mercoledì 18 febbraio 2009

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Realtà o immaginazione? Tutte e due!

Che cosa ne dici di scegliere un costume per la festa di carnevale?
(Silenzio con guardo interrogativo)
Potresti vestirti come Bob aggiustatutto, abbiamo già il caschetto, ti porti il martello e la chiave inglese della tua cassetta degli attrezzi e sei proprio lui!
(Silenzio pensoso)
Ho già preparato le stelle filanti, i dolci e le bibite, manca solo il costume…
Senti mamma, io non voglio vestirmi da Bob…
Ma perché no, giochi spesso a fare Bob, potrebbe essere divertente
Mamma, quando gioco a fare Bob, io faccio finta, non sono mica lui davvero!

Così mio figlio mi ha spiegato la differenza tra fare finta e rendere realtà una finzione: insomma posso giocare a fare finta, ma mamma, è come se mi avesse detto, non possiamo credere che la finzione sia reale, le cose finte non sono vere, è inutile metterci lì a provarci, tanto, vere non diventano. Per dire che il confine è netto: mio figlio, ma credo tutti i bambini, sanno bene che è divertente anche fare finta, ma non confondersi con la realtà.
La festa, giocare con gli altri, saranno le cose importanti; i costumi molto meno, quasi potrebbero non esserci, perché poi il gioco di fare finta funziona, anche senza travestimenti, da sempre, basta l’immaginazione. Allora buttiamoci anche noi educatori sull’immaginazione, stimoliamo le storie, l’inventiva, raccontiamo tante storie, dalle favole alla nostra infanzia, e guidiamoli a immaginare. Senza per forza metter loro un costume addosso.

E se proprio non volete rinunciare ai costumi... c’è sempre il cesto dei travestimenti: proponete a ogni genitore del bambino invitato alla festa di portare una cintura, un foulard, un cappello, un grembiule, un gilet e poi seguite la vostra fantasia… mettete tutto in un cestone e iniziate il gioco: "facciamo che ero…" e tirate fuori un oggetto, mettetelo e iniziate la storia! Un suggerimento per i più piccini, iniziate con "facciamo che eri…" e fategli pescare un oggetto (con molta disponibilità ai cambi!) e ascoltate la loro storia, suggerite (pochino!) solo nei passaggi difficili e via, ogni bambino tornerà a casa con un racconto tutto suo, da rifare sempre, anche da solo.

Carnevale passa, l’immaginazione, la fiducia di poter inventare possiamo donargliela e resta.

8 commenti:

il moralista ha detto...

i bambini sono maestri (anche di fede). Lo dice anche Sofia Cavalletti, "inventrice" della Catechesi del Buon Pastore.

Premesso che sono un reduce post-traumatico del Carnevale e che non lo sopporto.... con mia moglie a casa abbiamo sempre nella stanza dei bimbi una cesta con costumi e pezzi di costume e accessori sparsi... i bambini si divertono moltissimo "a fare finta", in tutte le stagioni!

Viviana B. ha detto...

Sacrosanto! Con la mia nipotina più grande gioco... con nulla! Basta l'immaginazione e la voglia di stare insieme, tutto il resto diventa superfluo.

Fare finta è un gioco che i bimbi conoscono bene ed altrettanto bene individuano la linea di confine tra finzione e realtà. Noi adulti spesso facciamo più fatica a distringuerle...

Angela Bellini ha detto...

Ciao a tutti,

@ il moralista: sono contenta che i miei suggerimenti siano più delle conferme che non nuove idee... vuol dire che l'immaginazione se la cava benissimo!

@ Viviana B.: è vero, noi adulti facciamo più fatica a distinguere a volte... ottimo quindi giocare anche noi con i bambini, per riprendere contatto con la realtà!

il moralista ha detto...

sottolineo, che l'idea è di mia moglie, ovviamente... non sono quello della "immaginazione" a casa :)

Prof. ha detto...

Fare finta mi ha sempre permesso di pensare a delle possibilità ulteriori, a delle cose che normalmente non pensavo di potermi pemettere. A volte, "fare finta" è una prova di laboratorio per poi provarci nella realtà.

cristina ha detto...

salve a tutti, sono una vs. nuova "lettrice" e devo dire che mi piace sentire che non sono l'unica voce fuore dal coro.
Alla cesta dei vestiti, noi abbiamo aggiunto 2 maschere da colorare scaricate da internet,. morale, i personaggi erano IL FUOCO e un GATTINO.
Alessandro ha indossato una vecchia tuta da ginnastica rossa, mentre elena, una vecchia maglietta con il colletto di finta pelliccia e la cintura dell'accappatoio utilizzata come coda! E' stato bello vedere come erano felici ed eccitati, liberi nei movimenti e perchè no, anche belli, rispetto ai loro compagni di scuola "costretti" dentro i costumi di orribili personaggi.
Penso che sia indispensabile aiutare i ns. figli a essere se stessi, e non costringerli ad essere l'imitazione di...

Princy60 ha detto...

Salve,ho ricevuto la visita di don Luca nel mio blog e contraccambio volentieri.Non sapevo che ci fossero dei bloger-preti, m mi sembra unabuona idea. Buon lavoro!

Angela Bellini ha detto...

Di nuovo ciao a tutti!

@ il moralista: non è sorprendente che nelle coppie spesso si ritrovino persone con attitudini diverse, attitudini che noi personalmente non svilupperemmo mai, ma che nell'altro sono così importanti e ci piacciono così tanto? meraviglia della vita matrimoniale...

@ prof. è proprio così e per i bambini, una vera prova per scegliere che cosa vorranno fare e chi vorranno diventare; direi che noi adulti potremmo davvero conservare il "fare finta che" per allargare i nostri obiettivi e i nostri orizzonti;

@ Cristina: confesso, avrei voluto vederli! Si saranno divertiti un sacco e magari diventeranno contagiosi anche per i loro compagni, speriamo...

@ princy60: non è che ci siano solo preti da queste parti... ma grazie per la visita e buon lavoro anche a te!