mercoledì 18 febbraio 2009

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A sua immagine




"Dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: "Vedi qualcosa?". (Mc 8,22-26)






Ci vuole molta intimità per toccare qualcuno con la propria saliva. Deve essere uno di famiglia. Uno che ha le mani in pasta nella tua vita (Gen 2,7). Uno che ti ha fatto a sua immagine, che vuole farti figlio.

Che tu lo "veda" o no, tu assomigli a Cristo.
Siete fratelli.

5 commenti:

Hinneni ha detto...

Grazie per aver illuminato lamia giornata.

Alieno ha detto...

In questo brano mi colpisce molto anche l'intimità con la quale Gesù prende per mano il cieco portandolo in disparte. Ecco, che bello pensare che mi prenda per mano!

MonicaM ha detto...

Assomigliare a Gesù? Sì, vorrei una chiesa che gli assomigliasse sempre di più. Vorrei poterci mettere di più la faccia.

don Luca Peyron ha detto...

Grazie per i vostri commenti che sono sempre un motivo di riflessione e di condivisione per tutti noi. Permettetemi di ringraziare oggi in modo particolare Monica: metterci la faccia. E' proprio così la Chiesa che il Signore desidera, fatta dei nostri volti, dei nostri carismi. Non rinunciare mai a questo desiderio, anche quando troverai preti un po' testardi o comunità un po' chiuse. Hai duemila anni di storia accanto a te, con lo Spirito del Signore a soffiare!

Martin ha detto...

I fratelli non si scelgono. Ne ho due in casa mia e sono venuti dopo di me. Neanche i miei genitori sapevano bene che cosa stava succedendo. Io di fronte alla fraternità di Gesù mi sento molto spiazzato. Non l'ho scelta, non l'ho cercata. Francamente a volte un po' mi pesa, ma non possa far finta che non ci sia. Non nascondo che a volte mi sembra più semplice la vita di chi non crde o di chi crede a corrente alternata. Io credo in Dio, in Gesù e a volte credere è un fatto drammatico. Scusate se rompo un po' il clima, ma avevo voglia di dirlo.