mercoledì 14 gennaio 2009

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Tristezza, per favore, vai via...

A volte è difficile.
Stare accanto ai nostri figli in modo sereno quando la situazione intorno (umana, economica, sociale) non fa ben sperare per il futuro. E d’altra parte non dire nulla, fingere una tranquillità inesistente, potrebbe essere ben più triste per i figli che capiscono che qualcosa non va, ma accettano la nostra “commedia” e si piegano alla recita del “tutto va bene” proprio perché ci vogliono bene. Si diventa tutti un po’ più tristi (e un po’ più irascibili, noi adulti, di quella rabbia immotivata che si scatena per un nonnulla)e di tristezza si appassisce, senza riuscire a dare più nutrimento alle piantine che ci crescono intorno.
Come al solito, non vale solo per noi genitori: un animatore sfiduciato non potrà incoraggiare il suo gruppo, un genitore insoddisfatto non stimola la crescita dei figli e qui lo dice bene don Mario, che cosa combina un prete!

Che cosa fare, per mandarla via questa tristezza? Continuare a impegnarsi, al massimo delle proprie possibilità. Continuare a fare del proprio meglio, nelle occasioni che la vita ci offre: nel lavoro, nella famiglia, nell’impegno sociale. Guardare in faccia la tristezza e dire: é così che mi sento, ma vado avanti; le cose non funzionano bene come vorrei, io continuo a fare del mio meglio. Senza aspettarmi ricompense, senza lamentarmi. Essere un esempio vitale, generativo é la mia contentezza, la mia gioia.

E poi parlare con le persone cui vogliamo bene: i bambini capiscono molto bene dalla nostra faccia al rientro a casa, che giornata abbiamo avuto. Piuttosto che vivere in una serenità solo metereologica, meglio dire quello che è successo, misurando in base all’età che hanno quello che diciamo. Sappiamo bene che entrare nella vita sociale, con un lavoro, con i propri orientamenti, non è esattamente come ricevere l'abbraccio di papà e mamma: è bene dirlo anche ai nostri figli, un po’ per volta, affronto queste difficoltà, a volte ne traggo delle soddisfazioni, io mi comporto così, cerco di fare sempre del mio meglio. L'augurio di vita di Joan Didion lo dice meglio di me.

Penso che valga la pena provarci: usare bene tutti i talenti, tutti i giorni.

3 commenti:

Alieno ha detto...

c'è tanta gente triste...ma in fondo ci sono tanti motivi per esserlo.
Mi spaventano di più gli apatici. Ed è facile diventarlo...

HAVEADREAM ha detto...

Credo sia confortante scoprire, da non credente come sono, un uomo di Chiesa che "cerca" l'uomo e il dialogo nella Rete.

Mi riprometto di passare e leggere con calma questo blog, segnalandolo nel mio blogger.

Buona serata.

don Mario Aversano ha detto...

@ HAVEADREAM
Grazie per la conversazione avuta ieri sera su un sito parecchio diverso da questo...ma ci si può incontrare gli uni a casa degli altri..giusto?! :-)