venerdì 20 febbraio 2009

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Seguimi




"Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua". (Mc 8,34-9,1)




Ci sono parole del Vangelo che ti lasciano improvvisamente nudo, senza fiato. Parole che - come lampo - ti fanno esclamare: "Com'è possibile?". Avverti lucidamente la "voracità" del Signore, che vuole tutto, che ti chiede di seguirlo senza tenere nulla per te.

Prendere o lasciare.
Cedergli o resisergli.

Che cosa ti dice la tua anima?

15 commenti:

il moralista ha detto...

caro don Mario, ci sono almeno due Parole che nella vita mi hanno segnato.

La prima è quella "fondativa" della mia vera prima conversione (eprché non si smette mai di convertirsi, no?), ed è quella che Dio Padre rivolge a suo Figlio il giorno del suo Battesimo: "Questi è il mio Figlio prediletto in cui mi sono compiaciuto"... Quando ho percepito che quelle parole di amore erano rivolte a me, da mio Padre... beh... si sono smosse diverse cosette.

La seconda è quella che invece ancora mi "insegue", mi lacera come spada a doppio taglio ed é: "Gesù gli disse: 'Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi'...".

Qui sono ancora in cammino. Qui ho già versato lacrime e sangue ogni volta che l'ho rifiutata o l'ho semplicemente idealizzata.

ps. grazie per il vostro blog.

Steve ha detto...

Di fronte a Gesù, io penso che bisogna rischiare, ma con responsabilita'. Ed accettare quel che succede dopo.

Manuela ha detto...

Beh...però è un gran BEL rischio...più che altro è difficile!!!

Alessandro ha detto...

anche non seguirlo è un rischio..con la differenza che se non lo segui non hai nessun paracadute e sei maggiormente responsabile delle tue azioni (zero confessione zero perdono= maggior responsabilità di ciò che compi..nessuno ti puo alleviare le colpe)

Fabio ha detto...

Io spero sempre che sia Lui a seguire noi. Noi possiamo solo cercare di non perderlo di vista.

Flavio ha detto...

Penso che sia un bel rischio :) Un rischio piacevole.

Daniela ha detto...

è proprio così, un rischio che vale la pena correre invece di nascondersi e nn affrontare le proprie paure...

Matteo ha detto...

...beh, se non sai nuotare in effetti...

Salvatore ha detto...

Oltre al rischio è anche una scelta scandalosa: Croce Assicurata...!!ma allo stesso tempo è piena relizzazione di me stesso: diventare come il Signore di cui sono immagine.

Anonimo ha detto...

Qualcuno può aiutarmi a capire concretamente il significato di RINNEGARE sè stesso..?

Grazie

Antonella ha detto...

la mia anima è divisa: da una parte c'e la sete di infinito...il desierio di soddisfare questa sete; all'altra le resitenze, la paura dll'ignoto (o del noto, la stanchezza...

don Mario Aversano ha detto...

Grazie a tutti! A proposito della domanda di Anonimo sul significato di "RINNEGARE SE STESSO", mi viene da dire, dato che Gesù nel Vangelo promette anche gioia e pienezza di vita, che il seguirlo è possibile se si decide di fondare la propria identità su di Lui. Il discepolo, cioè, rinnega se stesso, rinnega la sua autosufficienza, la tentazione dell'autoreferenzialità, per lasciarsi ridefinire dal rapporto con Gesù. Noi ci chiamiamo "cristiani", noi cioè diciamo di essere "di Cristo". In Lui è la nostra vera vita, in Lui siamo chiamati ad un esodo, ad un'uscita da noi stessi per abitare presso di Lui.

Mi aggancio a ciò che dice anche IL MORALISTA nel primo commento: ci sono delle parole che ci invitano ad una partenza, c'è un cammino di conversione che ci porta non solo accanto a Gesù, ma a stabilire in Lui la nostra identità profonda.

La vera sfida per tutti noi è capire come lasciar compiere nella nostra storia la Parola del Signore. Il moralista si interroga ad es. su come vivere una delle proposte più alte del Vangelo. Auguro a lui e a tutti noi di poter scoprire nello Spirito l'opera meravigliosa che il Signore vuole compiere in noi.

herr.proof ha detto...

Butto qui una provocazione.
Quand'anche si accettasse una chiamata come propria...
Quanto il consesso umano aiuta questo cammino, e quanto invece ci si mette di traverso?
Non solo il mondo avverso allo spirituale tout court...
Parlo anche di persone perbene, che magari di fronte a una parola, 'vocazione' (quale che sia, sacerdotale, laica, a fare il ballerino, il clown, il filosofo, il potatore di siepi, etc), dicono 'meglio morto', oggi, come un tempo, come... sempre?
Quanto oggi persino persone cristiane non accettano che qualcuno, e specie uno dei propri vicini o dei propri cari, abbia una via 'impensata' ?

Anonimo ha detto...

grazie don Mario per la risposta. Non sembra facile mettere insieme questa parola "rinnegare" con l'attesa di gioia e pienezza, però forse si tratta proprio di cambiare l'ottica dell'autosufficienza, cercando di lanciarsi, di abbandonarsi in Lui.
Forse, fin quando uno resta ancorato a sè, non riesce a cogliere la potenza della Parola.

don Mario Aversano ha detto...

@ herr.proof
Caro amico, la tua provocazione centra il bersaglio. Molte famiglie cristiane pongono spesso resistenza alla vocazione dei propri figli. Per rincuorarci trovo sensata la parola di Gesù che pone anche nello scandalo e nella "persecuzione" del discepolo due segni che attestano la rettitudine del cammino. Si sono scandalizzati di Gesù, si scandalizzeranno dei suoi discepoli. Guai piuttosto quando parleranno bene di noi (Lc 6,26).