Non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori
(Mc 2,13-17)
Gesù chiama Levi, ancora seduto al banco delle imposte.
Non c'è situazione di peccato che impedisca al Signore di farsi avanti.
Anche se qualcuno credesse di non avere più possibilità, il Signore è sulle sue tracce.
E di questo i cieli si rallegrano.

2 commenti:
Cosa è peccato: chiedere il pagamento delle tasse o pagarle? Perché se è peccato chiedere il pagamento delle tasse, pagandole, mi faccio complice di un peccato.
A questo punto i sacerdoti, per coerenza con il Vangelo, dovrebbero mettere un confessionale dentro tutte le Agenzie delle Entrate e far confessare gli impiegati cristiani di quegli uffici e poi andare a casa loro a mangiare a tavola, chiamandoli a servire in chiesa e in parrocchia.
@ dioamore
Considerati collaborazionisti dei Romani, spesso accusati di frodare il popolo, colpevoli di furto (vedi il caso di Zaccheo), impuri di fronte alla Legge, i pubblicani vengono indicati come peccatori pubblici. Lo stesso Gesù polemizza con i farisei nel tempio dicendo loro che pubblicani e prostitute li precederanno nel Regno dei cieli. Il pubblicano dunque non può essere paragonato agli esattori delle tasse di oggi.
Il nocciolo del discorso è un altro: il pubblicano è figura paradigmatica. Per Gesù la differenza non sta nel clan sociale a cui si appartiene; nè Lui distingue tra persone buone e cattive. Tutti sono peccatori. Ce chi lo ammette e chi no, chi pensa di essere giusto e chi invoca misericordia (ti ricordo la celebre parabola del Fariseo e del Pubblicano, Lc 18,10-14).
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