C’è un bianco che non acceca, che riflette luce ma non abbaglia, che non ha paura di altri colori perché ne è la sintesi, l’origine e la garanzia che essi esistano e si possano esprimere. È il bianco della Vergine Madre, Immacolata Concezione. La sua trasparenza è amore e dolcezza, voce che sussurra, eco di una parola lontana, “non temere”. Maria deve essere al centro della vita di un prete, di una ragazzo, di una ragazza, di una famiglia, di una comunità: perché è Dio stesso che l’ha collocata al centro della storia perché portasse ad essa l’Eternità del Figlio.Vorrei tanto che i ragazzi ed il giovani delle miei parrocchie sentissero Maria “loro” così come è per me, prete, e per tanti loro genitori e nonni.
Oggi pomeriggio, 8 dicembre, sotto un cielo incredibilmente blu, in mezzo al bianco di trenta centimetri di neve, l’abbiamo messa a dimora con alcuni degli adulti e qualcuno dei ragazzi. Per dire grazie a Maria, per dire a loro che l’accolgano nel loro cuore.
Mi ha fatto tenerezza sentire qualcuno dire che gli dispiaceva, ora, lasciarla lì, lasciarla sola mentre noi andavamo via all’imbrunire.
Maria ha già cominciato a sciogliere qualche cuore….

1 commenti:
Negli anni '60 su un cucuzzolo a mezz'ora di passeggiata da Ussolo, (un paesino della val Maira in provincia di Cuneo),alcuni volontari della parocchia hanno portato e fissato una croce.
Quella croce (la Croce di Beinasco),è stata mèta di centinaia di ragazzi che salivano in quel paese per i campi, là si è anche celebrata l'Eucarestia. Mezz'ora di cammino, una passeggiata per sciogliere i muscoli, per abituarsi all'altezza,per pregare ritmando l'Ave con il passo,per meditare, per affidare al Signore i ragazzi del campo,le loro famiglie,ma anche per presentare il tuo "Sì" al Signore,il tuo futuro. Erano i pensieri di quel tempo, di un ragazzo di allora che aveva incontrato un prete "da poco", speciale, un pò diverso dal "coro",ma con tante speranze. Non aveva promosso lui quella iniziativa,qualcuno prima di lui l'aveva fatto; pur diverso, accumunava la stessa passione del suo predecessore: per i ragazzi e per la Croce: per questo ci portava là. La storia si ripete, chissà forse tra 40 anni qualche ragazzo di oggi cui il cuore si intenerisce davanti a quella statuetta potrà dire là c'ero anch'io,ricorderà istanti simili, anche solo uno sguardo di sfuggita mentre correva, una visita in silenzio nella solitudine per lasciarsi sciogliere!Ogni epoca, in modalità diverse ci indica la stessa strada:Cristo!
Grazie, Adriano.
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