
Oggi: con queste parole Gesù riporta la nostra attenzione al quotidiano. Noi attendiamo il Regno di Dio che si deve manifestare, ma dobbiamo anche prendere atto che il Regno si è già manifestato, è già presente, si manifesta oggi.
Con questa parabola l’evangelista Matteo ci fa capire quale differenza c’è tra il dire ed il fare. Con l’esempio dei due figli del vignaiolo comprendiamo le parole: “Non chiunque mi dice: «Signore, Signore», entrerà nel Regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio” (Mt 7,21).
Gesù ci invita infine a prendere come modello di sequela coloro che in quel tempo erano considerati dei peccatori. A differenza dei capi dei sacerdoti e degli anziani del popolo, essi riconobbero come segni della venuta del Regno la predicazione di Giovanni il Battista e i prodigi operati da Gesù.
Convertiamoci, crediamo in Gesù il Salvatore, lavoriamo con impegno nella vigna del Signore e annunciamo a tutti la venuta del suo Regno: “Quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo […] noi lo annunciamo anche a voi” (1 Gv 1,1-3).

0 commenti:
Posta un commento