Donne con cui si ride, si chiacchera e ci si sostiene.
Donne con cui si mangia, si prega, si condivide il cammino di fede.
Ancora...che c'è di strano?

Con le nostre suore condividiamo l'intenzione di costruire progetti educativi, di offrire spazi di accoglienza e di accompagnamento per i giovani che frequentano la nostra casa. Ma non vogliamo fare del "lavoro pastorale" il motivo esclusivo (anche se dignitosissimo) del nostro vivere insieme. Quest'anno piuttosto ci siamo dati una priorità: diventare casa, cercare di stare bene insieme.
Avete capito bene. Tutto qui.
Non siamo partiti da un elenco di iniziative, da problemi di calendario, da preoccupazioni organizzative. Ci siamo detti: cerchiamo di conoscerci, mettiamoci insieme in ascolto della Parola, condividiamo spazi di umanità, impariamo gli uni dalla fede degli altri.
E...ci stiamo provando! Con tante sorprese e la consapevolezza di poterci muovere con un doppio passo.
Da una parte ci gustiamo l'incontro tra la sensibilità maschile e quella femminile: tra l'altro, vivere rapporti sereni e gratuiti con delle donne, quali FRUTTI POTREBBE PORTARE un giorno nella vita e nel ministero dei futuri FUTURI PRESBITERI?
Dall'altra ci gustiamo le possibilità che vengono dall'avere spazi propri e definiti tra uomini e donne. SAPETE che i ragazzi e le ragazze che frequentano separatamente le settimane comunitarie, abituati nel quotidiano a condividere sempre gli stessi spazi, assaporano una "POTENZA" tutta particolare nel poter vivere un'esperienza di GENERE?
Eccole! Suor Enrichetta, Sr Rosa, Sr Antonia e Sr Stefania.
P.S. La prossima settimana vi racconto un'esperienza comunitaria che coinvolge anche persone sposate...

23 commenti:
Io trovo che era ora che per i diocesani si facessero esperienze simili, ho vissuto per un certo periodo in una comunità dove preti, celibi e famiglie vivevano insieme e trovo che sia una grande ricchezza per gli uni e per gli altri anche se in alcuni momenti non è sempre facile. Sono lieta per voi.
FioreS
Evviva!
Non ci avevo mai pensato! Effettivamente in 25 anni di vita non ho mai fatto un'esperienza prolungata solo con ragazzi dello stesso sesso, ma non mi rendo conto...Normalmente mi verrebbe da pensare a questo come a un limite...
Ma tu usi la parola "potenza"...
Certo sarebbe una novità, ma sopratutto dentro un cammino organizzato (le vacanze non sarebbero così significative :-))). Ad es un campo scuola...ne ho fatti tanti ma mai divisi per "genere".
Fare casa mi sembra ciò che più potrebbe accomunare la vocazione al matrimonio e quella religiosa. Tutti dobbiamo vivere il nostro essere familiari di Dio, e ognuno può scoprire qual è il suo posto, no?
A me sembra assurdo che esistano uomini e donne che rinunciano all'amore e che poi vivono anche insieme ma in modo platonico.
All'anonimo delle 11.59: forse non hai mai frequentato un ambiente cristiano un po' furbo, altrimenti potresti cambiare idea. Io ho capito di essere chiamato alla vita matrimoniale, ma avevo riflettuto sulla possibilitò del sacerdozio (secondo me qualunque cristiano dovrebbe chiedersi con libertà a che cosa è chiamato, ipotizzando anche la consacrazione)...e non ci trovavo niente di strano. Ciao!
Credo che l'attenzione all'altro sia una delle cose che più rare nella nostra società. E il volere diventare, casa e magari anche famiglia, è davvero una delle cose più belle che si possano fare. AUGURIIIIIIIIIIIII!!
@ James
forse sono stato un po' antipatico! Ma non volevo essere polemico: faccio davvero fatica a capire il celibato. Se me lo si spiega non ê che non capisca, ma avverto una resistenza di pancia. Comunque, auguri a chi ci prova!
Anonimo...e anonimi tutti..Ma perchè non scrivete il vostro nick?
Eddai!
Mi stavo chiedendo: e le suore scriveranno sul blog?
...che c'è di strano? Nulla per fortuna! Anzi credo che possa dare solo frutti positivi il -vivere rapporti sereni e gratuiti con delle donne- e soprattutto avere l'obiettivo di -diventare casa, cercare di stare bene insieme-. In più le "donne" non sono "veline", ma ... "velate", permetti la battuta; quello che state provando a fare è sicuramente nuovo ma utile, la relazione uomo/donna impegna chiunque, sempre e con ogni vocazione. Perchè non lavorare quindi a tutti i livelli per cercare di stare bene insieme, avere relazioni serene e gratuite?
Buon quotidiano
Non so quali siano le dinamiche in un ambiente solo maschile. Ho fatto esperienza di ambiente solo femminile (a scuola, anche alle superiori ero in una classe solo femminile, col tempo pieno; in famiglia l'unica figura maschile era il mio papa dato che per il resto c'erano mia sorella e tante cugine)
Per la mia esperienza il veleno, le chiacchere, i pettegolezzi e le malignità che riesce a far venir fuori un ambiente solo femminile è piuttosto deleterio.
E da quel che ho sentito da alcuni amici maschi che hanno fatto esperienze mono-genere, le piaghe sono diverse nel caso maschile, ma lo stesso piuttosto problematiche.
Ma forse sono piaghe che infestano solo ambienti monogenere di adolescenti e non degli adulti ... lo spero per voi!
Sai don Mario, quanto sia stato importante per me incontrare donne consacrate nella vita...
