Dal Vangelo secondo Giovanni (2,13-25)
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.
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sabato 14 marzo 2009
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III Domenica di Quaresima
Pubblicato da
don Gian Luca Carrega
alle
17:00
Etichette:
La parola del giorno,
Video Omelia
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2 commenti:
«Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?»
Don Gian Luca, io vengo a pregare nel tuo tempio. Gesù invece è quel tempio che risorge dopo tre giorni e che va incontro al peccatore per salvarlo. Se è Gesù che ci viene incontro con quel tempio che è il suo corpo, non c'è più bisogno di un tempio di mattoni dove andare a pregare e a fare sacrifici, perché tu ed io insieme, uniti nel nome di Gesù, siamo un tempio che può accogliere il Gesù che ci viene incontro e ospitarlo in mezzo a noi.
Ciao Dioamore,
perdona il ritardo con cui rispondo, ma il computer era andato KO e ci sono voluti proprio 3 giorni per farlo risorgere...
Naturalmente, per il cristiano la questione dei luoghi è secondaria (ricordi la disputa con la Samaritana in Gv 4?). D'altra parte è anche vero che la dimensione esteriore (anche estetica?) del tempio-chiesa-edificio ha un valore profondo per la nostra fede, se non altro come "segno" che ci ricorda la Pietra angolare su cui siamo edificati.
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