
é il motto di Bob Aggiustatutto, cartone animato della Bbc! Oltre ad avere dei doppiatori invidiabili (Luca Ward e Laura Boccanera, gli stessi di 007!), Bob, con i suoi attrezzi animati, prima di iniziare un lavoro, chiede sempre: ce la possiamo fare? E i suoi attrezzi rispondono, sì con Bob!
Ora, sarà che guardare troppi cartoni animati rende un po' stupidi (!!!), a me questo ritornello "ce la possiamo fare? sì!" piace, lo trovo un messaggio di auto-incoraggiamento utile, di cui c'è bisogno e i messaggi positivi vanno valorizzati là dove si trovano, anche nei cartoni animati!
Tutti noi abbiamo ricevuto un segno di incoraggiamento di cui ci ricordiamo; ne avremo ricevuti moltissimi dai nostri genitori, dalle persone che ci hanno educato, e già solo per questo siamo persone molto amate (è bello non dimenticarlo!); ma il primo segno di cui abbiamo memoria, spesso influisce moltissimo su come saremo educatori.
A me è andata così: avevo 15 anni, ero aiuto catechista (mi piaceva molto stare con i bambini piccoli, ma non avevo la minima esperienza di animazione) e la mia parrocchia si è lanciata nell’impresa della prima estate ragazzi mai organizzata prima. Don Michele, il mio parroco mi ha chiesto di dare una mano alle attività e io ero terrorizzata (riuscivo solo a pensare, non sono capace!). Mentre mi preparavo un educato rifiuto come risposta, mi ha detto: non dovrai occuparti dell’animazione, è ancora un po’ presto; darai una mano a preparare tutti i materiali per le attività, per i giochi, i libretti dei canti, il giornalino finale, insomma questioni pratiche indispensabili, sono sicuro che ce la farai. Molti anni dopo lo avrei chiamato incoraggiamento: in quel momento era l’unica molla che mi avrebbe fatto partire. Ti affido un compito, sono sicuro che ce la farai, so che hai le capacità per riuscire, anche se sei esitante, fidati di me.
Quel piccolissimo sì che ho detto allora è rimasto un punto fermo. E mi vien da pensare che aiutare i ragazzi e i bambini che si incontrano nelle attività pastorali a dire tanti piccolissimi sì, può cambiare davvero la loro vita. Affidare compiti da portare a termine significa aiutare a renderli responsabili. Non possiamo credere che si diventi responsabili della propria vita tutto in un botto, dopo gli esami, con lo sviluppo, le fasi di passaggio nella nostra società sono sempre più labili (il successo della playstation tra i trentenni sta lì a dimostrarlo).
Ogni giorno, tanto incoraggiamento per individuare le proprie responsabilità: dare il coraggio di credere, di provare e di riuscire alla fine. Di questo coraggio noi educatori dovremmo esprimerne il più possibile, ma sempre con criterio, con lo sguardo sulle capacità di chi abbiamo di fronte. Mai forzare le possibilità, si possono fare due gradini in una volta, ma al terzo si perde l’equilibrio. Le responsabilità sono un ottimo allenamento sia per i doveri (quei compiti che magari non faremmo come prima cosa, ma che sono indispensabili per il buon funzionamento collettivo, dalle tasse a mettere il bucato sporco nella cesta!) sia per le cose che ci piace fare e per il mestiere che ci sceglieremo nella vita.
Essere incoraggiati è come se un po’ della fiducia e del coraggio dell’altro ti sollevassero e ti sostenessero nell’azione, che poi però sarà tutto compito tuo… ma mentre tu lo fai quel compito, l’impegno e la fatica sono diventati azione, compito e ti rendono contento di farcela.
Un po’ come Pietro, che cade quando dubita di Gesù, ma anche di se stesso… per dubitare un po' meno e per credere un po' di più, ce la possiamo fare!

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