Mamma, dov’è il piccone dei lego?Ma io veramente, dico, rientrando a casa, posando la borsa e sbottonandomi la giacca…
Mamma, guarda il disegno che ho fatto con il mio compagno!
Carino, me lo fai vedere dopo che mi sono tolta le scarpe?
Mamma, non lo trovo il piccone, mi aiuti?
Ah, già giusto il piccone, hai già guardato nella scatola blu? Dico, mentre apro il frigorifero alla ricerca di commestibili…
Mamma, mi dai un pezzo di salsiccia come antipastino?
Eh sì, cioè volevo dire no, pensavo giusto a quello come cena
Mamma, il piccone qui non c'è!!!
Li guardo tutti e due: che ne dite se invece di fare tutte queste cose, ci facciamo le coccoline sul divano? Dopo cercheremo il piccone, guarderò il disegno e cucinerò cena, mentre voi riordinate. Adesso però coccoline per tutti!
Quante volte noi genitori, noi educatori siamo incalzati dalla quotidianità, dagli impegni, dalle incombenze pratiche, che non si possono non fare? Spesso. Possiamo però tirare il fiato.
Fermarci un attimo, 5 minuti e guardarci attorno: prima delle ultime fondamentali decorazioni per il carro di carnevale dell’oratorio, ci sono i bambini che partecipano alla sfilata, che hanno bisogno di allegria e incoraggiamento; prima della lezione di catechismo per i cresimandi, c’è che i cresimandi sono adolescenti con cui stabilire ponti e legami, altrimenti la lezione viaggerà verso il vuoto; prima della cenetta ben apparacchiata, troviamo a casa bambini che vogliono condividere il loro mondo con noi.
Ci sono cose che non si possono non fare; magari, persi, buttati via quei 5 minuti di coccoline, la cena non sarà così “da prova del cuoco”, il carro non potrà concorrere per la sfilata di Viareggio… ma i bambini, i ragazzi, lo sapranno, la cosa più importante, è che, prima di tutte le cose improrogabili , ci siamo noi, la nostra relazione, il nostro affetto reciproco. E che solo da questo prendono senso tutte le altre cose, anche quelle improrogabili...
Tiriamo il fiato per dare più respiro alle nostre vite: ce lo meritiamo noi, se lo meritano i bambini!

6 commenti:
Però alla fine dov'era il piccone???
:-)
Grazie, hai scritto una bella cosa.
Luca Gras
www.pentagras.wordpress.com
Che meraviglia quei cinque minuti di coccoline!
Io bambini ancora non ne ho, mi sposerò tra qualche mese... ma sogno di potermi regalare questi cinque minuti di coccoline, visto che già in questi mesi di preparativi di coccoline siamo un po' a digiuno... :)
Quanto è difficile fermarsi un attimo:la vita è sempre troppo piena, le giornate troppo corte e le cose da fare sono sempre troppe.
Naturalmente dopo il lavoro che occupa sempre più tempo nelle nostre giornate. A volte, mi sembra quasi di correre, correre verso la meta del weekend, dove poter vivere ancora una dimensione "umana" delle nostre giornate.
E invece ogni giorno abbiamo
bisogno di respirare.
Grazie don Mario, in questo momento avevo proprio bisogno di leggere queste cose.
Daniela
Cara Daniela, devi ringraziare Angela! :-) e anche io la ringrazio con te!!
Ogni giorno sento persone che dicono "bene, oggi è già XXX, manca 1/2 giorno/i al week-end" ... E' proprio vero: non facciamo altro che correre rischiando di perdere il Senso ... e certamente trasmettiamo questa frenesia a chi ci sta intorno, a chi ancora sta crescendo e formandosi!
Ricordo mia mamma accogliermi dopo la scuola ... non andava mai di fretta eppure immagino ne avesse tante di cose da fare.
Ricordo la merenda (spesso quasi sinoira) e le chiacchierate.
Quello sì che era "gustare" il tempo ... Da adulti ci si rende conto quanto occorra impegnarsi!
Grazie mamma!!! ;-)
Ciao a tutti,
grazie per le vostre riflessioni e per i vostri ricordi!
@ Viviana, come hai capito, le coccoline vale farsele anche tra grandi... auguri a te e al tuo futuro marito!
@ Daniela, credo anche io che dovremmo il più possibile cercare di coltivare la dimensione umana anche durante la settimana, in mezzo al lavoro e alle incombenze: non solo per non appassire noi (!!!), ma anche per respirare e, se ci riusciamo, anche per produrre ossigeno per chi ci circonda! Proviamo!
@ Claudia, mi rendo conto che parlando di educazione, si finisce per parlare spesso di relazioni familiari; i figli, a volte, ci aiutano a rivalutare la nostra storia e i doni che abbiamo ricevuto, è come un regalo al quadrato! Quando succede, teniamo come preziosi gli insegnamenti che riceviamo, sono il vero motore dei cambiamenti positivi nel nostro metodo educativo.
@ Luca, come era prevedibile, il piccone era in fondo alla scatola dei lego... sotto trattori, macchinine e pezzi vari!
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