mercoledì 24 dicembre 2008

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Un popolo nuovo

«Ci visiterà un sole che sorge dall’alto» (Lc 1,78).


«Domani verrà cancellata l'inquità della terra e regnerà su di noi il Salvatore del mondo»: così canta la Chiesa nell’ultimo giorno della Novena di Natale.
Ecco, è giunta “la pienezza dei tempi”! C’è un popolo che attende, c’è un messia che sembra non arrivare mai, c’è l’uomo schiacciato dal peccato, destinato alla morte, senza speranza. E c’è una giovane donna, vergine, incinta, con suo marito.
Ecco la speranza! In quella donna, per un semplice «eccomi!», il Verbo si è fatto carne. Egli è l’Emmanuele, il Dio-con-noi.

Ecco il Natale! Cielo e terra si incontrano, cambia il corso della storia, cambiano il destino dell’uomo e l’intera creazione:
«Dal primogenito della creazione, che ora è entrato nella storia, il cosmo riceve il suo vero senso: a partire da Lui ora è certo che l’avventura della creazione, dell’esistenza del mondo, non si conclude nell’assurdo e nel tragico, ma resta positiva attraverso gli sconvolgimenti e le distruzioni» (J. Ratzinger)

«Expergisce, homo: pro te Deus factus est homo!» (S. Agostino)
. «Svegliati, uomo: per te Dio si è fatto uomo!». Svegliamoci! Giunti alla fine dell’Avvento non finisce l’attesa! Dobbiamo essere come quei pastori vigilanti sul loro piccolo gregge. Il Salvatore è nato per noi questa notte, ma viene ogni giorno per cambiare la nostra vita!

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