domenica 15 marzo 2009

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Il mio tempo e (é) quello di Dio

Ore 5.45: è ora di alzarsi. Che bello! Inizia un nuovo giorno e non c’è modo migliore di farlo se non preparandosi bene, scendendo in anticipo in chiesa per iniziare la giornata con la comunità.

Mi alzo e mi affaccio in corridoio; non sono l’unico che ha lo stesso desiderio, già altri si sono svegliati con circa tre quarti d’ora d’anticipo rispetto alla sveglia delle 6:30.
Adesso che sono pronto è ora di scendere in chiesa e di godermi l’ora di intimità che sono riuscito a ritagliarmi con il Signore. Entrando trovo un clima di speciale raccoglimento, qualcuno è già arrivato prima di me e ha acceso poche luci, l’indispensabile per poter leggere. Ma ecco al fondo della chiesa vedo la luce più bella: la lampada che arde al fianco del tabernacolo su cui posso finalmente fissare lo sguardo e verso cui posso orientare il mio cuore e le mie preghiere. Vorresti sapere cosa dico o cosa faccio lì davanti più di quello che già non ti ho già detto? Tu cosa faresti? Va ugualmente bene, anzi forse meglio!

Questo inizio prepara l'incontro più importante: alle 7:00 la comunità è tutta riunita in cappella per la celebrazione dell'eucaristia, che si prolunga ancora in un tempo di meditazione sulla Parola.

Descrivendovi le prime due ore di una qualunque giornata in seminario vi ho anche detto gli elementi fondamentali che tengono viva la comunità: la preghiera personale e quella comunitaria.
Come riuscirei infatti a ritagliare un tempo per ascoltare gli altri se prima non mi sono ritagliato un tempo per ascoltare l’Altro che mi vuole parlare?

Enrico

1 commenti:

Annachiara ha detto...

E' bello pensare che quando ancora sto dormendo qualcuno già prega anche un po' per me. Grazie Enrico!