venerdì 20 marzo 2009

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Dai fatti alla Parola


Carissimi,
non so a voi, ma a me la Parola di Dio piace. Mi piace leggerla, meditarla, commentarla nella liturgia: perché la Parola viene da Dio come rivelazione del suo disegno di amore per noi.

Come arcivescovo di Torino la gente si aspetta da me una parola, sia i fedeli che, altre volte, le altre persone. Mi rendo conto, come raccomando spesso agli aspiranti diaconi e sacerdoti, che se non medito la Parola sono come un bronzo che risuona inutilmente, come scrive san Paolo (cfr. 1Cor 13,1 ss.), un megafono che dice cose che non sostanziano la vita delle persone.

E voi? Ci mettete solo del vostro in quello che dite?
Mettiamoci ad ascoltare insieme lo Spirito Santo, riempiamo dei desideri di Dio la nostra esperienza e potremo dire ai nostri amici e fratelli parole di vita eterna!

Con una grande ed affettuosa benedizione.

11 commenti:

Silvio ha detto...

Io ci provo a mettere qualcosa che non sia mio, ma ammetto che è molto difficile sia avere la prontezza nel pensare a cio' che devo dire sia a perdere l'abitudine di pensare solo con la mia testa

dioamore ha detto...

Dai fatti alla Parola o ... dalla Parola ai fatti ?

Come dire: dal cielo alla terra, perché la Parola che proviene dal cielo va poi tradotta e compiuta in terra. Non lo dico io, ma lo dice lo Spirito Santo.

Meditare la Parola non è semplice, perché spesso la meditazione è condizionata dalla traduzione dei testi sacri e non sempre le traduzioni riescono a trasmettere con fedeltà quello che gli evangelisti ci vogliono dire.

Molti termini usati da Gesù e dagli evangelisti trovano un loro significato e una interpretazione nell'Antico Testamento. Chi non ha una approfondita conoscenza dell'Antico Testamento, può trovare difficoltà nel riuscire a dare una corretta interpretazione a molti termini e parole usate nei testi evangelici.

Il rischio è quello che il lettore improvvisato dei Vangeli non capisca o stravolga il significato di molte parole e rischi di prendere fischi per fiaschi.

Se poi pensiamo che teologi e biblisti hanno spesso opinioni diverse su come tradurre e interpretare certi passi del vangelo, si comprende come il fedele alla fine resti disorientato.

Penso che le varie Bibbie che la Chiesa propone alla lettura dei fedeli, dovrebbero riportare un nutrita didascalia e note a margine dove si possa dare una spiegazione dettagliata del significato e dei termini usati dagli evangelisti. Si dovrebbe spiegare perché si è tradotto il testo originale in un certo modo, offrendo anche le diverse opinioni provenienti da teologi e biblisti più accreditati.

Purtroppo le didascalie e le note a margine, a mio avviso, sono insufficienti nelle edizioni più economiche della Bibbia, mentre quelle più complete si trovano nelle edizioni più costose non sempre nella disponibilità economica di tutti.

Filippo ha detto...

Cardinal Poletto, è un onore avere la possibilità di parlare con Lei. Volevo chiederLe: non Le è mai venuto il dubbio che Dio non esista?

ramia Riccardo Fertino ha detto...

Buon pomeriggio Eminenza.

Avevo scritto un commento al Suo primo post da blogger, parlandoLe anche di un mio sogno.
Poi Don Mario aveva gentilmente invitato quanti si erano firmati con nome e cognome, come era il mio caso, a scriverLe in privato per ricevere la risposta.
Così, con entusiasmo e speranza, Le avevo prontamente inviato un’email.

Anche se non sono cattolico, mi aspetto anch’io una Sua parola, proprio come Lei scrive in questo post.

Grazie in anticipo, qualunque sarà la Sua parola.
Fosse anche un “NO!” io confido che Lei, con la Carità che La distingue, mi aiuterebbe certamente a comprenderne il motivo.
Nel frattempo continuo a sperare di ricevere una risposta affermativa, perché in questo blog è stato rimarcato il messaggio evangelico “A chi bussa sarà aperto”... e ciò mi sprona a “bussare” ancora, umilmente, alla Sua Benevolenza.

La saluto caramente,
ramia Riccardo Fertino – webmaster di Anima Universale

Card. Severino Poletto ha detto...

A Filippo, che mi domanda se mi è mai venuto il dubbio che Dio non esista:

Caro Filippo,

i dubbi sull’esistenza di Dio sono di due tipi. Possono essere una tentazione per negare l’esistenza del Signore oppure possono essere uno stimolo ad approfondire gli argomenti che ci convincono sempre di più che Dio esiste davvero.

Quando mi dovesse assalire il dubbio sull’esistenza di Dio, che non vedo e non sento sensibilmente ma di cui sono certissimo che esiste, cerco di fare interiormente questo percorso nella preghiera: innanzitutto chiedo al Signore il dono della fede, perché la fede è dono che viene da Lui, e poi mi soffermo a riflettere su tutti i grandi segni che Dio ci ha dato della sua esistenza, la creazione, la chiamata del popolo d’Israele nell’Antico Testamento, e, soprattutto, l’incarnazione del Verbo, attraverso la quale Dio ha voluto dimostrare che non solo esiste ma che ci ama così tanto da mandare sulla terra il suo Figlio Gesù, che con la sua passione, morte e risurrezione ci ha dato la prova che Lui non è un semplice uomo, ma che è veramente il Figlio di Dio.

I dubbi devono essere affrontati e superati con argomenti e motivazioni che convincono e danno grande pace.

Un caro saluto a tutti!

Filippo ha detto...

Gentilissimo Cardinal Poletto,
sono stato contentissimo di leggere la Sua risposta.

