E' arrivato in comunità Padre Stefano, missionario saveriano, che ha vissuto il suo ministero soprattutto in Sierra Leone e in Colombia e ora gira i seminari del nostro paese per mettere un po' del suo fuoco nelle persone che incontra. Ci ha parlato di fede come "partenza". Ci ha detto che noi stessi possiamo essere "movimento" perchè il Vangelo fruttifichi nel cuore degli uomini e raggiunga i confini della terra.Ci ha ricordato che i candidati al presbiterato devono avere una speciale passione per l'annuncio: "C'è una missonarietà del cuore che si manifesta nella piena disponibilità a faticare per il Vangelo e a privilegiare l'incontro con chi non crede o non pratica"(Formazione dei presbiteri nella chiesa italiana, n.87). Tutto questo non è affatto ovvio! Cercare prima di tutto chi non crede o chi ha preso le distanze dalla fede, è una vera pro-vocazione: come si può pensare di rimanere bloccati nei propri orticelli?
E poi c'è la "molla" dell'altro. Sì! Come si può rinunciare a interessarsi dell'altro? E a farlo per amore e con simpatia...Come Dio, che ci cerca per amore e con simpatia. Il Dio che in Cristo è "unito ad ogni uomo senza eccezione" (Giovanni Paolo II, Redemptor hominis, n. 5). Il Figlio che si occupa di noi, che continua a dirci: "Cerco i miei fratelli" (Gen 37,16).

0 commenti:
Posta un commento