Ho predicato poco tempo fa tre giorni di esercizi alle suore del cuore Immacolato di Maria che vivono qui a Beinasco. Vengono tutte dalla Nigeria, molte sono anziane e non si possono quasi muovere da casa, altre – più giovani – fanno servizio alla casa di riposo e qualcuna ci dà una mano con il catechismo. Mi hanno chiesto di predicare sulla Vergine Maria e l’ho fatto con gioia. Mi hanno chiesto di farlo in inglese – perché non tutte capiscono l’italiano. Ho accettato con meno entusiasmo…
Ma mi ha fatto un gran bene.
Predicare in inglese mi ha costretto all’essenziale, io parolaio del Signore. Parlare una lingua che non è la mia mi ha obbligato a scalare marcia, ad andare più lentamente, a scandire il pensiero, a contemplare le frasi prima di pronunciarle, a condensare il ragionamento nella Parola di Dio, certezza di contenuto e di grammatica.
Quante volte parliamo di Dio, senza aver parlato con Dio; commentiamo la Parola annegandola di parole; tracciamo un cammino senza averlo percorso per primi. Se la Parola ti guida, se l’amore ti sostiene, se lo Spirito ti dà coraggio allora scopri che cosa significhi parlare tutte le lingue del mondo, anche in una piccola cappella bisognosa di restauri, tra un benzinaio ed un centro commerciale.
Dear Mary, take care of them, Jesus our Lord bless us all.

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