giovedì 12 marzo 2009

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Bricocenter della fede

L’ufficio parrocchiale è un bazar. Spesso e volentieri i genitori, o i nonni che si affacciano alla parrocchia per chiedere il battesimo dei bambini hanno una consapevolezza della propria fede limitatissima.

Prego a casa, vado a Messa quando mi sento, quelli che ci vanno lo fanno per farsi vedere, da ragazzo sono sempre andato all’oratorio, il battesimo è una tradizione di famiglia… Se chiedete al vostro prete arricchirà l’antologia con le frasi più disparate. Il fai da te della fede, che però diventa anche fai da te della speranza e dell’amore quindi povero povero…

Povero Gesù quando gli apostoli lo facevano tribolare con le stesse domande, il Pietro che lo consiglia su cosa sia meglio fare, quelli che si preoccupano della merenda il giorno dopo la moltiplicazione dei pani.

In ufficio parrocchiale, in modo molto poco mistico, imparo cosa significa essere sacerdoti al modo di Gesù: avere tante, mille marce, per poter camminare a fianco di chi cammina e non spegnere i lucignoli fumiganti. Anche se ogni tanto ti assale la tentazione di prendere a male parole (o pedate?) qualcuno....

Preti più pazienti di me e laici impegnati a difendere la verità, con carità, cercasi…

18 commenti:

Viviana B. ha detto...

Questo post è fantastico!
Anch'io sono stata una battezzata "per tradizione" (nel senso che i miei ci credevano, io molto meno), un'adolescente inquieta e che rifuggiva l'oratorio, una giovane donna "credente ma non praticante" (che, a ripensarci adesso, è come dire di essere uno sportivo perchè si guarda il basket in tv, guardandosi bene dal giocarlo... ma va beh!).

Di preti, più o meno pazienti, ne ho incontrati parecchi. Grazie a Dio non ho mai trovato sacerdoti che mi prendessero a pedate... :-)

L'ultima, sfornata fresca fresca dal mio parroco quando Davide ed io siamo andati da lui per le pubblicazioni e ci ha chiesto come mai volevamo sposarci in chiesa. Noi, dopo aver risposto che essendo entrambi credenti ed innamorati, era questo l'unico modo per unirci per la vita, gli abbiamo chiesto che senso avesse quella domanda. E lui ci ha detto che ha senso, perchè non tutti si sposano in chiesa per gli stessi motivi. Una coppia, ad esempio, gli aveva risposto con candore disarmante che se non si fossero sposati in chiesa non avrebbero avuto in dono la casa in cui andare a vivere...

In effetti credo che molti tuoi "colleghi" potrebbero ampiamente continuare l'antologia. E sono d'accordo con te nel dire che la pochezza di fede diviene pochezza d'amore e di speranza. Ma non so quanto i parroci possano farci.
Non vorrei sminuire nè voi nè il vostro operato, sia ben chiaro, ma nel mio caso la fede è stata frutto di esperienze, di vita. Mentre camminavo Dio mi ha giudato in una direzione invece che in un'altra. E lungo il cammino ho trovato un sacerdote che non mi ha preso a pedate, questo sì, ma non è che abbia fatto o detto, lui, qualcosa di particolare. Il sentiero era tracciato, io l'ho soltanto seguito, un passo dopo l'altro.

S. ha detto...

Isaia ti direbbe: "Manda me".

Io da praticante ti dico che spesso bisogna avere molta pazienza anche con certi preti. Perché quando c'era qui da me in ufficio il cappellano dell'ospedale che parlava al telefono con un parroco tornato da una settimana di ospedale dicendogli: "Scusa se non sono riuscito a venire a trovarti" un bel calcio negli stinchi glie lo avrei mollato volentieri.

paolo ha detto...

Anche se ogni tanto verrebbe proprio voglia di prendere a pedate qualcuno, almeno avrebbe motivi più seri per dire che la Chiesa non è accogliente…

Come ti capisco don Luca. Non preoccuparti, Dio ha scelto proprio te non c'è bisogno di cercarne altri ...e chiede di sopportare anche chi come me che spesso e voltentieri si atteggia a Pietro e dispensa consigli a destra e manca senza rendersi conto dove é impiantato effettivamente il trave (dice mia moglie)... ;) BUONA GIORNATA FORZA!!!

