martedì 18 novembre 2008

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Pregare è respirare

Oggi, Don Ennio ci ha guidato nella meditazione comunitaria. Nella vita di ogni battezzato, nella vita di un sacerdote c'è un'attività fondamentale: la preghiera. E questa preghiera deve nutrirsi di un alimento che gli viene dalla trama di ogni giornata: la Parola di Dio.

La Parola di Dio ha l’apparenza di una parola umana ma, in realtà, la forza che la pervade è la forza stessa di Dio: “Così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata” (Is 55,11). La Parola di Dio ha il potere di creare nuove tutte le cose in chi la ascolta. Smuove, ferisce, interpella, ma per svegliare, curare, restaurare. Per chi si dispone a leggere e ascoltare la Parola di Dio è molto importante che lo faccia innanzi tutto con il cuore. Ciò comporta un’ascesi, un grande dominio sulla ragione, la sensibilità e l’immaginazione; addirittura è necessario un vero e proprio digiuno spirituale. Siamo chiamati ad un cammino di profonda semplificazione: il seme della Parola ha bisogno che ci facciamo "vuoto", che rendiamo disponibile "un grembo", che offriamo uno spazio all'incontro con l'Altro.

Avete già provato la sensazione di essere stati profondamente ascoltati da qualcuno? Avete nella memoria il ricordo di alcuni momenti in cui, condividendo un intenso silenzio con una persona cara, avete assaporato l'eperienza di non essere soli, di poter entrare in contatto, in intimità con il respiro di un altro?
Quando questo è capitato, non vi siete sentiti improvvisamente vivi, veri...al posto giusto?

Così, anche nella fatica dell'attesa, l'ascolto della Parola può improvvisamente illuminarci, ferirci come una spada.
Rimaniamo allora impressionati interiormente, ci sentiamo rivestiti del potere della Parola...Ci rendiamo conto che Dio stava lì e noi non lo sapevamo. Il nostro cuore dormicchiava, ed ecco che improvvisamente la vita divina - che è nella sua Parola - inizia a far breccia nel nostro cuore e a farvi vibrare un’eco della sua stessa vita. Il nostro cuore coglie il senso profondo della Parola e nello stesso tempo si riconosce come un essere nuovo, ricreato davanti a Dio nella forza stessa della Parola: il testo della Scrittura si trasforma in dialogo orante in cui il credente si rivolge a Dio con il “tu”.

Di fronte alla preghiera, nessuno può credere di essere un esperto: tutti siamo sempre all'inizio.
Come i discepoli, anche io oggi posso relazionarmi al Signore chiedendogli: "Insegnami a pregare!" (cfr Lc 11,1). Buffo, no?! Inizio la preghiera con una...preghiera, con la preghiera di essere aiutato a pregare.
A volte sembra difficile pregare. Ma esiste difficoltà maggiore di vivere senza pregare?

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