martedì 24 marzo 2009

47

Se ti dico Porno...


Ci ho pensato un po' su! Poi mi sono detto che avreste capito e che valeva la pena affrontare il discorso.
Non sono poche le persone che mi parlano della loro “dipendenza” dalla pornografia o della frequentazione più o meno saltuaria di qualche sito erotico o chat-line. Succede con persone adulte e con persone giovani. Recentemente anche un ragazzino di 12 anni..., me ne parlava con tono affannato, si sentiva malissimo.
Mi sono chiesto: scrivo un post raccontando una storia, come ho fatto nelle ultime settimane? O ne parlo direttamente? Be', avete capito la risposta.

Subito una premessa: non sono colpito dal fatto che noi abbiamo delle debolezze. Diventato prete, ascoltando le persone, ho spesso toccato con mano quale sofferenza ci possa essere dietro a tanti comportamenti o cadute e questo più che abbattermi mi ha fatto sperimentare la profondità dell'amore di Dio e la reale efficacia della sua guarigione. Il mio intervento non vorrebbe quindi essere l'ennesima censura. Non ce ne sarebbe bisogno: tutti normalmente sono consapevoli dell'inganno e della tristezza che si nascondono nella pornografia.

Vorrei anzi rivolgere una parola di speranza e di incoraggiamento ai tanti navigatori solitari della rete: non lasciatevi incastrare dalle vostre angosce! Ve lo dico con affetto. Lo dico alle persone che me ne hanno parlato con sofferenza, a chi fosse capitato qui per caso (magari anche per il titolo di questo post, segnalato da un motore di ricerca), a chi studia, a chi è sul posto di lavoro, a chi di notte passa troppo tempo solo nella sua stanza. Il fenomeno del porno ha un'espansione inquietante e tocca trasversalmente uomini e donne di ogni età, di ogni condizione sociale o professionale. Ma mi rivolgo in particolare ai giovani, alle persone in gamba, buone, intelligenti, capaci... che incontro tutti i giorni, perché, per inciampare in queste esperienze, non bisogna essere strani o malati, ma certo con il tempo ci si può fare male.

Parlo di questo perché vorrei che nessuno smettesse di sognare, perché mi dispiace che si rinunci a cercare l'altro, le persone, i volti veri, gli affetti. Lo dico perché si possono assecondare dinamiche distruttive, rinunciando alla vita e alla sua bellezza. Nutrendosi di un cibo che indebolisce e mortifica.

Il tag del post, anche questa settimana, è “vocazione”. Non sono andato fuori tema.
C'è un tesoro che ti aspetta! Se lo stai cercando, non lasciarti bloccare dalla zizzania che c'è nel tuo campo. Se lo hai già trovato, abbine cura...dilatalo, fallo conoscere!
La prima vocazione di ogni persona è l'Amore. Si può sempre ricominciare.
E Dio è il principio di ogni nuovo inizio.

47 commenti:

Marco ha detto...

...quando sei su internet, quando apparentemente sei in contatto con il mondo, puoi in realtà rimanere bloccato, puoi lasciarti rapire da una tentazione e poi dirti anche che quello che succede qui non è poi così vero, non è poi così grave...è solo finzione. Solo che a furia di perdere tempo in finzioni si diventa appunto falsificati. Buona navigazione a tutti...e occhio agli squali!

Anonimo ha detto...

Forse è diventato difficile amarsi. Siamo tutti così narcisisti, depressi...
E poi ci sono le cattive abitudini, no?
Per questo è preoccupante che a 12 anni uno incominci a fare queste esperienze...poi nella vita vera che cosa cercherai?

Anonimo ha detto...

Internet, purtroppo nasconde molte insidie.
Però un sinonimo di Internet è RETE, mi ricorda molto quando nel vangelo si dice: "sulla Tua parola getterò le reti...".
La rete può essere anche utilizzata per seminare germi di speranza nelle nostre comunità, nei giovani che aime' purtroppo si avvicinano molto più volentieri ad un Computer che ad un oratorio.
A proposito dell'amore umano.
Sarei lieta di condividere con voi questa esperienza:
http://www.sanpro.org/sposicristianifrancescani/index1.html
E' un modo per vivere la propria casa, la propria famiglia, la propria vita di sposi come piccola Chiesa domestica e sotto la protezione di San Francesco d'Assisi.
Un saluto a tutti gli internauti
Cinzia Pennella

paolo ha detto...

