo per la confessione. Non ho la fede. Vorrei solo avere qualche informazione sulla religione cattolica.
ABBE': Non avete la fede? Volete dire che non avete mai creduto?
CHARLES: Ho creduto, sì, fino a 13 anni fa. Ora non riesco a credere: ci sono tutte le difficoltà dei misteri, dei dogmi, dei miracoli,...
ABBE': Vi sbagliate, ragazzo mio. Ciò che vi manca per credere è un cuore puro. Inginocchiatevi, confessatevi a Dio e crederete.
CHARLES: Ma io non sono venuto per questo!
ABBE': Non fa nulla. Inginocchiatevi e dite: "Confesso a Dio Onnipotente..."

Siamo troppo educati per chiedere a qualcuno di convertirsi.
Non ci resta che chiederlo a noi stessi.


(FANTAPOST a cura di Annita e don Gian Luca)