
Anche Dio ha cercato una casa, una casa accogliente per il proprio Figlio; e ha trovato qualcuno che ha detto “sì”. Ha preparato questa casa, Maria, perché diventasse il luogo immacolato degno di ricevere il “Sì” di Gesù.
La Chiesa esprime questo mistero con le parole: “La beatissima Vergine Maria nel primo istante del suo concepimento, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale”.
Noi, uomini dai mille perché, ci chiediamo: “Come è possibile?”. Conosciamo l’esperienza del male e del peccato, il fascino del proibito. Anche questi sono i luoghi del nostro “sì”.
Eppure siamo attratti dalla purezza, dall’innocenza. A volte riaffiora la nostalgia di qualcosa che in fondo si trova dentro di noi, ma che pensiamo di avere perso per sempre. «Nulla è impossibile a Dio», neppure per noi. Da povere creature Dio può trasformarci in uomini redenti e santi.
Maria ha messo il suo cuore e il suo corpo nelle mani di Dio, si è lasciata invadere dalla presenza dello Spirito santo. Ha donato la sua vita come figlia per accogliere il Figlio. Quanto è lontana da noi una donna così?
E invece l’essere stata vicina a Gesù l’ha condotta ad essere vicinissima agli uomini. Anche noi siamo liberi di attendere il Signore, di accoglierlo nella nostra casa, di lasciarci amare e ricolmare di grazia.
Ci attende un Signore disposto a condividere la sua gioia con noi. Un Dio che sa aspettare per trasformare la nostra vita da una storia di morte ad una storia di salvezza. Un Dio che desidera dirci: «Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te».

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