Facendo il verso alla bellissima vignetta di Lele Corvi direi "Corno subito" nel senso che questa dipendenza - per quelle persone che condividono la vita con una compagna/o - é cercare altro, un po' come tradire... per fortuna che "La prima vocazione di ogni persona è l'Amore. Si può sempre ricominciare."

il moralista ha detto...

Bel post (anche se, don Mario, mi avevi abituato alla sintesi...!!!).
Ci sono due cose che si connettono misteriosamente (la connessione la capisco solo io, ma non vi annoio): l'esperienza che Cinzia Pennella segnala (ciao, vi prego di contattarmi sul mio blog, abbiamo qualcosa da condividere...) e un incubo a sfondo pornografico che ho avuto durante un momento chiave della mia vita, il corso vocazionale presso i frati minori di S. Maria degli Angeli...

è vero, don Mario, la parola chiave, misteriosamente è proprio vocazione... e come dice Robin Hood al suo piccolo amico Saetta (nel famoso film animato della Disney), di fronte alle debolezze a cui si appiglia colui che separa, "non lasciarti abbattere!"....

dioamore ha detto...

Prostituzione e pornografia sono due facce della stessa medaglia. Chi ha fatto il militare sa quanta pornografia circola nelle caserme. Tuttavia non vedo tante denunce nei confronti della pornografia in caserma, tante quante ne vedo invece per quanto riguarda Internet. Forse perché la pornografia in caserma è meno appariscente?

Chiediamoci da dove nascono prostituzione e pornografia. Chiediamoci perché si arriva a pagare persone per mettere in piazza le proprie prestazioni sessuali o per offrirle.

La ragione, secondo me, è perché c'è una domanda e dove c'è una domanda c'è una offerta, secondo le più elementari regole del mercato.

Ma Perché c'è una domanda di prostituzione e di pornografia? Perché, dal mio punto di vista, finché esiste l'istituto giuridico della proprietà privata e quello del matrimonio civile che fa della donna un "bene" di proprietà privata dell'uomo (detto brutalmente), ci sarà sempre domanda di prostituzione e pornografia e ci sarà chi la offrirà, come in tutti i mercati, dove alla domanda segue l'offerta, al di là delle moralità di certi beni di scambio.

Don Mario, fai bene a sollevare questi problemi, ma io ti dico che fino a quando proprietà privata e matrimonio civile saranno i cardini su cui poggia la nostra società, prostituzione e pornografia conviveranno insieme a noi, così come il mercato della locazione e dell'affitto convive con il mercato della compra-vendita.

Se vogliamo eliminare prostituzione e pornografia che fanno dell'amore sessuale una merce di scambio a pagamento, occorre reinterpretare il nono e il decimo comandamento della legge di Dio, alla luce del messaggio di Gesù, perché dove si elimina la domanda, si elimina anche la risposta, cioè l'offerta. Tu te la senti di farlo?

Anonimo ha detto...

Apprezzo il tono dell'intervento, soprattutto la delicatezza e l'ottica con cui si parla di un problema davvero grave per chi lo patisce, come dipendente o come partner di un dipendente.
Suggerisco a tutti, chi soffre per questa dipendenza e chi ne voglia capire di più e/o parlare con maggiore cognizione di causa, una visita al sito:
http://www.noallapornodipendenza.it/
Complimenti a don Mario anche per il coraggio di trattare un tema un "spinoso" con saggezza ed equilibrio.

Claudia ha detto...

Davanti ad uno schermo e a destinatari che non ci guardano in faccia, si rischia veramente di tirare fuori il peggio di noi. C'è un sacco di gente che nella vita degli incontri veri è incapace di qualsiasi slancio, incapace di aprirsi, manifestare i propri sentimenti per poi trovare sfogo e soddisfare i propri sensi su internet ... è molto triste, cavolo ... il mondo ha sempre più bisogno d'amore e l'uomo perde sempre più di vista gli altri, la dimensione umana dei rapporti perchè oggi le ansie da prestazione accompagnano purtroppo ogni "ruolo" che ricopriamo: quello di amico, di fidanzato/a, di sposo/a, di studente, di impiegato ... e non ci sentiamo all'altezza, temiamo i giudizi per le nostre debolezze ... se veramente ci sentissimo amati, questo non succederebbe ...

Paolo ha detto...

