mercoledì 5 novembre 2008

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Yes, we can!

Anche in seminario abbiamo seguito i risultati delle elezioni americane, come se si stesse decidendo qualcosa che ci riguardava in prima persona. A ragione si dice: siamo tutti un po' americani.
Al di là delle appartenenze politiche, nell'aria si respira un grande desiderio di svolta e le parole che Barack Obama ha pronunciato la notte scorsa davanti ai suoi sostenitori a Chicago toccano le corde di chi sa che se la musica cambia negli States, tutto il mondo ballerà qualcosa di diverso. "Niente è impossibile in America": così il neopresidente salutava l'elezione ormai certa, riscaldando i cuori di chi spera che Obama realizzi quel cambiamento che la sua stessa storia personale sembra anticipare. Ieri mattina, nell'eucaristia qualcuno di noi ha pregato per la drammatica situazione del Congo e qualcuno per il popolo americano chiamato alle urne: scenari diversi eppure molto vicini. C'è veramente da sperare e da lavorare perchè ogni uomo e ogni popolo avverta la sua sorte strettamente legata a quella di ogni altro uomo e di ogni altro popolo. Mi chiedo: non siamo chiamati in questi giorni a essere tutti anche un po' congolesi? "Niente è impossibile a Dio" (Mc 10,27) dice Gesù ai suoi discepoli: per questo nell'eucaristia chiediamo a Lui di fare di noi degli uomini di buona volontà, dei figli che fanno della pace la missione della loro vita.

2 commenti:

Carlo ha detto...

persone nuove, prima inserite solo in alcuni rami sconosciuti della politica, ora si trovano alla ribalta: per alcuni questa è una preoccupazione, io la vedo molto di più sotto l'ottica della speranza!
io voglio crederci e, proprio in ottica cristiana, dico che "nulla sarà impossibile" se questi "uomini nuovi" riusciranno a farsi "rinnovare" ogni giorno, per essere profondamente a servizio degli altri. è il cammino di tutti noi...

don Mario Aversano ha detto...

Non c'è rinnovamento che non crei un po' di preoccupazione, ma allo stato attuale della situazione internazionale non c'è niente di più preoccupante che l'immobilismo e la ripetizione di certi schemi logori...