Il Vangelo trova spazio e germoglia dove c'è umanità. Ecco, ne abbiamo incontrata tanta, di umanità! Nei sorrisi accordati senza prudenze, nella disponibilità a darci del tempo, nel regalo di un montone (letteralmente) che la gente di Korontiere ci ha consegnato (perchè i poveri sanno dare), nella simpatia di un Vescovo che ci offriva la sua amicizia, nelle religiose dedite all'assistenza di tanti bimbi abbandonati o ammalati, nello spirito di preghiera di popoli che riescono - in modo naturale - a concepire la trascendenza di Dio, che abita ogni cosa, con una dimensione di canto, di danza, di fraternità.
| Da Benin (l'album di Beppe) |
Ora vi partecipo il timore di scrivere cose belle, ma un po' troppo poetiche. L'Africa non è solo questo, certo! E se scrivessi del nostro viaggio come fosse un romanzo, non farei altro che tradire le persone incontrate, sprecando i doni ricevuti. Qui sta il punto: che cosa fare di questi doni?
Forse nulla. Non bisogna usarne. Non dobbiamo lucrarci sopra. Neanche per la vita spirituale. Neanche per motivare azioni solidali. E stando attenti a non fare della nostra esperienza una serie di anedotti, magari credendo di avere capito tutto. Per ora la nostra è...una semplice intuizione. Ma un'intuizione potente.
E dunque? Potremmo lasciarci afferrare dalla gratitudine, lasciarci muovere dalla ricerca dell'umanità, lasciarci spogliare dai nostri schemi. E se, per esempio, provassi a chiedermi quando incontro una persona, quando mi metto in preghiera, quando affronto il solito impegno: "Posso fare diversamente? Posso offrire qualcosa di inedito? Conosco tutto di me? Sto dando tutto di me? Posso essere un po' più "africano"? Più umano? Più ispirato dal Vangelo? Forse sì!...e non per volontarismo. Ma per gratitudine...e con un po' di creatività! Scegliendo anche di approfondire, di studiare, di conoscere meglio le lingue, di leggere il Vangelo senza troppi filtri. Scegliendo di diventare amico delle persone straniere che stanno tra di noi. Scegliendo pure di conoscere sul serio la nostra società, le nostre radici, la nostra chiesa locale. Anche per restituire ad essa giovinezza e passione per la missione.
Per questo ci appare così chiaro il desiderio di coltivare l'amicizia con la Chiesa di Natitingou e con il nostro Janvier. Il desiderio di pensare a una vita stabile...eppure in movimento, radicata qui...eppure disponibile alla partenza. Una vita nelle mani di Colui che ha amore per gli uomini. Per i piccoli in particolare.

2 commenti:
…Ispirati dall’Africa… e non solo… Ispirati da realtà differenti…Già, a me è capitato di fare due esperienze in realtà differenti dalla mia: Bosnia (poco dopo la fine della guerra) e Brasile (in un lebbrosario)… E come capita spesso, per non dire sempre, sono andata a fare del bene e, invece, ne ho RICEVUTO!
In questi luoghi ho scoperto me stessa… i lati più genuini, per quanto riguarda il positivo di me, e i lati più meschini, per quanto riguarda i lati negativi. Che nostalgia che ho di queste esperienze… Che bello entrare in contatto con se stessi… e con Dio!
Ma perché è così difficile, invece, entrare in contatto con noi stessi e con Dio nella NOSTRA QUOTIDIANITA’??? Il corpo, l’anima e la mente son sempre gli stessi, eppure…
Vi lascio questa domanda, perché io, purtroppo, non ho una risposta!
Ciao don Mario,
che meraviglia le tue foto, le ho gustate una ad una! Che meraviglia leggere le vostre esperienze!
Ogni volta che si parla di Africa mi si accende dentro un desiderio, una nostalgia, un sogno.
Non è la voglia di visitare un posto nuovo, bello, affascinante. Non è solo un voler far del bene: quanti volti di Gesù ci sono anche nella nostra Torino: ammalati negli ospedali, ragazzi in carcere, poveri.E' qualcosa di più.
Grazie perchè in queste pagine si sente tutto questo di più, grazie perchè è come se vivessi con voi questo "Respiro".
Dani
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