Sono convinta che gli stessi seminaristi potranno godere di questa presenza. E anche io aspetto di vedere il loro contributo sul blog!
è molto difficile per una donna vivere in una casa con solo donne. ed è per questo forse che i miei più cari amici sono uomini. potrei vivere tranquillamente con loro senza avere nessuna fantasia di sorta. sono come fratelli per me. è difficile invece che questo sentimento io l'abbia per una donna. faccio scendere un po' il livello di tanto ciarlare......
........almeno con qualche donna in casa gli uomini a tavola sono più contenti.....
ermenegilda
L'uomo fatto a immagine di Dio è l'unione del maschio e della femmina, perché Dio è sia maschio, sia femmina.
La donna è un'altra persona, è un'altra cosa. La donna non è soltanto la femmina alla quale siamo soliti pensare. La donna è un creatura che nasce dall'uomo creato da Dio a sua immagine e somiglianza.
Così l'uomo non è il maschio al quale siamo soliti pensare, ma l'unione del maschio e della femmina e trova in Gesù-Dio pieno compimento.
Noi, nasciamo in genere maschi e femmine e siamo chiamati a diventre uomini con la u maiuscola per prima cosa, cioè a diventare una cosa sola, immagine di Dio, unione del maschio e della femmina di cui Dio è fatto. Fino a quando non compiamo questo passo di unità e di elevazione spirituale verso Dio, fino a unirci nel suo Spirito, restiamo maschi e femmine. Nulla di male.
Solo dopo essere diventati uomini possiamo dare vita alla donna alla quale unirci. Ma chi è questa donna? Dal mio punto di vista la donna è un progetto di vita o di salvezza.
Nel caso di Dio che si fa prima uomo in Gesù, dal mio punto di vista, la donna è il suo progetto di salvezza, cioè la Chiesa.
Nel caso di una coppia (maschio e femmina) unita in matrimonio o meno, la donna alla quale unirsi può essere il progetto di un figlio da educare e crescere o da salvare con una adozione o la costruzione di un ospedale.
Nel caso di un sacerdote o di una suora, o anche di un semplice laico, fatti uomini in Dio, la donna a cui unirsi può essere appunto, come detto nel post: la costruzione di un progetto educativo finalizzato all'accoglienza.
Per cui l'uomo non separi ciò che Dio unisce.
"ci gustiamo l'incontro tra la sensibilità maschile e quella femminile"
Bello!
Già... perchè se siamo stati creati diversi ci sarà ben un motivo! Probabilmente perchè siamo complementari... l'incontro, il confronto, la condivisione tra uomo e donna non può che essere ricchezza!
Al di là della natura di questo incontro!
Quel che non ha l'uomo ce l'ha la donna e viceversa...
Sicuramente porterà buoni frutti per i futuri presbiteri!
Allo stesso modo l'esperienza di genere può essere utile proprio per poter coltivare il proprio essere uomo e donna con lo scambio con persone dello stesso "genere"...
Vi auguro una bella e fruttuosa esperienza...
Buon cammino!
bello. intenso.
maschile e femminile..che bell'idea! Il Signore è stato strepitoso...La differenza, la scoperta, la curiosità dell'altro. L'incontro, la comunione, la vita! E anche nella chiesa, anche nella vita religiosa...questi due mondi, due linguaggi... possono incontrarsi, fondersi, elavare l'unica lode a Dio.
Nel post vi proponevo di riflettere sui 2 passi che stiamo sperimentando in comunità: da una parte il potersi esprimere nello specifico dell'esperienza maschile e femminile (che offre pagine inedite ai giovani di oggi), dall'altra la vita familiare che nasce dall'incontro dei due generi e delle differnti vocazioni.
L'intenzione di fondo è quella di favorire un clima umano e spirituale in cui lasciar emergere e riconscere i doni che Dio fa a ciascuno di noi e per il bene della sua chiesa.
Che tenere le suore!!! Io ne sono assai felice...
Luca B
@Don Mario
...il bello è che quello che scoprite, che sperimentate... la ricchezza che acquisite.. ed anche il dover affrontare eventuali difficoltà, saranno DONO per chi vi conoscerà e frequenterà!!
Chi passerà da voi respirerà il clima che creerete!
E sarà la vostra persona a parlare dei Doni di Dio! Anche senza parole!
GRAZIE! :-)
...io, invece, pensavo che sono 4 anni che abito da sola e mi manca la vita famigliare. Tanto più che arrivo da una famiglia numerosa! Si, si... incontro tante tante persone al lavoro, nelle attività che faccio, amici ecc... ma non è la stessa cosa...
Ohè Signore, ma che vuoi da sta tosa ?
Fa' che Francesca trovi la sua strada !
Shalla-là, se ti manca la vita famigliare è perché siamo ancora lontani dalla vita eterna, dall'incontro vero con Gesù.
E' perché teniamo in piedi dei muri dove ogni famiglia è chiusa su se stessa, dove si saluta soltanto il proprio fratello e si amano soltanto quelli che ci amano.
E' perché viviamo ancora in un mondo di pubblicani pronti a chiedere il pagamento delle imposte come se fossimo non in casa nostra, ma in casa di estranei.
@dioamore:
...mmm... non è precisamente quello che intendevo...
Mi pare di aver capito cosa intendi tu (forse)... però io dicevo semplicemente che mi manca il tornare a casa e raccontare cosa mi è successo nella giornata, gli incontri che ho fatto... ed ascoltare altri racconti... mangiare insieme a qualcun altro, ecc...
Anche se poi, allo stesso tempo, a me piace avere i miei spazi, essere indipendente...
Grazie, comunque del rimando! :-))
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