venerdì 28 novembre 2008

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Dare fiducia

Ieri, in Seminario Minore, più di 160 ragazzi delle superiori hanno partecipato
al secondo incontro di "Sulla tua Parola", un cammino di preghiera sul vangelo di Marco.

Che cosa vuol dire proporre la Parola di Dio a degli adolescenti oggi? Intanto significa dar loro credito e darne pure alla potenza dello Spirito.


Fare delle proposte dovrebbe essere l'impulso di base di ogni azione educativa ma ho come l'impressione che una certa sfiducia nelle potenzialità delle persone - e dei giovanissimi in particolare - porti a volte ad offrire contributi mediocri, magari giustificati da buone intenzioni e appassionate "preoccupazioni" pastorali. Ad esempio, non è raro sentir dire: "I ragazzi non sono abituati a vivere il silenzio", quindi - mi dico - perchè non dare loro la possibilità di sperimentarlo, di assaggiarne il gusto? Oppure: "Bisogna fare canti giovanili e scegliere dei segni originali", d'accordo!...ma la liturgia e i linguaggi della fede cristiana non ci offrono già molte possibilità, che spesso rischiamo di tralasciare? O ancora: "L'adorazione eucaristica non la capiscono, in parrocchia non si fa mai", ma è così strano sentire il bisogno di stare con qualcuno, senza dirgli niente, solo per affetto? E poi la preghiera ha a che fare solo con la dimensione del "capire"?

E' vero!...non è facile fare delle proposte ai giovani, non si può offrire un momento di preghiera senza tenere conto dei cammini specifici delle persone e non c'è dubbio che la creatività e la cura dell'organizzazione siano requisiti importanti...Ma non si può pensare che tutto sia così difficile e complicato. Non ci si può lasciar bloccare dalla paura che i ragazzi si annoino, non capiscano o non provino interesse per la preghiera, al punto da fare di tutto come per distrarli ed evitare che si debbano scontrare con la fatica di ascoltare che cosa abita dentro di loro e che cosa vuole compiere il Signore nella loro vita.

Il nostro compito è questo: offrire alle persone alcune occasioni per poter riconoscere l'azione dello Spirito che sempre opera nel cuore di ciascuno.
Questo vuol dire dare fiducia ai ragazzi e darne pure a Dio.

4 commenti:

Federica Sxa ha detto...

I ragazzi di oggi vivono in una realtà ke li porta a non conoscere il silenzio ma attenzione il silenzio condiviso, quello isolato a parer mio è anke ricercato. Il giudizio altrui, l'etichetta e i pregiudizi fanno si ke qst atmosfera di gruppo non si possa creare! Per poterla creare non basta il rispetto o la fiducia verso l'animatore o il prete ma la cosa fondamentale è la COMPLICITà!!!!!!!!! purtroppo i ragazzi di oggi vivono in branco! quindi se dobbiamo coinvongerli in una nostra attività prima dobbiamo essere noi a coinvolgerci al loro mondo! Se non sei accettato dal gruppo una persona può anke essere, veramente, Gesù Cristo ma non verrà ascoltata ugualmente!!!!! Con i giovani di oggi non è facile parlare di Gesù questo ci fa cadere in loro pregiudizi.... quindi a parer mio mai affrontare l'argomento Gesù se no loro nemmeno ti ascoltano! il modo sta nel coinvolgerli indirettamente agli insegnamenti di Cristo, come è troppo lungo da spiegare, senza mai farne nome infondo Gesù non ha mica richiesto i diritti d'autore a nessuno no??!!! E solo qnd ,a giudizio nostro, i ragazzi avranno "imparato" allora lì si fa il nome di Cristo... ma prima no... arrivati a questo punto a loro si può proporre tutto! Anche l'ambito silenzio!!!! :) Però non dovete credere ke gli unici a doversi mettere in gioco siano eslusivamente i ragazzi ma in primis tutti voi!!!!!! Bè per ora direi basta! alla Prossima Ispirazione!!!!! to be continued.....

Federica Sxa ha detto...
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don Mario Aversano ha detto...

Per prima cosa..
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In secondo luogo,,
Credo che sia necessario fare proposte graduali, ma credo pure che sia più facile confrontarsi con qualcuno che ha delle idee, piuttosto che con delle idee soltanto. Soprattutto parlare di valori disancorandoli dalle persone concrete può essere più astratto, più generico.
Penso che in un gruppo formativo ci possa essere lo spazio per parlare di principi, ma come dice Federica bisogna cercare di diventare "complici", di essere autentici, nel senso migliore del termine, offrendo ai ragazzi la possibilità di far conoscere la propria esperienza di fede. Sì, gli adulti si devono mettere in gioco, devono mettere in gioco anche la propria fede, anche il proprio legame con Gesù. I ragazzi possono trovarsi di più o di meno con certi discorsi, ma normalmente apprezzano uno stile sincero e confidenziale. Forse si tratta di far capire loro che se gli parliamo di Gesù è perchè...ci ha cambiato la vita (in meglio!).

Federica Sxa ha detto...

Hai pienamente raggggggione Don!!!! Adesso sta solo nel metterlo in pratica... io mi impegno nel farlo già nel mio oratorio, ed è difficile!!!! ma mi impegno ugualmente, ora bisogna far capire soprattutto ai giovani animatori ke il loro ruolo è fondamentale per la riuscita di tutto ciò!!!!! Perchè purtroppo molti non sanno il valore vero di un animatore parrocchiale!!!Quindi tiramiaci su la maniche e iniziamo a lavorare su questi giovani non per noi,anke, ma soprattutto per loro!!!! Che mondo, ma principalmente, ke vita sarebbe senza Gesù?????!!!!!!!!