Giustificazione, giustificare, giustificarsi: chissà che cosa ci fanno venire in mente queste parole?
Forse il primo pensiero va alle giustificazioni scolastiche: quando non si era studiato per una materia, si andava dal professore o dalla professoressa per giustificarsi, sperando che la giustificazione fosse accettata (e magari inventando delle scuse geniali, tipo quella che ebbe un giorno a produrre mio fratello: “non ho potuto studiare perché ho dovuto insegnare a mia nonna ad andare in monopattino”). Oppure si può pensare alle giustificazioni per le assenze, magari prodotte falsificando la firma dei genitori in occasione di una mega tagliata con immancabile puntata a giocare a biliardo.
Ma non c’è certamente solo l’ambito scolastico: quante volte nella vita dobbiamo giustificarci! Sul lavoro, con gli amici, con i parenti, con i vicini, con i familiari, magari anche solo per una parola o un gesto che ci sono scappati in un momento di rabbia o con superficiale disattenzione; a volte poi ci giustifichiamo dicendo quello che veramente è successo e le motivazioni per cui è successo, altre volte, invece, inventando delle scuse più o meno plausibili. E restiamo in attesa di sapere se l’altro, specie se è qualcuno importante per noi, accetterà o meno la nostra giustificazione.
Per fortuna qualche volta, quando non sappiamo proprio più che cosa fare per giustificarci, succede che intervenga qualcuno che si schiera dalla nostra parte e ci giustifica.
E con Dio come la mettiamo? Forse anche con lui dobbiamo giustificarci?
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lunedì 29 dicembre 2008
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Giustificazione, giustificare, giustificarsi
Pubblicato da
don Ferruccio Ceragioli
alle
07:15
Etichette:
La voce di Abacuc
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2 commenti:
L'ultima domanda "dà a pensare"... è così spontaneo giustificarsi, anche davanti a se stessi. Ho trovato però un brano di un Padre della Chiesa, Giovanni Crisostomo, che incoraggia a non giustificarsi davanti a Dio, perché Egli, a differenza degli uomini...:
"Vi sollecito e vi scongiuro [...] confessategli le vostre ferite ed imploratene il rimedio: mostratele a colui che, lungi dall'insultarvi, verrà in vostro aiuto."
L'ultima domanda "dà a pensare"... è così spontaneo giustificarsi, anche davanti a se stessi. Ho trovato però un brano di un Padre della Chiesa, Giovanni Crisostomo, che incoraggia a non giustificarsi davanti a Dio, perché Egli, a differenza degli uomini...:
"Vi sollecito e vi scongiuro [...] confessategli le vostre ferite ed imploratene il rimedio: mostratele a colui che, lungi dall'insultarvi, verrà in vostro aiuto."
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