giovedì 19 febbraio 2009

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Quel grazie che non diciamo da troppo tempo

Tra messe, incontri, prediche, confessioni anche i preti hanno una mamma. Ogni domenica sera, se riesco, vado a trovare la mia. Ed è un ritorno a tante piccole cose importanti segno di delicatezza e di amore, a cominciare dal pigiama pulito messo sotto il cuscino.

L’altra sera, tornando in parrocchia, ho pensato a quanto poco dico grazie a mia madre, a quanto poco le ho detto grazie nella mia vita. Spesso diamo per scontato gesti di affetto e di amore proprio nei confronti dei nostri genitori, delle persone che abbiamo accanto da sempre e di più.

Questa volta la predica la faccio a me stesso, forse sono un po’ OT, off topic, perché questa non è tanto un’esperienza di un prete in parrocchia, come vorrebbe la mia rubrica su questo blog, tuttavia la parrocchia è anche un po’ questo: ti aiuta a pensare a tutto, anche a quel grazie che rimandi da troppo.

18 commenti:

Claudia ha detto...

Ti ringrazio per questa testimonianza e la condivisione di questo pensiero. Penso che la famiglia sia la prima "palestra" in cui "allenarsi" a mettere in gioco i valori che Gesù ci insegna. E la prima palestra non si scorda mai :-D

Penso che una Testimonianza Pura e Trasparente sia proprio quella che vive il Vangelo innanzitutto con le persone che ci hanno dato la vita e ci hanno accompagnato ad essere ciò che siamo. Che senso avrebbe dare anima e corpo agli altri se poi ci si dimentica magari della solitudine di una madre, o della malattia di un caro? Dove sta la Carità se guardo lontano ma perdo il contatto proprio con quanto ho vicino?
Grazie.

Anonimo ha detto...

Grazie don Luca per l'ottimo spunto.

Paolo ha detto...

Dire "Grazie" non costa nulla ma fa tanto bene al nostro cuore e alla nostra anima.

Ele ha detto...

Grazie di cuore Don Luca per le sue parole. Sono molto belle e hanno in sè tanta dolcezza. Il cuore della mamma è grande e immenso e il nostro grazie a lei, le arriva anche con un sorriso, con un piccolo gesto...

Anonimo ha detto...

Grazie don Luca... Nella vita dovremmo dar credito anche alle piccole cose; forse sono proprio quelle le più importanti, da tenere in considerazione... Proprio perché sono piccole cose, piccoli gesti, sono importanti nella loro semplicità.

Luca

Anonimo ha detto...

Osservo in mia mamma proprio l'esempio del chicco che si spacca e muore per amore. Il suo "spaccarsi" quotidiano per me è un grande esempio.

E'incredibile, però, come riesca spesso a esprimere il peggio di me proprio in casa, sotto forma di reazioni esagerate, frutto di rabbie o insoddisfazioni nascoste quando sono fuori!

E' vero..più attenzione a chi c'è sempre!

Maria Cristina ha detto...

Ha ragione don Luca a sottolineare la neccessità di dire Grazie alla propria mamma. Credo che sia altrettanto vero, che spesso non sia necessaria la "parola grazie".
Il tuo grazie a lei lo esprimi in tantissimi modi alcuni evidenti, altri meno.
Come mamma sento il loro grazie quando sono felici e si avvicinano a te senza motivo per darti un bacio.
come figlia, temi di non averglielo detto e il rammarico di essertene accorta tardi!

Anonimo ha detto...

Mia madre ed io siamo troppo diverse, le volte che cerco di avvicinarmi a lei si acuiscono le incomprensioni, le nostre modalità di comunicazione sono diversissime, ma ciò detto se ha bisogno ci sono e per i miei ed i suoi errori perdono entrambe. NIKKA

Anonimo ha detto...

