Dal Vangelo secondo Marco (1,14-20)
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
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domenica 25 gennaio 2009
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3a Domenica del Tempo Ordinario
Pubblicato da
don Mario Aversano
alle
07:00
Etichette:
il Vangelo di Marco,
Tempo ordinario,
Video Omelia
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1 commenti:
Uomini che pescano uomini. E' significativa l'ultima frase: "Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui"
Lasciare il padre nella barca con i garzoni per seguire Gesù.
Cosa credi che pensi quel padre?
Anche il figlio prodigo lascia il padre, non per andare dietro a Gesù, ma per andare dietro a se stesso. Il padre aspetta che torni e fa festa quando torna.
Perché Zebedèo non aspetta che Giacomo e Giovanni tornino?
Quale dei due padri è più umano?
Ma soprattutto perché Zebèdeo è così indifferente e insensibile alla perdita dei due figli?
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