lunedì 8 dicembre 2008

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Coraggio di esistere e responsabilità di esistere

Nel suo commento al mio ultimo post Laura propone una interessante riflessione sul legame tra responsabilità e coraggio. Vorrei riprendere e approfondire questa sua riflessione.

Che cosa vuol dire avere coraggio o essere coraggiosi? In ultima analisi mi pare che il coraggio, ogni coraggio autentico, implichi sempre il coraggio di esistere, e di esistere essendo pienamente se stessi. Ma questo non è possibile, io credo così, senza una parola che chiama e che autorizza, senza una voce che mi dice: “Tu puoi esistere, è una buona cosa per l’uomo essere nato. Ogni uomo può essere salvato” (M. Bellet, Il pensiero che ascolta. Come uscire dalla crisi, Paoline, Milano 2006, p. 56).

Ma a questo livello il discorso sul coraggio si salda nuovamente con quello sulla responsabilità: la voce che chiama e che autorizza chiede anche una risposta. Posso essere me stesso, dunque devo essere me stesso! posso vivere la mia vita, dunque devo vivere la mia vita! Non da solo, certo, ma sempre in dialogo con Chi mi rivolge questa parola originaria e con chi me ne fa sentire nella vita le risonanze. Ma rispondere, e rispondere con la propria vita, vuol dire precisamente essere responsabili. Allora: coraggio di esistere e responsabilità di esistere; responsabilità di essere se stessi e coraggio di essere se stessi. Ma anche fiducia, grande fiducia: la voce che mi dice “Tu puoi esistere” è infatti anche la voce che mi dice: “Io non ti abbandonerò mai. Non avere paura: io sarò sempre con te”.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Molto spesso si è paralizzati dalla paura di avere coraggio, paura di andare fino in fondo per essere autenticamente se stessi..