giovedì 20 novembre 2008

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La macchina del tempo

Sono tornato, o meglio sono uscito dalla macchina del tempo perché un pellegrinaggio in Terra Santa è un tuffo nell'Eternità passando per il presente. Era la prima volta da prete ed è bello sentirsi a casa dove il tuo Signore era di casa. Celebrare la Messa dove Lui ha celebrato la vita, ascoltare la Parola dove la Parola ha ascoltato il cuore dell'uomo.

Ho contemplato lo stesso cielo, gli stessi deserti spelacchiati, le stesse acque che Lui ha disceso, toccato, attraversato. Puoi pensare di esserne sopraffatto ed invece l'essenziale di tutto quello che ti circonda ti apre alla speranza, dà senso ad ogni stanchezza, rende ragione di tutto, soprattutto di quello che appare meno ragionevole ed accettabile.

Ritorno rocambolesco tra funzionari israeliani scortesi, aerei cancellati, ritardi e bagagli smarriti. Ma anche questa è stata una profezia: quanto il Signore ha seminato nel cuore di un giovane prete resta e porta frutto, per lui e per la sua gente, lasciando da parte ciò che non è essenziale. Sono tornato, per ripartire, con la mia gente. Con ciascuno di voi.

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