Nella società conteporanea quasi tutto ci dice di andare in quella direzione anche se sono consapevole che bisogna distinguere tra chi lo fa per gioco, saltuariamente da chi ne fa una "compulsione". Questo è anche la conseguenza del pericolossimo assioma: "che male c'è?".Sono molte le persone che hanno bisogno di "cose forti" (ci siamo capiti) per "dirsi" che esistono... A questo possiamo solo rispondere dando più amore a chi ci circonda.

max ha detto...

Dentro di noi può convivere una legione, tante personalità e non è sempre facile fare sintesi, anzi a volte si deve decisamente eliminare l'ospite sgradito che ha preso possesso del nosttro cuore. Ma perchè le cattive abitudini siano messe alla porta bisogna parlarne. Per me avere un padre spirituale ha voluto dire potermi tirare fuori da situzioni difficili con l'aiuto di chi mi parlava del Vangelo e me ne faceva gustare il sapore. Avere qualcuno che non ti giudica ma ti fa ricominciare è fondamentale.

Anonimo ha detto...

Ci sono esperienze che ti possono bruciare... La mia scommessa è quella di riuscire a imparare dalle mie cicatrici. Il pensiero di un Dio che mi chiama, mi aiuta sempre a rimettermi in cammino.

Claudia ha detto...

@ Max
Hai proprio ragione: a volte la paura di scoprirsi è dovuta al timore di essere giudicati. Ed è una grazia davvero poter trovare qualcuno che sappia aprire cuore ed orecchi senza giudicarci.
Io stessa a volte mi rendo conto che anche persone che mi stanno molto vicinoe mi vogliono bene a volte temono di dirmi delle cose ... e questo mi dispiace tantissimo e mi conferma che ho ancora tantissima strada da fare...

Laila ha detto...

Il successo dei siti hard è conseguenza di un problema sempre più diffuso di relazione. Siamo tutti più soli. Perchè un ragazzino di 12 anni è da solo davanti a internet?? Perchè anche le persone sposate hanno evasioni di questo tipo?
Non è mai la gioia di vivere che ti porta da certe parti, ma la tristezza e la noia.

Anonimo ha detto...

Nel post si fa riferimento anche alle chat. Un paio di anni fa, stavo ancora alle superiori, questo era un problema che stava diventando grosso per me. Non che sia mai successo niente di grave...tipo incontrare sul serio qualcuno o simili..ma anche di pomeriggio in stanze tipo "amicizia" o "4 chiacchiere" si possono fare incontri poco piacevoli. A parte le volgarità che si incrociano, per me stava diventando ossessiva l'idea di passare del tempo "là dentro". Quasi come se fosse più interessante fermarmi lì piuttosto che stare con persone vere. Poi è così semplice presentarsi con un nick name fantasioso, un'altra età, una finta identità e ..giocare! Solo che a volte qualcuno gioca pesante. Non voglio demonizzare le chat...però meglio non passarci troppo tempo!
Ciao a tutti!

Mhyrta

Giobbe ha detto...

Uh..che tema scottante. E non se ne parla mai! Grazie del garbo e dell'occasione di riflessione!

enrica ha detto...

@ Mhyrta

le chat sono spesso l'occasione per fare pubblicità a link pornografici. In ogni caso oggi più che mai bisogna lavorare perchè i giovani assumano scelte responsabili, non sono i divieti ma è la formazione che può aiutare le persone a essere consapevoli e ragionevoli.

Serena ha detto...

bisogna avere coraggio, riuscire a staccarsi da abitudini sbagliate. Bisogna convincersi che la vita vera anche con le sue delusioni, con i suoi fallimenti è sempre migliore di certi deliri, di certi sogni da strapazzo che qualche esperto di marketing ha messo su. E' pazzesco che esista un'industria che lavori per attirare le persone in questi circoli chiusi, che ti chiudono la mente.

Anonimo ha detto...

"Vorrei anzi rivolgere una parola di speranza e di incoraggiamento ai tanti navigatori solitari della rete"

Grazie, prendo per me queste parole di incoraggiamento..

magnolia ha detto...

Aggiungo che la strumentalizzazione che viene fatta delle donne in quei siti è drammatica. Sono operazioni culturalmente violente che incidono sui costumi e sulla mentalità delle persone.

MonicaM ha detto...

