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| Da Pellegrinaggio a Lourdes 5-8 dicembre 2008 |
Per noi giovani, provare a sostenere il passo di qualcuno più in difficoltà significa mettersi in gioco senza ignorare ma anzi offrendo la nostra stessa fragilità. Come Gesù che non solo si è fatto piccolo per stare in mezzo a noi, ma è l'unico vero piccolo, totalmente aperto all'amore del Padre. E noi ci proviamo...cerchiamo di lasciarci ispirare dalla gratuità di Gesù, che in un fratello malato sembra rivelarci qualcosa di sé.
Mentre ti metti accanto ad una persona inferma, non puoi che prendere atto delle stesse malattie che ti porti nel cuore e impari addirittura qualcosa dello stesso mistero di vivere. La fede dei pellegrini malati interpella continuamente ciascuno di noi: “E se io mi trovassi in quella stessa situazione, con quale spirito mi porrei?”
Se poi Gesù dice di essere venuto non per i sani ma per i malati (cfr Mc 2,17), non siamo tutti chiamati a sperimentare la salvezza che Egli offre a noi deboli?
Siamo tornati da Lourdes toccando la guarigione che viene dal Signore. Sapendo che le nostre stesse ferite possono essere una risorsa per la guarigione di altri uomini.


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