mercoledì 21 gennaio 2009

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Con le pinne, fucile ed occhiali...

Palette e secchielli in borsa oggi: si va a giocare ai giardini! Tutto era cominciato così: va bene, oggi vi porto a giocare con la neve e, arrivati ai giardini, ho distribuito le attrezzature marine (che funzionano benissimo anche per fare i castelli di neve!). Sono rimasta un po’ sul limite a guardare come andavano i lavori di scavo: tutto bene, ma qualcosa mi rendeva un po’ perplessa, che cosa mancava? I bimbi giocano, sono ben coperti, siamo fuori solo da 10 minuti, non hanno ancora freddo, che cosa è che non mi torna? Sono entrata nel prato e mi sono inginocchiata sulla neve vicino a loro e li ho guardati: concentrati a fare buche e riempire secchielli, sereni e concentrati a giocare, senza pensieri.

Potrei farlo anche io, ho pensato e ho iniziato a lanciare delle palle di neve intorno, agli alberi, alle panchine (non c’era nessuno!), così, per vedere come andava la mira e subito i miei figli hanno osservato, avevo iniziato a giocare anche io! Hanno colto al volo l’occasione, facciamo una pallina più grande, dai rotoliamola, ma è enorme, dai ancora, facciamo due pallone e così via… andandocene, un’ora dopo, abbiamo lasciato sul prato due pupazzi di neve di discreta grandezza e due piccolini, “è una famiglia di pupazzi, mamma, no?”.

Giocare insieme, non ci si accorge spesso di quanto sia importante; passare insieme del tempo con i ragazzi dei gruppi senza una finalità definita, solo per giocare insieme; come è difficile lasciare del tempo per momenti senza pensieri, dove veniamo fuori al meglio di noi stessi, come saremmo sempre, come vorremmo essere sempre (Ricordate? Non cercate di apparire infallibili o perfetti. È poi una grande delusione quando scopro che non lo siete).

Sempre però non si può, c’è il tempo delle commissioni con la mamma, c’è il tempo delle attività con l’animatore; però pensarci si può e tenerci del tempo libero per giocare è importante, è vitale, migliora noi e la nostra salute (ci si muove un sacco per fare una palla da pupazzo di neve!). Per essere adulti non soltanto nella statura, ma capaci di tenere un piede nella nostra infanzia, per riportare alla luce le nostre esperienze di gioco, e un piede nel ruolo di genitori per trasmettere ai figli il piacere dell’essere felici, qui e ora, solo per giocare, solo perché siamo insieme.

3 commenti:

MK2 ha detto...

Ecco io faccio fatica a giocare con i ragazzi del mio gruppo. Anzi con le ragazze!! con i maschi è facile...due tiri al pallone, ping pong, la wii, durante i campi persino a carte! Ma giocare e PARLARE con le ragazze è quasi impossibile. E io sono una ragazza!!!
stanno...sedute e fanno la pelle a tutti. Questo capita nel tempo libero, perchè se si deve fare un discorso serio ci stanno. Ma fuori dal momento costruito è ...tragedia!

Angela Bellini ha detto...

Ciao MK2, il tuo è un gruppo di adolescenti? Credo che a quell'età sia ancora più faticoso mettersi in gioco, nel senso di uscire dalla propria identità, che si sta cercando di identificare, per affrontare una situazione dove tutto può succedere, giocare appunto e si rischia di non essere all'altezza delle proprie aspettative, di fare brutta figura con se stessi prima che con gli altri.
D'altronde, come ho raccontato, anche gli adulti fanno fatica a ricordarsi come sia importante giocare...:-)!
E' positivo che accettino il discorso serio: vorrà dire che questi discorsi sono compatibili con la nuova identità che si stanno costruendo? E' una possibilità, speriamo!
Infine, commentare le altrui vicende mi sembra un tentativo ulteriore per costituirsi come persona, in negativo o in positivo rispetto a ciò che fanno gli altri. Tentativo un po' pericoloso però, anche per la propria autostima, oltre che per la socialità: ognuno di noi ha ricevuto talenti diversi, in un confronto giudicante si possono solo trovare motivi di scontento o di falsa soddisfazione (una volta che hai distrutto un'altra persona a parole, in che cosa tu stesso sei diventato migliore?). Se puoi, nel tempo libero, punta ai loro personali talenti da valorizzare: non per farle parlare di sè, ma per metterle in gioco su quello che sanno fare...che gli farà un sacco bene!

Anonimo ha detto...

e bello stare in un gruppo di amici
giovanna di pino