
Nomi che si susseguono in modo ritmato, quasi cantilenante, anzi, a prima vista, diremmo in modo noioso. Si riferiscono a persone talmente lontane da sembrare i protagonisti di un antico romanzo.
Ci sono tutti, non si vuole tralasciare nessuno: uomini e donne, nominati senza poter nascondere i loro pregi e difetti, le loro note vicende di grandi successi e di altrettanto grandi tradimenti.
Quella che oggi ascoltiamo nel Vangelo del giorno non è una vuota genealogia, ma è storia di una Storia, animata da un motore inesauribile: la speranza di chi sa di dover aspettare, perché c’è Qualcuno disposto ad accompagnare nel cammino anche un uomo così debole.
Spunta il germoglio di Iesse e, in questo brano, ne scopriamo le radici.
Il Verbo aggiunge il suo nome “Gesù” a quelli di una famiglia intera, assumendone le conseguenze, con il peso che porta una così scandalosa umanità.
Il Cristo si fa storia e, finalmente, la storia si fa Cristo!
Ecco i nomi, grandi e preziosi agli occhi di Dio, per la sua storia, scritta accanto all’uomo. Nella loro successione, non casuale, ma secondo un piano preciso, si scrive il compimento: Dio apre gli occhi al mondo, Dio apre gli occhi nel mondo!

0 commenti:
Posta un commento