Gianandrea ha detto...

Da fedele laico comprendo l'amarezza di Don Luca. Purtroppo la vera fede in Gesù Cristo è merce sempre più rara sia fra i fedeli che (mi si perdoni) fra i religiosi.
Ma è tutta la società ad essere estranea a Cristo e a ricordarsi di Lui solo nella grandi occasioni.
C'è da soffrire per il poco amore a Cristo del nostro tempo, come Cristo ha sofferto nel Getsmani, vivere pregando e seminando confidando solo in Lui. E' dura essere discepoli di Gesù, ma la posta in gioco è importante.
Io stesso, nel mio piccolo, ho incontrato "fedeli" che si sposavano in Chiesa "perchè le foto vengono meglio" e sacerdoti che "non potevano prendersi preoccupazioni per gli altri". Purtroppo grano e zizzania crescono sempre insieme e c'è da pregare che la Grazia di Dio ci mantenga sempre nella prima categoria..
Teniamoci presenti nella recisproca preghiera. Un caro saluto ed un augurio (di saper tenere fermi i piedi anche quando "prudono")

Maria Cristina ha detto...

E' bello vedere l'altra faccia della medaglia! Certe volte mi chiedo se le domande che ci formulate siamo "ingenue" o scaltre!
Nel mio caso le scelte sono state sicuramente 'imposte' - Battesimo Comunione Cresima - oltre al contributo dell'oratorio, che per altro era l'unico luogo di incontro per i ragazzi!
Poi l'adolescenza, i 7 anni di scuola dalle suore, che con umiltà e discrezione ci hanno ACCOMPAGNATO, FORMATO e non FORZATO. A 18 anni assisto per la prima volta alla sofferta morte di un mio amico; il tumore prima gli porta via una gamba e poi la vita.
Nonostante il percorso formativo seguito negli anni, le domande affiorano ed è difficile per una ragazza di 18 anni, e comunque ancora ‘bambina’, avere risposte corrette; ne deriva il classico "rifiuto", del resto siamo tutti un po' ribelli!
Però quando si incontra la persona giusta diventa difficile rifiutare, ed io la persona giusta l’ho incontrata con mio marito...e anche quando ti vengono rivolte domande che giudichi come ENORMI PEDATE in faccia, o banalmente ti viene rifiutato il nulla-osta per celebrare il Matrimonio nel luogo che si ritiene importante...ma questa è un'altra storia...vai avanti con forza e caparbietà se credi di essere nel giusto.
Siamo sposati da 11 anni e abbiamo 2 splendidi bambini, che ci riempiono la casa di gioia, e non ci fanno pensare alle preoccupazioni che la vita ci impone. Spero di insegnare a loro quello che i ns genitori hanno insegnato e passato a noi. Spero che non si scoraggino, così come non dobbiamo scoraggiarci noi, e trovino la forza e la PAZIENZA per superare la voglia di SFERRARE PEDATE!
E’ vero la pazienza a volte scappa…e monta il nervoso! Se mai ci dovessimo incontrare mi terrò alla giusta distanza, perché come dice mio marito ...a volte riesco a essere impossibile…! ERGO A TIRO!
Forza e coraggio, la ricetta giusta non esiste…bisogna guardare dentro di noi per trovarla, e poi…saperla dosare!!!anche con un po’ di ironia e umorismo. ;-))
Con grande simpatia
p.s. a onor del vero le pedate talvolta fanno riflettere!

Paolo ha detto...

Oggi sono tanti i seguaci del "Vangelo secondo me...". Però ci consola il fatto che questa storia continua, nel bene e nel male, da 2000 anni e sappiamo che mai finirà!

Laura ha detto...

E'con vero piacere che ho letto il tuo commento da me, anche con un pò di stupore, essendo io lontana dalla fede e avendo scritto quel post di stamattina ben sapendo che in altri momenti la notte del mio cuore è stata solamente notte, senza nemmeno uno spiraglio...ma le tue parole sono state davvero molto belle e importanti per me e devi sapere anche che ne ho incontrati pochissimi di preti capaci di ascoltarti, forse è anche questo un motivo per cui adesso sono lontana più che dalla fede dalla Chiesa...sarei felice se tornassi a leggere il mio blog ogni tanto...con l'augurio che Dio illumini ogni giorno il tuo cammino ti lascio un sorriso:-)

Matteo ha detto...