Quando nella mia scuola venne fuori che qualcuno aveva usato internet per visitare questi siti ne venne fuori un grande putiferio. Sembrava però che l'unico problema consistesse nell'aver usato i pc in modo improprio in orario di scuola, come se il problema fosse solo di natura disciplinare. E 'incredibile come oggi si esiti a definire non educativi certi comportamenti, come se ci fossero di mezzo valori sacrosanti come la tolleranza e la libertà di espressione. Invece, di fatto, si tutelano gli interessi di chi ci guadagna e non ci si cura di quanto questo incida sulla coscienza delle persone.

boh ha detto...

A me sembrate tutti bigotti!!! I commenti sono anche peggio del post!

Anonimo ha detto...

Grazie per la prospettiva serena e partecipe con cui viene affrontato l'argomento. Capito su questo blog abbastanza per caso: il vostro mi sembra un prodotto interessante. Sono molto lontano dalle cose in cui credete ma la proposta mi sembra degna di rispetto e intelligente.

M.T.

don Mario Aversano ha detto...

Avrete capito che la mia preoccupazione non era quella di parlare di pornografia ma di persone. Le mie considerazioni nascono prima di tutto da alcuni incontri, da alcuni colloqui, con adulti e con adolescenti. Credo che sia necessario indicare la Bellezza e la Verità perchè si rinunci a disperdere se stessi in certe abitudini. Il porno non ha a che fare con la bellezza e con la verità delle persone. Per questo siamo impegnati, anche come chiesa, a offrire delle alternative, a fare delle proposte che mettano in contatto con la persona di Gesù e con le aspirazioni più profonde che ogni uomo ha nel suo cuore. Siamo fatti per una vita alta, starne al di sotto vuol dire tradire se stessi.

Anonimo ha detto...

Non bisogna smettere di sognare e di amare. Siamo fatti per una vita alta: sottoscrivo!

Anonimo ha detto...

credo che i sogni erotici vadano coltivati e comunicati in un rapporto, se non lo si fa' sgusciano per vie traverse. credo sia importante guardare i propri sogni senza giudicarsi.

Caterina63 ha detto...

Venendo meno il senso del pudore la stessa pornografia è divenuta una sorta di linguaggio culturale "normale"....non che "prima" non ci fosse, la stessa Bella Epoque ci rammenta semplicemente che il porno lo si viveva in modo diverso e che il "comune senso del pudore" ne limitava i danni, oggi esso è facilitato dalla stampa, dai Media, dai falsi miti che vengono imposti ai giovani...un reality in una fattoria o un grande "fardello" (non fratello, ma proprio fardello) non sono meno pericolosi, anzi, spesso ne sono l'anticamera... Spesso i giovani non se ne rendono neppure conto e divenatano vittime del sistema mediatico che ti porta per mano al pornografico proprio a causa, come spiegava don Mario, dell'isolamento e della solitudine che essi vivono...
Anche la dissoluzione nelle Famiglie conduce a questa ricerca perchè si perde fiducia nell'Amore vero, non si crede più nell'Amore e allora si va alla ricerca di qualcosa che non ti faccia pensare all'esperienza di una delusione.
Per combattere questa piaga occorre aiutare l'altro e aiutarsi a ritrovare fiducia in se stessi, nella propria capacità di sapere amare veramente, e che l'altro non è un oggetto dei desideri, ma una persona che spesso si pone le stesse domande e cerca anch'essa di uscire da questo ingranaggio tortuoso: occorre riscoprire il senso del pudore.

Anonimo ha detto...

per me l'altro dovrebbe essere persona desiderata e non oggetto di desiderio. credo sia giusto non andare a dire ai quattro venti i propri desideri ma solo nell'intimità e con una persona fidata. quel che manca quando guardo un porno è l'intimita con un'altra persona.
Serve per farsi una sega. scusate la brutalità.

Giobbe ha detto...

Sono d'accordo con Caterina63, bisogna ridare fiducia all'altro perchè creda di essere capace di amare, ma questo funziona se c'è effettivamente qualcuno. Spesso si cercano oggetti di desiderio, come scrive Anonimo nell'ultimo commento, perchè mancano persone desiderate. Non ci sono per tanti motivi e così uno cerca consolazioni brutali (sempre per citare Anonimo), brutali perchè ci sono solo io, non c'è l'altro. Penso poi che si debba, almeno per un credente, tenere in considerazione il ruolo di Dio. Se la mia esperienza di autostima è bassa, se non ho rapporti affettivi...posso però considerare il mio rapporto con Dio come una relazione che mi riempie, mi sazia, mi prende il cuore?? Se glielo lascio fare, questo non mi preparare a incontrare anche nuove persone con una disponibilità nuova? Io credo profondamente che la nostra fede abbia una profonda carica umanizzante! Se non fosse così tra l'altro come potrebbero esistere nella chiesa uomini e donne consacrati? Loro non ci insegnano che è possibile vivere, amare e essere amati rimanendo casti?

