martedì 11 novembre 2008

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Parlarsi bocca a bocca

Don Lorenzo sta guidando in comunità una riflessione sulla Parola di Dio a partire dal testo della Dei Verbum, la costituzione dogmatica sulla Divina Rivelazione del Concilio Vaticano II. La prima cosa che colpisce molto è il desiderio di Dio di parlarci come ad amici (Es 33,11; Gv 15,14-15) per raccontare se stesso, per esprimersi, per consegnarsi a noi. In Lui c'è una volontà di relazione e di intimità con gli uomini, che nasce dall'abbondanza del suo amore, del suo cuore. Dio non vuole prima di tutto insegnarci qualcosa, dare prescrizioni o presentarsi come legislatore: vuole rivelarsi per farci sperimentare il suo affetto e per introdurci nella sua stessa vita. Con il suo amico Mosè, Dio parlava faccia a faccia, bocca a bocca (Nm 12,6-8), perchè per mezzo del profeta tutto il popolo potesse lasciarsi sfamare dalla provvidenza del Signore. Ma è con Gesù che risplende pienamente l'intenzione di Dio di essere una cosa sola con noi: Dio ha posto definitivamente la sua tenda nel cuore della storia.

Non è forse questa l'intimità che si cerca nella preghiera? Prima ancora di chiederGli qualcosa o di offrirGli la mia lode, prima di qualsiasi necessità, prima del mio stesso bisogno di cercare la Sua presenza, c'è il Signore stesso che desidera stare con me.

1 commenti:

Servico ha detto...

"In principio era il Verbo..." Così inizia il famoso vangelo giovaneo che è diverso dagli altri tre vangeli, in quanto (ri)lettura teologica della vita e della predicazione di Gesù. Affermazione davvero stupenda : tra tutti gli attributi che avrebbe potuto dare a questo Dio-fatto-uomo, l'evangelista non trova niente meglio che "il Verbo", "la Parola"! Allora capisco che se per gli Ebrei Dio era EL-YHWH-Sabaoth, per noi cristiani è innanzitutto il Dio-della-Parola, che si fa carne perche a nostra volta possiamo incarnarci in parole viventi, testimoni attivi dell'Unica Parola di Vita.