
Alcuni avvenimenti di questi ultimi anni si sono impressi nella nostra memoria anche in virtù di alcune immagini che sono state diffuse da stampa, internet e tv. Le foto dei bambini denutriti del Biafra, la visita in carcere di Giovanni Paolo II al suo attentatore, l'incontro dei leaders religiosi mondiali ad Assisi, il crollo del muro di Berlino, lo studente cinese che si staglia contro il carrarmato in Piazza Tienanmen a Pechino, i bombardamneti notturni (lampi verdi nell'oscurità) su Baghdad nella prima guerra del Golfo, la stretta di mano tra Yasser Arafat e Yitzhak Rabin a Washington in occasione del riconoscimento dell'Olp da parte di Israele, la collisione dell'aereo dirottato contro la seconda torre del World Trade Center di New York, le foto delle torture nel carcere di Abu Ghraib...
Quelle immagini sono vere e proprie icone capaci di evocare in noi ricordi, emozioni, prese di coscienza del male e del bene che sono attorno a noi, che sono dentro di noi.
La rinnovata esplosione di violenza e di terrore che si è abbattutta a Mumbai in questi giorni - con il suo carico di vittime e di feriti - ci ha fatto ancora sperimentare un profondo senso di impotenza e di smarrimento, di insicurezza e di paura. A conclusione dell'anno liturgico la parola di Dio ci ha offerto come dei sottotitoli a commento di quanto stava accadendo. I testi dell'Apocalisse e le pagine escatologiche del vangelo di Luca (cap 21), nell'eucaristia quotidiana, hanno dialogato potentemente con la storia intorno a noi: racconti di distruzione e di persecuzione in cui però si fa strada il progetto di pace e di redenzione di Dio. Le parole stesse del Signore: "Ecco, io verrò presto" (Ap 22,7) non ci ispirano un vago senso di attesa, ma possono protenderci con le nostre scelte a realizzare l'incontro con Lui.
"La luce splende nelle tenebre" (Gv 1,5).
Abbiamo trovato nella vicenda di Mumbai un seme di speranza?
La storia di Emanuele Lattanzi, il cuoco romano penetrato nell'hotel in mano ai terroristi per portare il latte a sua figlia: questa è luce nelle tenebre. L'immagine di un papà che stringe tra le braccia la sua piccola finalmente al salvo: questa è l'icona di amore e di pace, questa è la luce che potremo ricordare nel buio che in questi giorni si è abbatuto su Mumbai.

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