Ecco cosa penso della questione.

Un sistema logico è non-contraddittorio se da esso si può dedurre al più una sola delle due proposizioni A e nonA.
Per esempio consideriamo un sistema S i cui assiomi sono:
1.Gli asini volano
2.Ciccio è un asino
3.I cani non volano
4.Fido è un cane.
Consideriamo la proposizione A: "Ciccio vola e Fido no".
Nel sistema A è vera e nonA è falsa.
Fra A e nonA solo A può essere dedotta.
Se B fosse "Tutti gli asini sono cani" B sarebbe falsa perché allora un asino dovrebbe al contempo volare e non volare.
NonB è vera e dunque una sola fra B e nonB può essere dedotta dal sistema.
Se C fosse "Gigio vola", dal sistema non si può dedurre né C né non C.
Concorderà con me che qualsiasi frase D sceglie si possono presentare 3 casi: o dal sistema si
deduce D, o si deduce nonD, o non si deduce né D né non D.
L'importante è che non si deducano insieme sia D che nonD.
Il sistema è quindi non-contradditorio.

Adesso consideriamo un sistema S non contraddittorio e un assioma C che non appartiene ad S e non è deducibile da S.
Succede una cosa un po' controintuitiva: i sistemi S+C e S+nonC sono entrambi non contraddittori.
Esempio:
S ha per assiomi:
1.Gli asini volano
2.Ciccio è un asino
3.I cani non volano
4.Fido è un cane.
C è "Gigio vola".

Sembra una banalità, ma questo fatto è legato ad esempio alla nascita delle geometrie non-euclidee.
S è un sistema con 4 assiomi detto geometria neutrale e C è il famoso quinto postulato delle parallele.
S+C è il sistema della geometria euclidea. L'enunciato del quinto postulato C è molto più
complicato degli altri 4 e per questo si è sempre cercato di dedurlo dagli altri ma senza alcun risultato.
Quando è stato dimostrato che C è indipendente da S, la geometria neutrale, sono iniziati gli studi su un nuovo tipo di geometria: la geometria iperbolica il cui sistema di assiomi è S+nonC.

Analogamente proprio il fatto che l'esistenza di Dio non è razionalmente dimostrabile implica che sia il sistema del credente che ha per assioma l'esistenza di Dio, sia quello dell'ateo che ha per assioma la non esistenza di Dio sono entrambi non contradditori.

Parlo da un punto di vista logico: non mi importa che ci sia una corrispondenza con una realtà metafisica esterna.

Ciò che voglio dire è questo: è ovvio che o Dio esiste o Dio non esiste.
Però se l'esistenza di Dio non è dimostrabile razionalmente allora un mondo con Dio e un mondo senza Dio sono entrambi non contraddittori.

Allo stesso modo lo spazio fisico in cui viviamo o è euclideo o è non-euclideo ma questo non toglie che sia la geometria euclidea che la geometria non euclidea sono non contraddittorie.

Ed è proprio per questo che sono agnostico: essere agnostici vuol dire non solo essere non contraddittori, ma essere certi che ci sia una corrispondenza con la realtà esterna. Né il credente, né l'ateo possono avere questa certezza, sebbene esattamente uno dei due ha ragione.

Il mio scopo è questo: fare in modo che tutte le frasi in cui credo siano vere.
Dell'esistenza di Dio non ci sono prove, pertanto non so dire se è vera e dunque non ci credo.
Però dire: "non credo che Dio esista" non equivale a dire "credo che Dio non esista".
Sono due cose molto diverse.
E' ovvio che se credo che Dio non esista non posso credere che Dio esista.
Ma se non credo che Dio esista non è detto che creda che Dio non esista.
Io non credo nè che esista nè che non esista.
Questa è l'unica possibilità per avere la certezza di credere solo in frasi vere.

E' ovvio che spero che Dio esista, ma è altrettanto ovvio che il fatto che io lo desideri non basta per concludere che Dio esista davvero.

Spero di non essere stato troppo noioso o contorto.

La ringrazio ancora della Sua risposta.

Se ha tempo le propongo di leggere un brano di uno dei più grandi logici viventi: Raymond Smullyan.
Il racconto si intitola "Dio è Taoista?".
Smullyan forse è l'unico scrittore ad essere apprezzato sia dai credenti che dai non credenti.
Sono sicuro che le piacerà.

Il primo link ha il testo in italiano.
Il secondo link ha il testo in inglese.

http://neurone.altervista.org/files/dio_taoista_1.php

http://www.mit.edu/people/dpolicar/writing/prose/text/godTaoist.html

E’ una lettura divertente e illuminante che consiglio a tutti.

Andrea ha detto...

Ciao Filippo.

Dal punto di vista logico, il tuo discorso è sensato. E' anche vero però che, scegliendo di non credere nè che Dio esista nè che non esista ed evitando il rischio di credere ad una cosa non vera, d'altra parte ti precludi la possibilità di credere ad una cosa non solo vera, ma fondamentale del mondo in cui vivi, che questa sia l'esistenza o la non-esistenza di Dio.

paolo ha detto...

Ciao Filippo, non voglio convincerti di niente tanto alla fine ci ritroveremo nello stesso posto...
e probabilmente ci sbellicheremo dalle risate a vedere come discutevamo se c'é o non c'é Dio... ;)
Buona domenica a te !

Filippo ha detto...

Andrea, sono d'accordo con lei.
Legga questo breve passo, con particolare riguardo all'ultima frase:

http://www.marianotomatis.it/index.php?id=libro&book=smullyan1

Filippo ha detto...

@Paolo

Speriamo...

Andrea ha detto...

Più o meno quello che ti dicevo io, giusto? :)