Venerdì scorso la comunità del seminario è tornata dalla settimana di esercizi spirituali a Susa e ora cerca di ripensare a quella intensa esperienza cercando di farne un bilancio. Ciascuno ne riprende i frutti spirituali e tenta di applicarli alla vita quotidiana, per poter affrontare la seconda parte dell’anno di seminario con slancio rinnovato e concreti propositi.Personalmente, quello su cui ho meditato di più la scorsa settimana e che mi porto dietro è la rinnovata affermazione della centralità della persona di Gesù. Egli deve essere il centro, ma non solo: è anche l’orizzonte, lo sfondo su cui vedere tutto il resto, o ancora il filtro, la lente, l’obiettivo con cui fotografare persone e situazioni che incontriamo. Possiamo azzardare anche: Gesù è l’interfaccia, il programma operativo che deve guidare le nostre scelte, perché possiamo sempre più diventare “cristiformi”, sempre più simili a Lui.
Solo così la nostra umanità, pur con le sue debolezze e le sue ferite, potrà diventare davvero se stessa, realizzare pienamente la propria vocazione, perché assunta e redenta dallo stesso Verbo che è da sempre presso Dio e che è Dio. Insomma, con la persona di Gesù ciò che è umano non è più separabile da ciò che è divino e viceversa: questo è il punto che più mi affascina e mi commuove, mistero grande da contemplare.
Alberto

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