
Vegliare, stare svegli: è questo l’invito, anzi il comando, che Gesù dà non solo ai suoi discepoli, ma a tutti. Stare svegli, per sentire il rumore del Signore che bussa e aspetta che io apra. Semplicemente stare, fermarsi davanti a Lui e desiderare di essere lì. Non chiudere gli occhi, non chiudere il cuore di fronte alle necessità di chi ci è accanto e anche di chi ci sembra lontano, portare quelle necessità nella nostra preghiera attenta e fiduciosa.
Ma vegliare vuol dire anche impegno, responsabilità; vuol dire svolgere quel compito che il padrone ci ha lasciato partendo, mettere a frutto i talenti che ci ha affidato. E quale grande fiducia ci ha dato quel padrone, che ci ha consegnato la sua casa – e continua ad affidarcela – dandoci il potere di governarla! Non tradiamo quella fiducia, non presumiamo che quella casa sia nostra, ma perseveriamo, attendiamo, desideriamo il ritorno del Padrone! Vieni, Signore Gesù!
Alberto

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