Sono un prete con una decina di anni più di te. Proprio ieri sera sono andato in ospedale a portare a mia madre il sacramento dell'unzione. E' venuto con me un giovane prete amico, con il quale ha potuto confessarsi. Fisicamente sta soffrendo molto. La vita l'ha privata in pochissimo tempo del marito, della salute, della sua autonomia, della sua casa. Qualche giorno fa mi ha chiesto di pregare non per lei, ma per le sue intenzioni. Vuole donarsi tutta per quello che con mio padre ha costruito: la nostra famiglia e i suoi figli. Ho imparato per forza di cose a stare dietro alla casa, lavare e stirare da solo, ma soprattutto sto toccando con mano la testimonianza di un amore immenso. La grazia del sacramento, che desiderava e mi chiedeva da tempo, le ha donato serenità e forza. Quando sono arrivato da lei, spossata per una giornata durissima di nausea, si è protesa con un grande desiderio e ha pianto di gioia. Grazie mamma! don Andrea

Anonimo ha detto...

Ciao
Sono una mamma e lasciami dire che noi mamme non abbiamo bisogno del grazie dei nostri figli, perchè sono loro stessi, con la loro presenza (ed a volte anche con l'assenza), che è amore continuo, ad essere un ringraziamento perenne nei nostri confronti.

Antonella ha detto...

Ma...io in questi giorni riflettevo invece di quanto mi stia logorando dovermi occupare di mia madre...
è su una sedia a rotelle con una serie i problemi.. di fondo sono certa che è la cosa giusta,fatta semplicemente per amore, ma non sempre e facile, momenti come questo vorrei fuggire e fare alto.. ma sono certa che il difficile si fa cammino e mi rincuoro un po!

Antonino ha detto...

Si, don Luca. Ha ragione Pina: i nostri genitori non aspettano il nostro ringraziamento. A lora basta (o bastava, nel mio caso) il nostro amore.
Capisco però che, ... indipendentemente da quel che loro si aspettino, il ringraziamento è indice di riconoscenza. Se poi diventa esplicito, oltre che di gesti è addirittura come un regalo, proprio perché non necessario.

don Mario Aversano ha detto...

Io ripeto spesso la parola "grazie" a mia mamma, ma - mi rendo conto - rimane come troppo implicita in me la capacità di vivere verso Dio una gratitudine larga, ampia, consapevole per lei e per mio papà. Infondo c'è una profonda continuità tra la mia storia con Dio e quella con i miei genitori: io faccio concretamente parte di una storia di salvezza anche attraverso loro.

Luisa ha detto...

Ricordo un bell'articolo di Dino Buzzati : "I due autisti" nel volume: "cronache terrestri" che parla del rimorso di lui, figlio, di fronte "all'ultimo viaggio" della mamma che chiedeva così poco a lui, figlio... a lui che, come scrive: "ero il figlio e nel mio egoismo di figlio mi rifiutavo di capire quanto bene le volessi... ma adesso ... Read Moreè tardi, spaventosamente tardi... lei tace, non mi rimprovera, probabilmente mi ha anche perdonato di sicuro. Eppure, quando ci penso, non so darmi pace...." Giusto, allora, don Luca, diciamolo ora, ai genitori e non, quel "grazie" ...

Anonimo ha detto...

La parola Grazie può assumere molti significati, oltre quello della riconoscenza.
A volte sentirsi dire grazie anche per una banalità aiuta ad essere più sicuri, più forti, più determinati.
Per quanto spesso uno possa dire “grazie” non c’è pericolo di abusarne…Dunque Grazie, don Luca, per queste parole.

Lele Corvi ha detto...

"La Mamma" è una delle protagoniste del racconto che da ormai tanto, troppo tempo, sto realizzando...e chissà se vedrà mai la luce editoriale... Grazie per la visita!
ciao

Miriam ha detto...

Grazie per averci ricordato quanto è bello ringraziare per le cose che si hanno e per i genitori. Il ruolo materno con la sua presenza nelle piccole ma grandi cose e quello paterno di chi ti sa ascoltare e consigliare sempre.
Grazie perchè sai ancora ricordarti di dire grazie e lo condividi!

Federico Distefano ha detto...

Ciao!
Fortunatamente, questa è l'unica cosa che posso affermare di aver sempre fatto!
Però, restano sempre le sorelle, i fratelli, i nonni, i parenti, gli amici veri, e tutte quelle persone che rendono speciale la nostra vita...
Anche un semplice grazie può dar loro la forza di andare avanti e di rimanere delle persone "speciali".
Ciao e grazie per la visita!