domenica 29 novembre 2009

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Un tempo per te




“Io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa di Israele”
(Ger 33,14).





Il tempo di Avvento si apre con queste parole di speranza.
Che bello! Che sorpresa!

Nel libro di Geremia c’è tutta l’umanità, impersonata nel popolo di Dio. Un popolo che vuole fare tutto da sé, convinto di sapere che cosa è bene per lui, un popolo che cerca di far tacere la voce scomoda di Dio che parla attraverso il suo profeta, Geremia. Ma, facendo così, Israele si avvia verso l’esilio e l’autodistruzione.

E noi, se avessimo dovuto profetizzare al posto di Geremia, che cosa avremmo detto? Probabilmente parole di questo tipo: “Avete voluto fare di testa vostra? Adesso aggiustatevi da soli!”. Oppure: “Ecco, ve l’avevo detto! Vi sta bene!”.

Invece, no! Ecco la sorpresa! Qui si rivela chi è Dio: un Dio che ama l’uomo e vuole la sua salvezza, un Dio che sa bene che l’uomo da solo non ce la può fare. Per questo deve intervenire Lui e realizzare le sue promesse di bene: “Farò rimarginare la loro piaga, li curerò e li risanerò; procurerò loro abbondanza di pace e di sicurezza… Perdonerò tutte le iniquità che han commesso verso di me e per cui si sono ribellati contro di me” (Ger 33,6.8).

Che gioia sapere di avere un Dio così e poter contare su di Lui!

Allora è bello poter vivere il kairós, il tempo favorevole di questo Avvento, per volgerci a Dio e metterci in ascolto della sua Parola, per lasciarci incontrare e coinvolgere dal suo Figlio che si è fatto uomo, povero e umile come noi. Egli ha dato la vita per tutti e non ci lascia mai soli.

3 commenti:

brunason ha detto...

E' vero: è bello vivere questo Tempo favorevole alla Presenza di Dio, per lasciarci toccare, com-muovere, s-muovere e sconvolgere dal Dio che VIENE. Sempre.

PS:Grazie a voi tutti Seminaristi, uomini di Dio, da Dio. :-D

Buba ha detto...

è bello leggere parole così confortevoli....
grazie a tutti veramente....

Ilaria ha detto...

Il problema è che è sempre tutto spostato nel futuro... e tutto quindi è un'eterna attesa. E' difficile da capire per chi non crede (a volte anche per chi crede). Visto che sono in tema col post, chiedo pareri: oggi tinteggiavo casa con un mio caro amico, il più caro che ho, quindi avevamo tutto il giorno per parlare e, si sa, tinteggiare stimola il "filosofare"...;-) Siccome stavamo parlando di un esame medico che devo fare martedì per una malattia autoimmune che ho, lui mi ha chiesto se non sono arrabbiata con "il mio Dio" (lui non è credente) perché mi ha fatto ammalare. Io gli ho detto di no, che non è Dio ma la natura a farci ammalare... E allora lui mi ha chiesto: "E perché Dio non fa niente? Perché tanti bambini si ammalano e lui lascia che succeda?". Sinceramente... questo è un punto che non capisco molto neanch'io. Di solito un credente, a questa domanda, risponde che Dio ha fatto ben di più, ha fatto morire suo figlio per noi rendendolo partecipe della nostra sofferenza, ma... obiettivamente non è che funzioni molto come spiegazione... Quando mi ha chiesto: "Ma allora a cosa serve Dio?", be', io mi sono guardata dentro e gli ho dato una risposta personale, ma non so, neanch'io so trovare delle risposte convincenti a queste domande, forse perché intimamente io sono "bonhoefferianamente" convinta che Dio... non "serve" a niente, cioè si pone fuori da un discorso pragmatico di "utilità". Quindi leggo questo post e mi sembra di sentire la voce del mio amico: "Sì, certo, ci guarirà e ci renderà felici... chissà quando! Ma noi stiamo male adesso, compresi i bambini innocenti!". Voi come rispondereste al mio amico? :-)