sabato 14 novembre 2009

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Le interviste impossibili... con Daniel Pedrosa!

Specialista nel salvare i campionati all’ultimo momento utile (la vittoria di domenica scorsa, un bel gesto per la Honda, ma il terzo posto nel mondiale lo ha conquistato grazie all’errore di Stoner in partenza), definito uno che vince “alla Biaggi” (parto primo, né sorpasso né mi faccio sorpassare e via così fino al traguardo), Daniel Pedrosa è sicuramente, tra i primi 4 piloti del motomondiale ormai concluso, il più bistrattato da stampa di settore e addetti ai lavori.
Non se ne capisce il perché: certo non è un mago della goliardata, ma è sempre gentile con la stampa; avrà anche un manager in perfetto stile “padre padrone”, che lo gestisce, si dice, come una marionetta, ma poi è lui che guida la moto (e rischia in primis). Davvero non si capisce.

Ma se potessi intervistarlo, dopo le dichiarazioni nel parco chiuso, vicini alle moto dalle gomme bollenti, nel box, seduti, mentre i meccanici preparano la ripartenza, gli chiederei: non è che qui dai un po’ fastidio?

Mi spiego, Daniel: tu sei quello più vicino di tutti al diventare un campione; tre anni in Gp, 2 terzi posti e un 2 posto… non è che da un po’ fastidio che tu sia, per ora, incompiuto? Sai, lo siamo un po’ tutti, tutti potremmo migliorarci, ma non lo facciamo, per pigrizia, per quieto vivere, semplicemente perché non crediamo in noi stessi… tu non hai mai nascosto che devi ancora imparare a guidare sotto la pioggia e ad affrontare i corpo a corpo… mi da l’idea che il tuo provare a diventare un campione infastidisca tutti in quel tanto di incompiuto che hanno in loro… e che non vogliono cambiare!

Giusto per riflettere sui nostri lati incompiuti… e su una forza, un abbraccio che può spingerci molto più dei cavalli motore!

1 commenti:

michela zanarella ha detto...

Penso che Pedrosa sia un giovane talento che ancora non ha trovato la sua dimensione ideale per essere completamente se stesso, forse ha bisogno di una spinta interiore per fare un passo in più.
Buon sabato,
Michela.