lunedì 22 dicembre 2008

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Magnificat

«L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva» (Lc 1,46-47).


Il Magnificat è il rendimento di grazie di Maria per ciò che il Signore ha compiuto in lei. L’azione di Dio deve culminare nel canto della persona umana. Perché canta chi ama, e l’amore riposa solo quando è amato.

Ma ogni persona può e deve cantare il suo Magnificat. Le parole di Maria devono trovare eco nel nostro cuore. Quante volte ci siamo trovati inadeguati per i compiti che il Signore ci ha affidato, eppure ci siamo fidati, siamo andati avanti... Cantiamo allora anche noi il nostro Magnificat.
«Posso essere anche una scarpa rotta, ma se ho Dio posso fare grandi cose» (Giovanni Paolo I).

«Che in ciascuno sia l’anima di Maria, per glorificare il Signore; che in ciascuno sia lo spirito di Maria per esultare in Dio. Se c’è una sola madre di Cristo, secondo la fede Cristo è generato da tutti; ogni anima infatti riceve il Verbo di Dio in sé, purché, immune da colpe, sappia conservare con coraggio un cuore puro. Ogni anima, dunque, che sa essere così, magnifica il Signore, come l’anima di Maria l’ha magnificato e il suo spirito ha esultato in Dio salvatore» (S. Ambrogio).

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