"Preti più pazienti di me e laici impegnati a difendere la verità, con carità, cercasi… "
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Anche preti e laici cristiani che siano se stessi, tanto pazienti da pazientare prima di tutto con se stessi.....
eh?
ciao
Matteo

matteo ha detto...

"vera fede in Gesù Cristo è merce sempre più rara sia fra i fedeli che (mi si perdoni) fra i religiosi."
==========================================
Io non pretenderei troppo.
Gesù guariva anche senza chiedere preventivamente la fede, e io non sono certamente superiore a lui....
Chi si ricorda di quel cieco, che stava per affari suoi, arriva Gesù e si impiccia.....!!!!
Insomma...
siamo ancora sulla terra vero?
Non abbiamo ancora cambiato pianeta!
Allora questa è l'umanità con cui ha avuto a che fare Gesù.
Io non vorrei più di Gesù.
ciao
Matteo

Caterina63 ha detto...

Cara Laura, mi rivolgo a te perchè le tue parole: " ne ho incontrati pochissimi di preti capaci di ascoltarti, forse è anche questo un motivo per cui adesso sono lontana più che dalla fede dalla Chiesa..." sono le stesse espressioni che usa mio marito quando parliamo di fede, di Chiesa, di Sacramenti, di sacerdoti ^__^
Devo dire che a me il Signore ha risparmiato molto forse perchè orfana (ma non mi ha tolto nessuna croce ^__^ ), mi è stato sempre vicino in qualche modo ma come dice sant'Agostino "Tardi t'Amai" perchè tante cose non le si comprendono subito, ci vuole del tempo e le cadute servono, e Dio ha i suoi tempi e tu dimostri di avere in fondo al tuo cuore una profonda volontà di non chiudere alcuna porta...^__^ ecco fidati così di Gesù e scoprirai nel sacerdote il suo volto più bello...
E' come quando ci si innamora e nell'amato si evita di sottolineare i difetti (a meno che non siano gravi e comportamentali eh! al limite lo si corregge con pazienza), così è per il sacerdote, si guarda a quello che ci da, senza di lui non avremo Gesù Eucarestia, non avremo i Sacramenti, la Confessione...guarderemo solo a quelle mani consacrate per venerarle, quelle mani attraverso le quali Gesù compie il prodigio Eucaristico...assolve dai peccati, benedice...
Ecco, ti aiuti questo Amore a Gesù Eucarestia a vedere i Sacerdoti e ad amarli di più quando sbagliano...e con l'amore arriva la pazienza perchè tutto si perdona a chi si ama di cuore...
Santa Quaresima a tutti, CaterinaLD

Anonimo ha detto...

La pedatona di don Camillo a Radames Gniffa fu miracolosa...:-)))

paolo ha detto...

Ciao Matteo, sai però cosa passa - anche - tra le righe del tuo
commento ?

"Lasciamo le cose restino così come sono, non dobbiamo pretendere troppo.
In fondo Gesù non ti chiede se hai o non hai fede, ti guarisce lo stesso."

E sulla gratuità di Gesù non si discute... però - dico io - non restiamo fermi,
potremmo restarne delusi !

Altra considerazione. E' sempre difficile dialogare con un commento
(cioè senza aver di fronte la persona che possa ribattere e spiegarsi meglio).
Mi rendo conto che molti di noi qui nel blog - io per primo, eh -
prendono le parole di un utente, le sradicano dal loro contesto e commentano.
C'é poco tempo e purtroppo non si può fare altrimenti... ma si rischia di
fare un po' quello che fanno i testimoni di genova .
Perciò e da prendere un po' tutto con le pinze.



Buona notte a tutti.

PS Grazie a chi con tanta prontezza e generosità gestisce questo blog
PS2 GianAndrea, avanzo una pizza !

don Luca Peyron ha detto...

