lunedì 22 dicembre 2008

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Poesia di Natale

C’era una volta per il Natale una bella tradizione: i bambini imparavano a memoria una poesia o una canzoncina e la proponevano a tutti durante il pranzo della festa. Quando un caro amico prete mi ha mandato una poesia come augurio di Natale, mi è venuta spontanea l’associazione con questa tradizione, anche se ho pensato che la poesia non è solo per i bambini, ché anzi fa un gran bene a grandi e piccini, e anche, e forse ancor più, a quelli che bambini non sono più. Visto che il testo è molto bello, ringrazio l’amico che me lo ha mandato, e ve lo propongo come mio augurio di Natale.


Meditazione sulla Natività

Tutti gli dei e le dee, tutti quelli ai quali ci rivolgiamo
con cui litighiamo e minacciamo. Tutta quella paura
che l’uomo prova per ciò che è molto vecchio e nuovo:
tutto questo, tutti quelli sono spariti. Scompaiono
in favole che diventano vere,

in atti così semplici che noi siamo stupiti:
una donna e un bambino. Lui si fida, lei lo quieta.
Gli uomini vedono serenità e sono contenti.
Profeti di pace hanno parlato ma qui ci sono verità
che tutti gli uomini avevano prima soltanto lodato

nei sogni. Leggende perdute sono qui impresse
non su carta ma in carne e sangue,
una promessa è mantenuta. La modestia di lei toglie
alla nostra colpa la vergogna mentre gli porge il cibo
e lui sorride sul suo petto.

Le percezioni dei pittori, dei visionari i lunghi
tormenti e il silenzio, qui fioriscono e parlano.
Ascolta, i nostri sussurri sono una ninnananna,
guarda, siamo trovati noi che di rado osavamo cercare –
una ragazza, un bambino, un Dio giovane.

Elizabeth Jennings, La danza nel cuore delle cose, 71

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