Nel cuore di Dio si sta larghi molto, qualche volta addirittura troppo e rischi di approfittarne. Ma è bene così, perché nel cuore delle persone, di alcune, è difficile entrare, si sta stretti, troppo. Fa male.Prete in mezzo a tante persone significa anche questo: sapere che qualche volta fai stare gli altri scomodi e non piace.
Gesù non l’abbiamo capito sempre, anche se Lui si è spiegato così bene. Noi, poveri pallidi riflessi della sua luce, pensate un po’ cosa si rischia di combinare. Provi ad aiutare le persone a vedere che il male c’è, che lo facciamo noi, ma che Cristo si fa uomo proprio per guarire, curare, accompagnare. Qualcuno ti dice grazie, qualcuno lo fa anche con le lacrime agli occhi. Qualcuno, invece, si arrabbia, ti accusa, ti mette in croce. Ha ragione lui, perché io non sono ancora santo, e come scriveva un grande vescovo di New York, un prete che non sia santo è un prete insopportabile.
Ecco il giorno della fatica: se guardo al presepe è ben poco quello che ti posso offrire Gesù. Il freddo di un abbraccio di pace mancato, la paglia un po’ marcia di una parola fraintesa, la scomodità del sapere che i tuoi occhi non comunicano solo il tuo amore ma tanto del mio peccato.
Vieni Gesù nella tua Chiesa ed anche nel cuore dei tuoi preti.

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