domenica 29 marzo 2009

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In Via Po

Toc-toc!

Hei! è tardi…sono le due e un quarto!

Scendo subito!

Scena tipica. Ci si chiama, ci si aspetta, si raccolgono tutte le possibili motivazioni positive e si parte. Direzione Facoltà teologica. Giù per la grande scalinata, si varca il cancello ed eccoci in pieno centro…piazza Vittorio è lì, via Po si presenta come un continuo flusso di gente che si muove, guardando di corsa una vetrina o una bancarella…e noi? E noi camminiamo lì, con tutti gli altri, forse solo un po’ più calmi. E ti senti, più del solito, un vero “animale sociale”.
D’altronde anche a te capita di muoverti sotto i portici, di fermarti davanti a quel mendicante chiedendoti se sia il caso di lasciargli una moneta, di sorridere al bambino che mangia un gelato con i “baffi” di cioccolato, di sostare a guardare quel bel maglione blu cercando di indovinarne il prezzo…

Sai, si vedono tante cose in via Po…ma sono i volti che fanno diventare “due passi” un tratto di cammino. Un'esperienza interessante! Quando ti trovi ormai alla meta ripensi ai volti che hai incontrato e torni con la mente a quei passi. Potremmo in effetti andare a scuola con altri mezzi (autobus, macchina o bici), ma vuoi sapere perché ci piace andare a piedi? Perché se fai attenzione ti accorgerai che, incrociando il tuo sguardo con quello dell'altro che ti passa accanto, tu in qualche modo lo incontri, ti lasci provocare dal suo volto, entri in contatto con la vita. Non sembra anche a te? Chissà, potremmo parlarne la prossima volta, quando ci incontriamo “in via Po”!

Buona domenica!

Carlo ed Enrico

4 commenti:

Guido ha detto...

Che bella immagine di comunione... grazie!

franca ha detto...

faccio fatica a vedere via Po come comunita' però è bello pensae che nela calca di chi compra e gira indaffarata qualcuno può essere interessato al mio sguardo, grazie

patri ha detto...

dov'è la via Po?
qual'è il mercato?
ci vorrei andare
e quando ti posso incontrare?

MindLab ha detto...

Io camminare sotto i portici di via Po a Torino in una domenica di pioggia lo definirei più come un "piacere oppressivo". Ovvero è piacevo vedere la pioggia che cade contro il grigiore del cielo, la gente che passa sorridente in forte contrapposizione col tempo e quel forte odore di pioggia sull'asfalto e leggera muffa dei portici bagnati. Peccato che dopo qualche minuto rinsavisco, salgo in bici e me ne vado in una via laterale dove c'è meno gente. Vi consiglio di sedervi da soli sotto il porticato della Gran Madre in una giornata di pioggia se volete pensare. E' una delle cose più belle che ci sia da fare in una giornata di pioggia a Torino.