giovedì 5 febbraio 2009

4

La solitudine dei numeri primi




"Gesù chiamò i dodici ed incominciò a mandarli a due a due" (Mc 6,7-13)





Non basta che annuncino il Regno con enfasi, che pongano segni miracolosi o che compiano guarigioni inattese. La gente potrà "misurare" i dodici e la sincerità delle loro intenzioni solo dal loro stile di vita. Per questo Gesù raccomanda loro la sobrietà, volendo che prevalga la potenza nuda della grazia. Per questo li manda a due a due, perchè la loro testimonianza (anche di amicizia) riveli il comune legame a Cristo.


Un po' partigianamente aggiungo: nessuno ha bisogno di preti individualisti...

4 commenti:

il moralista ha detto...

caro don Mario, scopro il tuo blog tramite quello di Luigi Accattoli... ti invito cordialmente anche dalle mie parti... e sul blog http://motividifamiglia.blogspot.com

Simone

Viviana B. ha detto...

Nessuno ha bisogno di individualisti. Punto. Siano essi preti o meno.
Finchè non comprenderemo che tutto ciò che siamo, il nostro agire, il nostro dire, ha ripercussioni su chi ci circonda saremo sempre troppo soli. Soli come numeri primi.
Buona giornata!

don Mario Aversano ha detto...

Sì, Viviana! E leggendo i tuoi commenti di questi giorni qui e sul tuo blog, mi viene da dire che non è necessario essere uguali per dialogare e ascolarsi. Se si condivide la fede poi, il Signore stesso è il "terzo" che fa incontrare i "dispari".

dioamore ha detto...

Già, perché dove due o più sono riuniti nel nome di Gesù, Lui è in mezzo a loro.