Mamma, è vero che Maga Magò è cattiva?Eh, sì è proprio cattiva, pensa che odia perfino i fiori, solo perché sono belli, e fa appassire le piante appena le tocca.
Mio figlio però, poco interessato alle mie divagazioni botaniche, stava seguendo un altro pensiero.
Eeh, chissà che cosa le hanno fatto i suoi genitori per farla diventare così cattiva…
Spiegati meglio, ho pensato, guardandolo… prima di iniziare a preoccuparmi!
Sì, mamma, (con il tono “secondo me è andata proprio così”), i suoi genitori le avranno detto che era cattiva, lei si è convinta e poi ha continuato ed è diventata mooolto cattiva, vero?
Beh, non so che tipi fossero i genitori di Maga Magò (e adesso come continuo?); in ogni caso è vero quello che dici, le opinioni dei genitori sui figli possono essere fin troppo ingombranti…
Che cosa sono le opinioni?
Quello che penso su di te e poi te lo dico, magari mi sbaglio, però per te è importante
E che cosa pensi di Maga Magò?
Che è davvero molto cattiva…
Sì, ma può diventare buona?
Non lo so (aiuto, dov’è il manuale per genitori quando serve?), dovrebbe volerlo lei, di smettere di essere cattiva
Come il mio compagno che quest’anno ha smesso di picchiare?
Più o meno…
Tramortita io da questo scambio di domande, rassicurato lui, mio figlio, che ha ripreso poi a giocare, mi sono chiesta come doveva essere la mamma di Maga Magò, giusto per non correre il rischio di somigliarle!
Ci ho ripensato sopra per un po’: le opinioni e i giudizi che diamo come educatori rischiano di essere davvero ingombranti dentro l’animo di un bambino, quindi meno opinioni, più spiegazioni. Se un bambino, un ragazzo, commette un errore, spieghiamo ben che cosa è successo, le conseguenze e come evitarlo; senza però metterci l’intenzione del male, che probabilmente non c’è… Se quell’errore ci fa arrabbiare, allora tocca qualcosa di profondo che c’è in noi: partiamo da qui, per cercare di comprendere.
E poi davvero anche Maga Magò può diventare buona, se lo vuole! E, come per il compagno di classe di mio figlio, rafforzare il comportamento positivo, sottolineandone tutto il bene che ne viene (i tuoi compagni ti cercano, ti lasciano usare i loro giochi…).
A noi educatori il compito di stimolare il voler essere buoni, non per la ricompensa, ma per essere felici.

4 commenti:
Già, il "rinforzo positivo": premiare ed elogiare il buon comportamento, così che si tenti di far sempre meglio per ottenere ulteriori premi ed elogi... un circolo virtuoso, insomma! :)
Bella l'idea del manuale per genitori, se ne trovi uno valido fammi sapere dov'è disponibile... :D
P.S. A me Maga Magò era simpatica... forse perchè, in cuor mio, anch'io la pensavo cattiva "per forza di cose", proprio come l'ha pensata tuo figlio.
Ciao Viviana,
quando a casa canticchio la canzoncina di Magò, in genere ci fa sempre ridere tutti, che sollievo che ci sia un cattivo da prendere in giro! Per dire che l'intenzione del male esiste (quando si trasfoma in drago, fa davvero paura!)e che vedere questa intenzione rappresentata fuori da noi, specie per i bambini, in questo modo scherzoso, è molto utile: ci ragioniamo e possiamo capire come prendere una strada diversa.
Sul rinforzo positivo, lo vedevo più come "Mi sono reso conto che se non picchio i miei compagni, loro mi invitano più volentieri!" e da qui la decisione di non risolvere a spintoni i problemi perchè la compagnia degli altri mi piace e voglio mantenerla... un pensiero del bambino, che noi adulti possiamo spiegargli, ricordargli, sottolineare. Così il circolo virtuoso comincia nelle sua testa e può proseguire nel suo comportamento.
Infine sul manuale... uno molto bello è "Il bambino 0-6 anni" del dott. Brazelton, lo consiglio con grande entusiasmo!
In una giornata davvero tetra, sono contenta di essermi imbattuta in questo blog, e in questo post. Leggendolo,mi sono immedesimata immediatamente, perché è il tipico interrogatorio a cui mi sottopongono i miei figlioli, quasi tutti i pomeriggi.
Rimango sempre colpita e sorpresa dai processi logici che loro usano e che sono diversi dai nostri di adulti. È vero che in prima battuta escono le opinioni (forse qualche giudizio...anche?). E poi le spiegazioni, e si, sono loro a chiederle. Ma poi credo che ci sia altro: arriva un momento in cui i bambini si accorgono che qualcosa sta succedendo in loro, il pensiero ha preso forma dentro di loro, e poi c'è bisogno di comunicarlo, e di avere la conferma che va bene così.
Sono meravigliosi! Lì mi accorgo che serve il mio ascolto, sento che vogliono essere accolti in questa specie di sperimentazione logico-cognitiva...
E si, cara Angela, ne esco tramortita anch'io. Anche perché tutto questo richiede tanta energia da parte nostra, attenzione...e il più delle volte non ci sono. E allora si taglia corto con giudizi e opinioni, che sono sempre ingombranti, anche con gli adulti.
Di qui, l'ultima cosa. I nostri figli sono un'ottima palestra per migliorare noi stessi, non solo come educatori nei loro confronti, ma, e soprattutto, come persone.
Grazie
Maria Cristina
Ciao Maria Cristina,
i figli, è vero, sono uno stimolo formidabile per migliorarci; ed è anche vero che spesso noi educatori, in mancanza di tempo e energie, ripieghiamo sulle opinioni prestampate... il tuo commento mi ha suggerito questo argomento, il tempo e le energie per essere educatori: credo che ci tornerò su la prossima settimana nel post! Grazie e buon cammino da educatrice...
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