Anonimo ha detto...

le chat sono davvero pessime e molto pericolose.

Anonimo ha detto...

ciao sono jazzina... quando ho postato subito hanno notato che l'articolo era del 2005 .... io intanto ti ringrazio per avere scritto su questo ... perché articolo vecchio o nuovo la pornografia dilaga e mi è sembrato tanto strano non trovare nulla a proposito dal 2005 ad ora ... la pornografia si nasconde ed i pornografi guadagnano ... e crescono i pedofili .... notizia vecchia o notizia che va al di là degli anni? grazie e Che Dio Ti Benedica con tutto il SUO AMORE

Manu ha detto...

Grazie per questo spazio di dialogo pacato, che non cerca di chiudere gli occhi sui problemi.

Federic ha detto...

Qualcuno si diverte a farci credere che siamo peggiori di quello che siamo. Dio invece si preoccupa di restituirci tutta la nsotra dignità.

James ha detto...

Il porno richiama l'attenzione, tante visiste, tanti commenti: come mai siamo attirati da tutto questo? Come mai non c'è lo stesso numero di commenti quando si tratta di dire la propria sulla Parola di Dio???

paolo ha detto...

forse per quel ragnetto che pesca la parola porno in internet ;)...
e forse perchè quando si fa leva su certe tematiche come il sesso, la morte, la violenza che fanno parte delle pieghe più nascoste del nostro intimo e del quale tutti siamo ipergelosi (giustamente) la curiosità é massima...
la parola di Dio spesso mi invita al silenzio e il commento non mi viene anche perché mi pento molto meno del mio silenzio che delle mie parole...

James ha detto...

Grazie paolo per la tua risposta...anche questa andrebbe meditata nel silenzio. Vedo che sei spesso da queste parti. Un blog diventa un luogo simpatico dove curiosare perchè si creano delle situazioni di piazza. Ciao!

paolo ha detto...

per la verità la battuta non é farina del mio sacco ma del buon Josemaría Escrivá de Balaguer... grazie a te.

Anonimo ha detto...

Qualcuno ha centratoil problema: SOLITUDINE!
Solitudine che ti rinvia al gioco,alla curiosità,alla pornografia!
Però ha ragione qualcuno che osserva la sproporzione di commenti e/o curiosità su questo argomento rispetto ad altri.
Oggi poi nella solitudine, soprattutto fisica, si può soddisfare qualunque desiderio represso pur sapendo che non è edificante, poco bello che rischia il morboso e che non faresti mai in pubblico, ma da soli..."chi ti vede?".
Fortunato chi può confrontarsi con qualcuno che ti aiuta , che ti vuole bene, che ti comprende e...non ti giudica!
Mi chiedo però come fai ad accostarti a qualcuno che dal pulpito qualunque argomento tratti ha la capacità di diffondere giudizi, proibizioni, paure,presentando nuovamente la figura di un Dio-padrone-giudice-castigatore-proibizionista ecc., concetti ampiamente superati dal Padre Misericordioso del N.T e rivalutato dal Concilio. Carissimo don Mario, non ci conosciamo, è encomiabile la sua iniziativa, belli anche i commenti, mi auguro non si allinei anche lei a certi preti che buttano la pietra nell'acqua per creare i cerchi della "chiesa che capisce e comprende", poi dal pulpito e nella pastorale quotidiana diventano tanti giudici salvo relazionarsi solo con qualcuno che non può controbatterli, tanti "Pilato" con un unico interlocutore: il computer.
Il caro Vescovo che posta anche qui, indaghi su quanto tempo passano i suoi preti davanti al PC, forse capirà perchè ogni tanto esplodono,con meraviglia di tutti, certi scandali che si assommano a quelli che solo lui conosce perchè non pubblici, ma che tutto il clero conosce. Grazie per lo sfogo.

don Luca Peyron ha detto...

