sabato 7 febbraio 2009

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Caccia al Tesoro con... don Enrico Dal Covolo!



Caccia al Tesoro incontra… don Enrico Dal Covolo, Postulatore delle Cause dei Santi della famiglia salesiana.


Qual è il suo tesoro nel campo?

La mia chiamata l’ho sentita fortissima nel contatto con questo straordinario centro di Arese, che era il riformatorio di Milano e che i salesiani hanno trasformato in una casa di rieducazione modello.
Ricordo molto bene un ragazzo, Bruno… che oggi è sposato, padre di famiglia, con due figlie… Porto sempre con me questo verbale di un brigadiere dei carabinieri, che è il documento con cui Bruno è stato poi condotto ad Arese; ormai è molto consumato e dovrò in qualche modo ricomporlo, un verbale che nel suo linguaggio burocratico nasconde non poche tragedie: ci racconta che Bruno ha 11 fratelli, dormono in 2 stanze tutti insieme, e che il padre è ammalato di silicosi; Bruno ha già al suo attivo più di venti piccoli furti e viene arrestato la notte di Natale per aver infranto la vetrina di una panetteria e mangiato quasi 4 chili di panettone… questo ragazzo me lo ha indicato il direttore di Arese mentre stava giocando a calcio e mi dice “vedi quel ragazzo lì come gioca?” Sì certo che lo vedo, “eh, ma sapessi la sua storia”, e mi ha fatto vedere questa denuncia e quello mi ha dato una impressione decisiva; accanto a questo episodio, c’è ne è stato un altro, sempre lì ad Arese: la statua della Madonna, a cui piedi è scritta una frase “Senza una mamma, la vita non ha scopo” ; mi hanno raccontato che la frase era stata trovata scritta da un ragazzino con le unghie sul muro, nelle cosiddette celle di contenzione; questo ragazzino, che, come molti lì, non aveva conosciuto i genitori, aveva lasciato scritto così. Da qui si vede quanto è importante per il recupero educativo pieno e per la via della santità, l’amorevolezza.

Come postulatore delle cause dei santi della famiglia salesiana, qual è l'ultimo tesoro che ha trovato?

Come forse lei sa, sono anche postulatore della causa di Giovanni Paolo I: al termine dell’inchiesta diocesana sembrava che avessimo vagliato tutti i documenti possibili… e invece proprio l’altra settimana, mi è giunta una nuova testimonianza, che certamente allegherò agli atti, di uno degli ultimissimi testimoni che lo hanno incontrato a poche ora di distanza dalla sua morte ed è una testimonianza che conferma la santità delle virtù eroiche di Albino Luciani. Ecco queste sono esperienze che incoraggiano e scaldano il cuore.

In questo senso le vite dei santi sono occasioni di incontro con i tesori: queste letture possono davvero riscattare la teologia che tende a separarsi dalla vita comune, dai rischi di una eccessiva astrazione, e realizza così il suicidio stesso della teologia; partendo invece dai fatti, riflettendoci e ragionando, non separando la mistica dalla ragione, la teologia diventa la vera espressione della grande tradizione della Chiesa.

Per iniziare la nostra caccia, scoprire qualche fatto della vita del santo di cui portiamo il nome… potrebbe essere decisamente sorprendente!

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