17 novembre 1938: lo stato italiano fascista emana i “Provvedimenti per la difesa della razza italiana”. È uno dei momenti più tristi della storia del nostro paese: l’antisemitismo diventa legge dello stato. Sarebbe sbagliato e falso intendere quanto avvenne in quei momenti solo come un cedimento di Mussolini e del fascismo al fascino perverso di Hitler, come certa pubblicistica e certa politica odierne vogliono farci pensare, nascondendo sotto questa interpretazione una nostalgica apologia del ventennio. In realtà con questo atto il fascismo svela pienamente la sua natura maligna, che già si era manifestata (e non bisogna dimenticarselo) con molti altri azioni liberticide e violente (una fra tutte l’omicidio di Giacomo Matteotti).
Partecipando la settimana scorsa alla presentazione di un libro, dedicato alla tragica storia di un giovane ebreo, profondamente segnata dalle leggi razziali, ho ascoltato una domanda del pubblico che chiedeva quali sono le ragioni vere e profonde dell’antisemitismo. Certamente si potrebbero dire molte cose, ma a me pare che le radici ultime di questo abominevole fenomeno, da un punto di vista teologico, vadano cercate nella elezione di Dio a favore di questo popolo.
Sì, Israele è il popolo eletto da Dio e per un mondo segnato dal peccato questo è insopportabile (si può leggere opportunamente a questo riguardo Sapienza 2,12-20). Perché il peccato ragiona in termini di alternativa (se lui è l’eletto, allora io non posso esserlo) e in termini di esclusione (se lui è l’eletto, allora io sono escluso). Se Israele è il popolo eletto, allora non può esserlo la razza ariana e la stessa semplice esistenza di Israele diventa intollerabile e deve essere fatta sparire dalla faccia della terra (la soluzione finale). La storia, d'altra parte, non è nuova: da Abele a Gesù, nostro fratello e Signore, l’eletto di Dio viene sempre rifiutato. Per il peccato non c'è altra strada percorribile: eliminare l’eletto per prendere il suo posto. E, se mai fosse possibile, eliminare anche chi ha fatto l’elezione e ha scelto non me, ma un altro. Per questo l’antisemitismo è in realtà anche rifiuto di Dio e per questo la sua origine è satanica, viene cioè da Satana, l’avversario di Dio, il principe di questo mondo e il bugiardo fin da principio.
Ma se il peccato ragiona e agisce così, qual è invece il senso autentico della elezione divina? Proveremo a dirne qualcosa in una prossima puntata.

2 commenti:
Io sottolinerei anche la tendenza a eliminare tutto ciò che non ci piace perché scomodo, perché diverso -o presunto tale-, penso al caso di Eluana di cui tanto si parla in questi giorni. Ammettiamo di vivere in una società in cui si sceglie solo ciò che é comodo e non ciò che é giusto. E ricordo a me stessa che il Signore ha scelto 12 persone. Persone come tante, in cui però si poteva vedere riflessa la Sua immagine. E credo qui sia il più grande senso di uguaglianza. C'è uguaglianza quando il Signore ama ognuno di noi allo stesso modo, senza chiedere nulla in cambio, indipendentemente, dalla razza, dal colore, dalla bellezza, dal conto in banca. Ed è forse qui che il male riesce ad insinuarsi, perché tutto questo è troppo spesso difficile da accettare, secondo i canoni normai della società in cui viviamo.
Certo la croce continua ad essere uno scandalo, sopratutto, ma non solo, per i pagani! tant'è che ora di fronte al malato se non si riesce ad eliminare la malattia si passa direttamente all'eliminazione del malato, ci ricorda troppo quanto siamo fragili e dipendenti. Tanto, come insegna Zapatero non esiste ciò che è giusto o sbagliato, lo decide la maggioranza ciò che è giusto e ciò che è sbagliato!!!..."Se mangerete di quell'albero (della conoscenza del bene e del male) diventerete come Dio"...chi lo disse per primo?
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