Molti commenti fanno notare come la Chiesa, i preti, qualche volta puntino il dito e colpevolizzino. Credo sia utile ed importante, su questo argomento come su altri, provare a fare insieme un passo verso il meglio. Spesso il dito indica una malattia, una piaga, una ferita, non il malato, la persona. Il peccato e non il peccatore. E' importante fare questa distinzione perchè quello che può sembrare negativo, invece, può essere la diagnosi che salva. Proviamo a riflettere tutti sulle parole che ci scambiano, se siano per la vita e non, come spesso il nostro io ci fa intendere, per un certamente inutile e sterile giudizio colpevolizzante.

Giobbe ha detto...

Non capisco molto alcuni interventi. La pornografia è una cosa sbagliata non perchè lo dice la chiesa. La pornografia è sintomo di isolamento e di immaturità, di insoddisfazione e di evasione, di sfruttamento e di commercio.
Qui non si tratta di colpevolizzare chi ci cade dentro ma di capire perchè questo capita, posto che su internet esistono trappole e inganni esattamente come nel mondo. Questo post mi sembra che sintetizzi bene le questioni. Poteva scriverlo anche un non-prete. Ma il fatto che l'abbia scritto un prete mi fa molto piacere.

Anonimo ha detto...

però... non ho mai incontrato preti che fanno diagnosi che salvano... quanto è duro il lavoro di cambiare e uscire dalle secche di cui parliamo. magari bastasse una diagnosi. credo invece nel lento, paziente lavoro del contadino che c'è e spera e lavora anche quando la pianta sembra non voler crescere. Usiamo le mani per lavorare e non per puntare le dita. Dio salva non le nostre parole che sono al massimo strumento, possono essere ascoltate o no.

Giorgia ha detto...

Io vivo un'esperienza diversa da te, anonimo. Ogni volta che mi confesso con il mio don non mi sento giudicata, mi sento come dal dottore che mi aiuta a vedere quello che non va. Lo fa con garbo, ma senza sconti. Per questo mi è utile, mi porta salvezza!

Marco ha detto...

Dobbiamo stare attenti a non cercare sconti. So bene di ridurre a volte la confessione a piccola consolazione psicologica. So che non dovrei, ma forse aver enfatizzato troppo alcune questioni relative al peccato può portare a una pratica più formalistica e meno consapevole del reale valore della grazia e della conversione. So bene che il sacramento della riconciliazione è molto più largo e profondo di quanto io non lo riduca.

Anonimo ha detto...

Comunione=salto qualitativo di conoscenza

don Mario Aversano ha detto...

Grazie a tutti per i commenti che hanno offerto molte occasioni di riflessione e approfondimento. Mi sembra che noi siamo continuamente chiamati a orientarci verso cose grandi, vere, piene di senso, mentre tutti i giorni affrontiamo le fatiche, le debolezze e la mediocrità che fanno parte della vita. Forse non dobbiamo accettare che siano le fatiche o gli errori a decidere per noi...tutto qui! Nessun errore sarà così grave da impedirci di cercare l'amore. Questo sì, sarebbe l'errore più grande!

paolo ha detto...

Segnalo il link di GIANO FAMILY (sicurezza informatica per la famiglia)
che trovate anche su http://www.associazionemeter.org l'associazione di don fortunato di Noto,
utilissimo ad es.o per genitori con figli adolescenti ...
Si ha la possibilità, dopo rilascio di dati personali e partecipazione ad una chat di richiesta, di avere un programma
tagliato su misura per evitare che i figli accedano a certi tipi di siti.

Anonimo ha detto...

Parole vere, belle. Grazie.
Possa la nostra mente essere quieta e scendere nel luogo del cuore, ove trova pace. Non sia la nostra mente agitata e vorace... così facendo essa inquieta quel giardino che è il cuore, lo sporca ed alla fine lo inaridisce.
Ad un cuore che ama non servono "emozioni forti" falsamente costruite, in una lieve brezza trova il volto dell'amato.
Anche in queste esperienze distruttive, si intravede la ricerca d'amore dell'uomo, anche se, frustrata, si muta in odio e dominio.
un saluto. gabriele

don Mario Aversano ha detto...

Grazie a te, Gabriele! Le tue parole sono eco della ricerca spirituale dei monaci del deserto..Dobbiamo proprio scendere nel luogo del cuore.

Buon cammmino!