Naturalmente autunno è anche stagione di raffreddori… e di medicine, sempre difficili da mandare giù!E pensare che le medicine pediatriche hanno un aspetto leggermente migliore, rispetto a quando ero piccola: è scomparsa la tachipirina rossa, sono comparsi antibiotici al sapore di fragola e solo la biochetasi ha sempre il sapore di finta arancia… ma non c’è niente da fare, il dilemma genitore-figlio “deve prendere a tutti i costi la medicina!” contro “se la mamma/papà insiste così tanto, la medicina deve avere un sapore schifoso”, è sempre attuale e sentito (appena il bambino subodora la medicina, si mette a distanza precauzionale, a volte anche sul pianerottolo di casa!).
Questa volta si trattava di qualcosa di simile…
Non ci voglio più venire! No, resto qui!
Il più grande non è molto convinto della utilità del mio intervento: è vero che andiamo avanti da 10 giorni con questa medicazione e magari si è anche stufato; ecco, lo sapevo che sarebbe giunto questo momento, gli ho spiegato sempre che cosa erano le medicine, che sapore avevano, perché era utile prenderle e, bene o male, ci ero sempre riuscita a somministrare il farmacoMi cade il naso? scherza il più grande.
Il più piccolo lo guarda bene da vicino e poi mi guarda come per dire è possibile che succeda una cosa del genere? La parola del più grande è oro…
No, se rido qui perdo tutta la mia autorità, però il tono mi perde tutta la arrabbiatura, se non ti medico ti farà parecchio male perché la pelle è senza protezione e ogni passata con il fazzoletto la strofina… vieni a mettere il cicatrizzante, così può guarire prima.
Mamma, te lo porto io, e il più piccolo tira suo fratello per il braccio; il più grande sta per cedere, il più piccolo lo fa ridere con questa sua proposta, e anche io sorrido.
No, non tirarmi, se proprio devo farlo… voglio venirci con le mie gambe!
Il mio primo dottore (allora non c’era il pediatra di base…) spiegava sempre anche a me come e quante volte prendere la medicina e mi diceva, ricordatene anche tu, oltre ai tuoi genitori! Inutile dire che me ne ricordavo benissimo, che il mio dottore era una figura amichevole dell’universo adulto (mi ritenevo fortunata rispetto ad altri bimbi, dava le punture sono in casi eccezionali!) e non capivo come facesse a non ammalarsi mai… mistero che non ho ancora risolto, anche osservando la salute del pediatra dei miei figli! Credo però che lui stesso mi abbia insegnato come parlare di salute ai miei bambini, mettendo loro in prima persona di fronte all’utilità delle medicine (e noi genitori di fronte al dovere di contenere le ansie che una malattia inevitabilmente scatena… che poi diventano, in un unico cumulo, ansia da somministrazione!).
Perchè poi, messa la sordina all’ansia e all’arrabbiatura, i bambini potrebbero fare quel passo in più… ma non verso il pianerottolo!
Mamma, senti, queste sono supposte? Mi chiede il più piccolo mentre metto via la crema cicatrizzante.
Sì, te le ricordi?
La prossima volta che me le metti, posso dargli un bacino, prima?
E perché?
Così diventano più buone e non mi fanno male…

1 commenti:
Io ricordo sciroppi buonissimi, e come premio tante Zigulì.
Belli questi ricordi, e belli i tuoi stralci di vita presente.
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