Questo blog vive molto dei vostri interventi che ci fanno un gran bene: grazie a tutti. In breve reagirei così: anche noi preti riusciamo molto bene ad essere irritanti e sballati. Credo che sentendoci tutti parte di una famiglia sarebbe tutto più sereno e proficuo, saremo capaci di maggiore ascolto, insieme, di Gesù e gli uni degli altri!
@Matteo: se cerchiamo la verità, di fare verità non ci accontenteremo mai e la vita sarà un viaggio affascinante.
@Laura: sei sempre la benvenuta in ciò che vorrai dirci e raccontarci.
@Caterina: grazie dell'affetto, resta che anche noi preti abbiamo bisogno di tiratine di orecchie.

matteo ha detto...

@paolo ha detto... - 12 marzo 2009 22.22
mi dispiace che mi vuoi interpretare per quello che non ho detto.
Cio' che non dico, non dico, non lascio alcuna interpretazione, il vostro parlare sia sì sì, no no.
Dunque quello che tu dici che io debba pensare non è purtroppo il mio pensiero.
Quello che è vero che io non cerco di non chiudere una riflessione, non dò definitività al mio commento, perchè la definitività non è di questa vita.
L'ultima e vera definitività la mette la morte.
Per il resto la vita , finchè c'è, è aperta a tutte le prospettive, e l'uomo/donna, sono chiamati ogni giorno a fare scelte.
La quotidianità è l'unica sicurezza,
perchè io sono certo del mio presente e null'altro, razionalmente.
Il resto/futuro della mia vita è nelle mani del Signore, e voglio continuare a lasciarlo nelle mani del Signore.

Mio buon don Luca,
non accontentarsi mai,
è un'arma a doppio taglio,
non siamo angeli,
ma siamo uomini con tutte le fragilità della umanità,
essere incontentabili,
può portare a ansia, perdita del senso del reale, e altro che non cito, perchè la verità spesso, molto spesso è un fantasma soggettivo.
Cercare sempre il volto di Dio in Cristo è quello che dovrebbe fare il cristiano, anche se sacerdote.
Da una determinata epoca storica in poi questa ricerca non è stata data molto per scontata, per cui molte persone durante i secoli, entravano nella vita contemplativa, in monastero, per mettersi in quella sequela che era il Quaerere Deum, concetto di epoca precedente a Benedetto (intendo s.Benedetto!!!!)

I preti hanno bisogno di tirate di orecchi?
Perchè sono superman, che non sono stati in grado di salvare Metropolis? dagli attacchi o malvagità di Lex Luthor?

"un essere accreditato presso Dio, ma a cui mancasse il legame di solidarietà con noi, non potrebbe essere il nostro sacerdote"
"Bisogna essere passati attraverso le stesse prove, le stesse sofferenze di coloro che si vogliono aiutare. Cristo sa compatire perché è stato provato in tutto come noi”
(Il sacerdozio in Vanhoye)
E questo si riaggancia al commento che ieri ti ho inviato personalmente.

Un saluto sincero e grato del piacere di visitare questo blog.
Nemmeno il Seminario Romano è stato capace di fare un lavoro come il vostro, nonostante abbiano "qualche" seminarista in più...

paolo ha detto...

dalle mie parti si dice "ghemo ciapà la suppa" ... caro don luca se vuoi ci consoliamo davanti a una bella birra !

don Luca Peyron ha detto...

Sono convinto che diciamo insieme i due lati della medaglia, proviamo a guardarli tutti, tutti e due... il prete è un uomo che deve avere delle fragilità per essere vero, per non appoggiarsi su se stesso ma sul Signore. Nello stesso tempo è un uomo a cui è stato fatto un grande dono da condividere: deve cercare di esserne il più degno possibile, senza stancarsi ogni giorno, con tenace umiltà. E' tempo di scelte forti e di uomini forti che le portino avanti, quella violenza sana di cui parla la Scrittura. Ancora grazie della vostra presenza in dialogo.

Viviana B. ha detto...

@ Gianandrea: concordo con te! Soprattutto con "Teniamoci presenti nella recisproca preghiera. Un caro saluto ed un augurio (di saper tenere fermi i piedi anche quando "prudono")". :-)

Anonimo ha detto...

Ho preso qualche pedata nella vita, anche da presbiteri. E devo dire che mi hanno fatto un gran bene...col senno del poi. Adriana