lunedì 2 marzo 2009

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Spezzagli, o Dio, i denti nella bocca

Ve la sentite di leggere qualcosa di un po’ forte?
Eccovi allora il Salmo 58:

Rendete veramente giustizia o potenti,
giudicate con equità gli uomini?
No! Voi commettete iniquità con il cuore,
sulla terra le vostre mani soppesano violenza.

Sono traviati i malvagi fin dal seno materno,
sono pervertiti dalla nascita i mentitori.
Sono velenosi come un serpente,
come una vipera sorda che si tura le orecchie
che non segue la voce degli incantatori,
del mago abile nei sortilegi.

Spezzagli, o Dio, i denti nella bocca,
rompi, o Signore, le zanne dei leoni.
Si dissolvano come acqua che scorre,
come erba calpestata inaridiscano.

Passino come bava di lumaca che si scioglie,
come aborto di donna non vedano il sole.
Prima che producano spine come il rovo,
siano bruciati vivi, la collera li travolga.

Il giusto godrà nel vedere la vendetta,
laverà i piedi nel sangue dei malvagi.
Gli uomini diranno: «C'è un guadagno per il giusto,
c'è un Dio che fa giustizia sulla terra!».


Parola di Dio! Sì, può sembrare strano, ma è così: anche questo salmo (e con questo altri ancora di simile tenore) è Parola di Dio. La Bibbia non è un libro di buoni sentimenti, è un libro che ci presenta la verità su Dio e sull’uomo. E la verità sull’uomo è che talora noi siamo abitati anche da questi sentimenti terribili, da questo desiderio di vendetta e distruzione, da una rabbia cieca. Ma che ci sta a fare qui nella Bibbia? Come interpretarlo? Che cosa vuole dirci? Io credo che sia molto importante rifletterci sopra, perché questi testi non solo ci dicono che cosa c’è in noi, senza idealizzazioni, mascheramenti, finzioni, ma ci aiutano anche a trovare una strada per fare qualcosa di questi mostri che ci abitano. Questo testo è un salmo e dunque la strada da percorrere è la preghiera.
Ma ci ritorneremo ancora nel prossimo post.

7 commenti:

talete ha detto...

posso dire che trovo insopportabile un certo modo sdolcinato e immaturo di presentare la fede che a volte si respira nelle nostre comunità? Questo intervento mi piace non solo perchè dice delle cose vere che succedono nel mio cuore, ma anche perchè aiuta a presentare l'esperienza religiosa in un quadro realistico.

Yes ha detto...

Se in me c'è violenza...da dove viene tutto questo? Come distinguere la rabbia buona da quella cattiva?

JEANS ha detto...

Salve!
Non ho ben capito il riferimento alla preghiera...
Devo pregare per non essere travolto da questi sentimenti? Ma non sarebbe anche giusto "lasciarli respirare"?

Viviana B. ha detto...

Don Ferruccio, volevo avvisarti che, come da "minaccia", ho realizzato un post sulla rabbia... :-)
e naturalmente mi farebbe molto piacere una tua visita!
Poi, se posso azzardare una risposta a Yes: non credo esista una rabbia buona ed una cattiva, la rabbia è sempre cattiva in quanto cieca, folle, non ragionata nè ragionevole. La rabbia è esplosione incontrollata. L'aggressività è altro. E', ad esempio, ciò che ci consente di lottare per ciò in cui crediamo, ciò che ci fà buttare anima e corpo in un'impresa cui teniamo, ciò che ci fà anche soccorrere qualcuno in difficoltà invece che limitarci a guardare da un'altra parte.

don Ferruccio Ceragioli ha detto...

Mi pare che quanto suggerisce Viviana (sono andato a visitare il suo sito e consiglio anche a voi di farlo) sulla distinzione tra rabbia e aggressività ofra una buona risposta a Yes. Si potrebbe aggiungere che per quanto riguarda i nostri pensieri e sentimenti bisogna sempre cercare di capire da dove vengono, dove portano e come ci portano: forse anche questo può aiutare. A Jeans invece chiedo di aspettare ancora un po': proverò a dire qualcosa sul rapporto con la preghiera nel prossimo post.

dioamore ha detto...

Don Ferruccio, non si mette una pezza nuova su un vestito vecchio perché la pezza nuova strappa il vestito vecchio. Quei versi vanno interpretati alla luce dell'Antico Testamento, un "vestito" fatto di pelli di cammello, un "cibo" di cavallette e miele selvatico, forse un po' duro da digerire.

don Ferruccio Ceragioli ha detto...

Caro dioamore "La economia della salvezza si trova in vera qualità di Parola di Dio nei libri del Vecchio Testamento; perciò questi libri divinamente ispirati conservano valore perenne". Questa è la costituzione dogmatica Dei Verbum del Concilio Vaticano II. Certo bisogna vedere poi quale è questo valore e come si rapporta a Cristo, "mediatore e pienezza di tutta la rivelazione" (DV 2), ma non si può bypassarli con troppa facilità. Ma mi riprometto di tentare di dire ancora qualcosa su questo. Ciao e grazie del tuo commento, d Ferruccio