Per continuare la riflessione sulla responsabilità e il coraggio di essere se stessi,mi affido a un bel testo di Romano Guardini, tratto da un suo libretto Accettare se stessi (Morcelliana, Brescia, 1992), che mi permetto di segnalare come una possibile bella, utile e arricchente lettura.
"Al principio della mia esistenza sta un’iniziativa, un Qualcuno, che ha dato me a me stesso. … In tal modo tuttavia è posto anche un compito. E assai grande; si può forse dire: quello che sta alla base di tutti i compiti singoli. Ho il dovere di voler essere quello che sono; davvero voler essere io, e io soltanto. Devo collocare me nel mio me stesso, quale esso è, e assumermi il compito che in tal modo m’è assegnato nel mondo. È la forma fondamentale di tutto ciò che si chiama “vocazione”; perché a partire da ciò mi rivolgo alle cose, e dentro ciò le accolgo" (pp. 13-14).
Sì, la voce che mi dice “Tu puoi esistere! È cosa buona per l’uomo essere al mondo!” è la voce di “Colui che ha dato me a me stesso”: io, io stesso, sono questo dono che mi è stato fatto quando sono stato chiamato a esistere. Accogliere il dono vuol dire allora ascoltare questa voce, voce che, ad un tempo, autorizza e ingiunge, chiama e íntima, per poter davvero voler essere se stessi. Perché noi esistiamo in questa relazione, esistiamo “da Dio” e “per Dio”, e al di fuori di questa relazione alla fine davvero non sappiamo più se possiamo esistere, se è davvero cosa buona per noi l’essere al mondo.

3 commenti:
Bello davvero, complimenti e Buon Natale
io ho risposto alla Sua voce e da allora la mia vita è cambiata,è molto più bella e sono felice,nonostante le avversità
BS"D
Beh, anche le avversità non sono veramente tali, se si riesce a trovare il bene che esse racchiudono. E se si impara ad accettarle...
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