venerdì 17 aprile 2009

4

Venerdì di Pasqua



"In quella notte non presero nulla" (Gv 21,1-14)






Tu mi permetterai, Signore, che io mi rivolga a te, che ti parli in tutta libertà. Io sono un piccolo della terra, ma incatenato dal tuo amore. Prima di conoscere te, il senso della vita mi era nascosto e non aveva senso la mia esistenza; grazie alla tua misericordia ho cominciato a vivere, ora sono senza ambiguità. Ormai sono tuo.

(Sant’Ilario di Poitiers)

4 commenti:

Anonimo ha detto...

"Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi la sopravveste, poiché era spogliato, e si gettò in mare."
Don Mario, lo slancio è lo stesso di Pietro, vero?
Ma nel Vangelo è la seconda volta che Pietro si butta nell'acqua, ma che l'ha "fregato a vita" è stata la prima volta, quando il Signore "lo afferrò con la mano".
Ed ora si vive realisticamente in questa vita ... ma per piccoli che possiamo essere abbiamo lo stesso "sangue" di un Grande ... e la stessa testa.

Laura ha detto...

Anch'io vorrei giornate e nottate piene di nulla e poi incontrare chi mi cerca, perchè è sempre Lui che mi cerca per primo. E soprattutto vorrei poterlo riconoscere e amare.

Un po' quello che mi è successo stamattina: dopo una notte insonne e una sveglia all'alba, la stanchezza che ti pervade ti arriva banalmente un sms...che però dice che è nato un bimbo, Emanuele: e la vita cambia, in modo radicale!!

Il Signore è con noi, sempre: basta riuscire a riconoscerlo e magari dire anche agli altri: "E' il Signore!"

James ha detto...

Spero di essere Suo, anche se ambiguità ce ne sono ancora...

patri ha detto...

Dio con noi!